I GIOVANI E L’ ALCOL AL VOLANTE

I GIOVANI E L’ ALCOL AL VOLANTE

Pubblico Convegno a Gallarate organizzato dai Lions con ACAT Valle Olona

“La vita va vissuta, non va bevuta!” E’ questo il messaggio che è emerso al termine del pubblico Convegno organizzato, venerdi 26 febbraio, al Centro filosofico Aloisianum di Gallarate dai Lions Club Gallarate Host e Gallarate Seprio su un tema di grande rilevanza sociale: “I giovani e l’alcol al volante”. Un contributo al tema di studio nazionale sui “mutamenti sociali e nuove forme di violenza” attraverso una lettura di un fenomeno dai drammatici risvolti per tante famiglie.
Il Convegno, al quale ha dato il patrocinio il Comune di Gallarate, si è avvalso del supporto tecnico di ACAT Valle Olona, Associazione alcolisti in trattamento, un’associazione di volontariato operante sul territorio dal 1992 per migliorare la qualità di vita delle persone e delle famiglie con problemi correlati all’alcol. L’obiettivo di fondo è recuperare i pazienti in trattamento, attraverso una profonda azione di sensibilizzazione, per favorirne un nuovo percorso di vita, con un nuovo stile e nuove abitudini.
E la grande partecipazione di pubblico presente in sala, con alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, ha confermato, nella crudezza del problema, l’attenzione delle famiglie e degli operatori socio-sanitari verso un problema in continua diffusione.
A parlare di alcol e dei suoi devastanti effetti al volante, preceduti dal saluto del Presidente di ACAT Valle Olona Luciana Morosi, sono intervenuti tre esperti che hanno portato al Convegno le loro esperienze professionali. Un viaggio nell’oscuro pianeta dell’alcolismo giovanile per fare luce sui tanti aspetti di un male sociale che, secondo i dati forniti dall’Istituto superiore di sanità, presenta elementi inquietanti:
-il primo bicchiere di vino in Italia viene consumato a 11-12 anni, contro la media europea ferma a 14 anni e mezzo;
-sono circa 800.000 i giovani di età inferiore a 17 anni che hanno consumato nel 2008 bevande alcoliche, di cui oltre 400.000 in modo problematico, con rischio cioè di dipendenza;
-il 7% dei giovani dichiara di ubriacarsi almeno tre volte alla settimana, con forte aumento del consumo di alcol fra le ragazze.
Un quadro sociale allarmante, una fotografia impietosa che mette a nudo il profondo disagio giovanile presente nella nostra società.
Una situazione estremamente critica anche in Provincia di Varese. Il Colonnello Alfredo Magliozzi, Comandante della Polizia stradale di Varese, parlando delle “stragi del sabato sera”, ha fatto rilevare nel suo intervento la drammatica incidenza dell’uso di sostanze alcoliche negli incidenti stradali : nel 2008 registrati 2616 scontri con feriti, di cui 43 mortali! Con un’ulteriore annotazione: lo stato di ebbrezza non appartiene soltanto alla fascia dei giovanissimi (18-24 anni), ma tende sempre più a “catturare” i guidatori compresi fra i 33 e i 40 anni, per effetto del “rito dell’aperitivo a base di alcol”.
Un’analisi confermata da Luigi Seghezzi, medico, responsabile del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Gallarate che, analizzando “l’epidemiologia degli incidenti” , ha posto l’accento sullo status fisico di chi assume alcol: effetti peggiori in soggetto giovane, sottopeso, a stomaco vuoto. Un alcolismo quasi sempre riconducibile a fattori di ordine psicologico, sociale e culturale.
Ma si può uscire dal tunnel dell’alcol? Quali i rimedi sul piano della prevenzione? Un messaggio di speranza è venuto da due significative testimonianze di due giovani, ex alcolisti, presentati da Giorgio Cerizza, direttore sanitario del Servizio di riabilitazione alcologica dell’Azienda ospedaliera di Crema. Un racconto dai toni drammatici che ha suscitato nei presenti vive emozioni. Un percorso di vita iniziato con un rapporto conflittuale in famiglia e proseguito, inesorabilmente, con un salto nel buio: l’alcol, come fuga da ogni realtà, prima di riprendere, con successo, il faticoso percorso di recupero e di reintegrazione sociale.
Una profonda lezione di vita che ha evidenziato il ruolo fondamentale della famiglia nel processo di crescita, di emancipazione e di indipendenza dei giovani: la prevenzione migliore deve basarsi su legami familiari solidi e sicuri. Una “famiglia invisibile” non aiuta il ragazzo!
Va superata cioè “l’incapacità di connessione” fra adulto e giovane: occorre parlare, dialogare con i giovani, scrutare nel loro mondo interiore, saperne leggere in tempo i silenzi e le ansie prima che il disagio diventi pericolosamente devianza. Un viaggio per molti…senza ritorno!
In qualità di moderatore della serata, un vivo ringraziamento agli Amici dell’ACAT Valle Olona per il qualificato contributo dato al Convegno dei lions gallaratesi.

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *