Da dieci anni al servizio degli studenti del Distretto per una scelta consapevole e responsabile
La condizione giovanile nella società contemporanea è oggetto da tempo di particolare attenzione sul piano sociologico: dietro l’apparente luccichio di una facile esistenza si nasconde spesso una inquietante precarietà sociale. La crisi della famiglia, la disgregazione dei percorsi di formazione scolastica, la caduta di tanti valori contribuiscono a creare un malessere sempre più diffuso, un disagio profondo alla cui base c’è l’incertezza del futuro. E in questa incertezza i giovani restano marginati, fino a divenire una “generazione invisibile”, secondo la felice definizione di Ilvo Diamanti, docente di sociologia politica all’Università di Urbino. E’ in gioco il loro futuro, ma anche quello della società.
Il riconoscimento dei loro diritti, delle loro aspettative passa attraverso una seria e responsabile prospettiva occupazionale. Non è più pensabile continuare a illuderli: il diploma, la laurea, il famoso “pezzo di carta” sul quale tanto si è investito dovrà avere una collocazione certa sul mercato del lavoro, dovrà cioè garantire, nella sua gratificazione professionale ed economica, uno status sociale accettabile. Scuola e mondo del lavoro devono saper interfacciarsi, domanda e offerta di lavoro devono finalmente incontrarsi. Perché un Paese che non sa offrire ai propri giovani possibilità di lavoro, alla lunga si suicida!
Proprio in questa ottica, si colloca felicemente da dieci anni il “Progetto Bussola: dalla scuola al lavoro”, promosso dai Lions Club Gallarate Host e Gallarate Seprio quale service sul territorio per la “prevenzione del disagio giovanile”. Un progetto di alto profilo sociale che ha avuto in Beniamino Decio il suo deus ex machina, instancabile promotore di tante iniziative nelle scuole del Distretto. Con il supporto tecnico di Chiara Macconi, esperta di formazione nelle scuole e nelle imprese, anche quest’anno sono stati organizzati una serie di incontri con gli studenti delle quinte classi degli Istituti tecnici industriali, commerciali e professionali della Provincia di Varese per “progettare insieme il futuro”.
“In tre ore, ci spiega Mario Montonati, coordinatore distrettuale del “Progetto Bussola”, prospettiamo ai ragazzi l’approccio con il mercato del lavoro con informazioni sui vigenti contratti, su come costruire un curriculum vitae, su come affrontare un colloquio di selezione”. L’orientamento professionale, in particolare, è trattato dal socio lions, imprenditore o professionista, che “raccontando la propria esperienza ed ascoltando le domande dei giovani, favorisce un contatto ravvicinato fra studenti e azienda o studio, abbattendo diffidenze, pregiudizi e paure”.
Una testimonianza diretta da parte di tanti lions che, con grande entusiasmo, offrono annualmente un servizio apprezzato da insegnanti e genitori, ma soprattutto dai futuri cittadini di domani che, in occasione di questi incontri, si arricchiscono in termini informativi (prendono conoscenza della realtà esterna e hanno notizie sull’iter scolastico post diploma) e in termini formativi (conoscenza e individuazione dei propri interessi, rapportando le proprie attitudini alle diverse attività lavorative).
L’obiettivo di fondo del progetto dei Lions di Gallarate è quello di dare concretezza alla crescita e valorizzazione del capitale umano al fine di prevenire e contenere i fenomeni della dispersione scolastica, dei ritardi e, in estrema ratio, della “sottoccupazione socio-culturale”. Un obiettivo ambizioso che va in direzione di “Lisbona 2000”, il progetto con il quale il Consiglio europeo dieci anni orsono fissò le priorità per “migliorare nell’Unione la qualità dei sistemi di istruzione, intesa come aggregazione dei vari progetti didattico-educativi, e di formazione, intesa come naturale completamento del percorso scolastico.
Scuola e azienda: sarà ancora un dialogo fra sordi? Se impegno e passione, con rinnovato spirito di squadra, saranno messi al servizio di un progetto di sviluppo armonioso ed equilibrato, il risultato non potrà che essere il rilancio del sistema Paese sul piano della competitività internazionale e con esso un futuro meno incerto per tanti giovani che lasciano i banchi della scuola. E grazie ai Lions resta aperta … la “fabbrica delle opportunità”.



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