GIOCO D’AZZARDO : EMERGENZA SOCIALE

GIOCO D’AZZARDO : EMERGENZA SOCIALE

A disposizione di ogni cittadino italiano ci sono più slot machine che posti letto in ospedale! Ben 400 mila “macchinette mangiasoldi”, ovvero una ogni 150 abitanti! Un dato allarmante che negli ultimi anni ha contribuito all’impennata del numero di persone cadute nel vortice del gioco d’azzardo. Con un fatturato di oltre 90 mld di euro, l’azzardo è la quarta impresa in Italia. Il nostro Paese è al secondo posto in Europa, dopo la Finlandia, e quinto nel mondo per la spesa da gioco.  Dai 14,3 mld del 2002 il giro d’affari si spinge sempre più in alto, verso i 100 mld! Per lo Stato un gettito di circa 13 mld l’anno.

gioco azzardo2Sono circa due milioni in Italia i giocatori che si affidano con facilità  alla dea bendata, di cui 800 mila, di età compresa tra i 18 e i 65 anni, sono  giocatori d’azzardo problematici, ad alto rischio patologico e almeno 190 mila  sono quelli compulsivi. Un terzo sono giovani tra i 18 e 24 anni. Lo rileva una ricerca promossa dal Coordinamento nazionale gruppi per giocatori d’azzardo (Conagga) che ha calcolato che, tra slot, scommesse,  lotterie e concorsi a premi, ogni italiano spende in media più di 800 euro l’anno.

Le attuali difficoltà economiche contribuiscono a far aumentare il numero dei giocatori ed è facile prevedere che quest’anno si giocherà di più. Il virus della ludopatia, che si nutre della crisi economica,  tende sempre più a diffondersi nel  Paese colpendo in particolare le fasce sociali più deboli, quelle che affidano alla speranza di una vincita il sogno di una vita migliore. La motivazione di fondo, quella più immediata, è quella di arrotondare stipendi e pensioni, ritenute insufficienti.

Ogni anno, con il ridursi del potere d’acquisto, con la perdita dei posti di lavoro, con le tante incertezze sul futuro dei figli, ci si affida sempre più alla sorte sperando di poter cambiare la propria esistenza. Il gioco è facile e sicuro, la vincita a portata di mano. Quasi sciocco non provarci ….

Personalità fragili e manipolabili, contesti familiari vulnerabili, scarse capacità critiche sono spesso alla base del vizio del gioco. Tanti i problemi legati al Gap (gioco d’azzardo patologico): da quelli sociali (finanziari, giuridici, familiari, di lavoro), a quelli psichici (disturbi dell’umore, dell’autostima, ansia, abuso di alcool e droghe), a quelli somatici (gastrite e ulcera gastrica, cardiopatie ischemiche, alterazione immunitarie). Conseguenze devastanti che si materializzano al termine di un percorso tortuoso che, iniziato con la “fase vincente”, finisce inesorabilmente con la “fase della disperazione” : marcato aumento del tempo e del danaro impiegati per il gioco, allontanamento dalla famiglia, dagli amici, dal lavoro! Un tunnel dal quale non si esce più! Si è in presenza di una pericolosa emergenza sociale.  il gioco d’azzardo, secondo il Gruppo Abele di Torino, rappresenta oggi la prima causa nazionale di indebitamento che spinge il giocatore a rivolgersi  agli usurai. L’ultima spiaggia è il suicidio!

Ma quali sono le cause che incidono sul Gap? Da  una recente  indagine è risultata che “la patogenesi è multifattoriale: fattori ambientali (di carattere socio-culturale, economico-pubblicitario), individuali (evasione dalla quotidianità, vulnerabilità genetica, patologie predisponenti) e neurobiologici”.

Allarmi? Segnali di pericolo? Limitazioni e protezioni? Non parliamone proprio. Il business è sacro! Prevenzione e assistenza? No, ci sono altre priorità, altre urgenze. Anzi, alle urgenze (calamità naturali)  si fa fronte con nuovi giochi ( Win for Life) e poco importa se il meccanismo questa volta inventato è tra i più perversi e pericolosi. Inutile indignarsi, protestare. Sorda e tracotante l’ Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato (AAMS), col pretesto di sfilare il gioco d’ azzardo all’illegalità (tesi tutta da verificare!), si lava la coscienza e va avanti. Le nuove povertà con i loro drammi umani di intere famiglie possono attendere …. E la criminalità organizzata, con le sue potenti lobby ramificate ovunque, ringrazia!

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