Il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo ospite del L. C. Gallarate Seprio- La nuova “geografia giudiziaria” fra razionalizzazione e spending review –
“La Riforma della Giustizia: luci e ombre” è stato il tema dibattuto nel corso del meeting organizzato dal Gallarate Seprio, giovedi 10 ottobre, alle Querce di Casorate Sempione. Relatore d’eccezione il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo, alla vigilia del prestigioso incarico che, dal 22 ottobre, è andato a ricoprire a Venezia, quale Presidente della Corte d’Appello.
Con la partecipazione di numerosi soci e tanti ospiti, alla serata condotta dal cerimoniere Piero Rossi sono intervenuti il Sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato a.r. Luigi Minchella, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gallarate, Capitano Michele Lastella, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio Walter Picco Bellazzi.
Presentato dall’Addetto stampa distrettuale, l’illustre relatore, al quale il Presidente del Gallarate Seprio Enzo Cattorini ha rivolto il saluto del Club, ha fotografato con chiarezza la situazione del “Pianeta Giustizia”. Un Pianeta in forte fibrillazione mediatica a causa di pericolosi intrecci politici a livello istituzionale, ma anche per le incertezze della Riforma entrata in vigore lo scorso 13 settembre che ha ridisegnato la “geografia giudiziaria” nel nostro Paese.
“Un processo irreversibile ed epocale”, secondo il Ministro Cancellieri, ma che lascia dietro di sé un’ondata di polemiche e un forte malumore nella classe forense. Una Riforma che prova ad affrontare il tema della Giustizia, con i suoi ritardi e le sue inefficienze, da un versante finora trascurato dal Legislatore, quello organizzativo, in attesa di un intervento organico sui problemi strutturali, perché la Giustizia, come ha ricordato il Presidente Napolitano, “è una priorità che non può più attendere”. Il Paese ha bisogno di una Giustizia rapida ed efficiente, in un giusto equilibrio fra rispetto della legalità e garanzia processuale.
Cosa è cambiato con la Riforma? Tagli a Tribunali e Uffici con la chiusura del 47% delle strutture giudiziarie in tutta Italia, e il conseguente trasferimento di 7300 dipendenti e 2700 Magistrati. In un clima di spending review , il risparmio stimato sarà pari a 95 milioni di euro all’anno. Nell’aridità delle cifre, questo il significato della Riforma: soppressi 30 Tribunali (in Lombardia quelli di Vigevano, Voghera e Crema), 30 Procure, 220 sezioni distaccate, chiusura di 667 Uffici del Giudice di Pace. .
E l’impatto di questa Riforma, come ha evidenziato il Presidente Mazzeo nel suo brillante intervento, è particolarmente forte sul Tribunale di Busto Arsizio, il cui circondario comprende 38 comuni. Da settembre ha inglobato la giurisdizione di Legnano e quella di Rho con la sua area Expo, diventando uno dei primi dieci Tribunali d’Italia. In totale, un’ottantina di Comuni per quasi un milione di abitanti, con l’aggiunta di Malpensa e il suo indotto.
Il carico di lavoro al Tribunale di Busto Arsizio negli ultimi anni è notevolmente aumentato: traffico internazionale di droga a Malpensa, immigrazione extra-comunitaria, reati a contenuto economico-finanziario, procedure concorsuali legate alla crisi economica, reati contro la persona. Ciò nonostante, il Tribunale bustocco è tra i primi per i tempi di emissione delle sentenze, a beneficio della sicurezza percepita dai cittadini che passa anche attraverso la celerità delle risposte che la Giustizia riesce a dare. Ora, con questi accorpamenti, ha osservato Antonino Mazzeo, la situazione diventa particolarmente critica: si rischia il collasso. Spazi inadeguati, fascicoli in… viaggio, ufficiali giudiziari in agitazione, parcheggi in tilt, avvocati sul piede di guerra. E, dulcis in fundo, un organico ridotto: 22 magistrati sui 38 previsti, 63 amministrativi sui 123 necessari.
Il Lionismo di opinione, grazie al Gallarate Seprio, ha messo in … gabbia una Giustizia che attende di … essere riformata!



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