Giugno, tempi di esami nelle scuole, in Europa. Pur nella diversità dei percorsi didattico-educativi di ogni singolo Paese dell’Unione unico l’obiettivo finale: la formazione culturale e professionale del cittadino europeo. Ma quali sono oggi i valori dei giovani, i loro comportamenti, le loro aspettative rispetto ai grandi mutamenti economici e politici del Vecchio Continente?
Non è facile leggere la questione giovanile, così differenziata in Europa. Ma analizzando lo spaccato esistenziale dei giovani europei è possibile scorgervi una comune area espressiva determinata da quei valori “post materialistici” (autorealizzazione, libertà di opinione, difesa dell’ambiente, promozione della pace e della solidarietà) che supportano i valori “materialistici” (benessere economico, consumismo sfrenato, rampantismo sociale). In questa compenetrazione di materialismo e post-materialismo si basa il background del giovane d’oggi.
Alla base di tutto c’è però una considerazione: i comportamenti dei giovani sono riconducibili alla crisi del sistema sociale e politico, al processo di crescente complessità della società e, in particolare, allo sviluppo tecnologico che brucia velocemente culture ed esperienze di lavoro in un clima di esasperata competitività. Il nodo centrale della questione rimane infatti quello occupazionale. E’ urgente dare risposte concrete a 100 milioni di giovani che rappresentano il 20% della popolazione europea. Permangono gravi difficoltà nell’istruzione, nella formazione, nell’accesso al mondo del lavoro e della mobilità; in altri termini, nel trovare un posto nella società. E’ altissimo il livello di disoccupazione giovanile, cresciuto dal 14,7% al 20,4% tra il marzo 2008 e l’inizio del 2011. Che in alcuni Paesi, come Italia e Spagna, tocca il 33% dei giovani!
Investire in istruzione, formazione e apprendimento permanente di qualità è essenziale. Il legame tra il valore professionale della forza lavoro e il livello occupazionale è indiscutibile, come è dimostrato dai dati Eurostat. La strada è ancora lunga. Vi è un’eccessiva distanza tra la scuola e l’impresa: due mondi che parlano linguaggi diversi e che invece devono cominciare a dialogare per dare una risposta comune alla questione giovanile. Domanda e offerta di lavoro non s’incrociano!
Il progetto “Europa 2020” lanciato dalla Commissione europea si pone tra gli obiettivi un’occupazione del 75% per la popolazione attiva, almeno il 40% dei cittadini con un titolo di studio universitario e un tasso di abbandono scolastico inferiore al 10%, rispetto al 15% del 2010. Modernizzazione della istruzione e della formazione, riforma del mercato del lavoro, mobilità negli studi e nel lavoro sono le soluzioni per vincere una sfida che segnerà il futuro dei nostri giovani.
(giu. 2011)



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