Intervista a Giancarlo Angeleri : “Chiarezza ed incisività al servizio dell’informazione”
E’ in atto da tempo nella nostra Associazione un interessante dibattito sulla visibilità da dare alla nostra azione, sulle strategie da realizzare per trasmettere all’esterno il nostro spirito di servizio nel promuovere la solidarietà nella società. Una strategia che passa necessariamente attraverso una efficace comunicazione: un ponte ideale verso la società civile, le istituzioni, l’opinione pubblica per far conoscere e apprezzare la qualità del nostro impegno a favore della comunità in cui operiamo finalizzato a esaltare la centralità sociale dell’Uomo, la sua dignità, i suoi diritti.
Da queste considerazioni scaturisce la necessità di rilanciare con coraggio un discorso culturale sul valore e significato della informazione lionistica. Senza una vera “informazione” non può esistere nessuna sinergia comunicativa per lo sviluppo di ogni pur minimo rapporto sociale, fondamentale per costruire una immagine seria e credibile del nostro essere lions, una immagine da mettere al servizio delle Istituzioni per la promozione del bene civico.
Nessun arroccamento di pensiero, ma una intelligente apertura verso l’esterno, alla ricerca di spazi vitali da occupare per l’affermazione della nostra missione, in adesione a un lionismo capace di fare cultura, di fare opinione e suscitare dibattiti sui temi di maggiore interesse. Lionismo e comunicazione un binomio indissolubile, perché informare significa testimoniare il presente, ma significa anche, attraverso il consenso e la fiducia, preparare il futuro.
E allora, chi meglio di un Direttore di un quotidiano locale, la nostra “cassa di risonanza” sul territorio, può farci una…lezione di giornalismo, spiegarci i segreti di una professione affascinante e indicarci la strada migliore per arrivare con le nostre notizie ai lettori?
Abbiamo rivolto alcune domande a Giancarlo Angeleri, direttore della storica testata varesina La Prealpina . E’ l’ultima sua intervista rilasciata pochi giorni prima del pensionamento.
-Dal tuo osservatorio speciale come giudichi l’associazionismo e in particolare il lionismo nel suo ruolo di promozione sociale e culturale?
“E’ fondamentale il ruolo di mediazione sociale che svolgono sul territorio le associazioni di volontariato, particolarmente attive in Provincia di Varese. Il volontariato è una delle dimensioni fondamentali della cittadinanza e della democrazia, nella quale assumono forma concreta valori quali la solidarietà. Conosco e apprezzo l’impegno dei lions al servizio della comunità, una presenza di grande significato di supporto alle Istituzioni che, nel governare, devono saper ascoltare i cittadini attraverso anche la voce dei Lions per condividere progetti di crescita sociale.”
-Non è sempre facile fare arrivare all’opinione pubblica la nostra testimonianza nel sociale, notizia dei nostri service, del nostro impegno per una società migliore. Troviamo difficoltà a entrare nelle redazioni dei giornali. E per noi la stampa locale, legata al territorio, espressione diretta della vita reale, rappresenta una vetrina privilegiata. Qual è l’approccio giornalistico che dovremo seguire?
“Il proliferare di comunicati, a volta lunghi e poco leggibili, causa spesso che le notizie finiscano nel cestino o nel … dimenticatoio del redattore. Come evitare tutto questo? Essere innanzitutto chiari e incisivi, far capire subito di cosa si tratta, senza ricorrere a giri inutili di parole. Mettere in risalto le motivazioni, i risultati, gli obiettivi dell’evento, i riscontri oggettivi. E inoltre, seguire la notizia attraverso il rapporto diretto con il redattore per la sua pubblicazione.”
-Le “cinque W”, che rappresentano le regole auree del giornalismo, sono sempre attuali?
“Oggi più di ieri! In un’epoca in cui tutto si consuma in fretta, la chiarezza e la sintesi dell’informazione è fondamentale. Il lettore vuole arrivare subito al nocciolo della questione. La notizia va dunque costruita rispondendo proprio alle “cinque W” di anglosassone importazione : chi, dove,quando, che cosa, perché. Una costruzione il più possibile oggettiva, con linguaggio semplice, periodi brevi e moderato uso di aggettivi ed iperbole.”
-All’Addetto stampa di un Lions Club, in definitiva, quali consigli puoi dare per rendere leggibile la sua informazione giornalistica?
“Privilegiare le vere notizie, le iniziative di respiro sociale, far sapere ciò che può interessare chi legge e non ciò che fa piacere a chi scrive. Lasciare da parte le notizie…non notizie, quelle cioè che al lettore non interessano e, soprattutto, non rincorrere nella notizia gli aspetti formali, privi di appeal giornalistico. Le banalità allontanano il lettore, lo rendono impermeabile a un certo tipo di informazione con grave pregiudizio nei confronti della fonte da cui proviene.”
-Consentimi, in chiusura, una domanda sull’etica della comunicazione. Il sistema dell’informazione sembra aver smarrito ogni punto di riferimento. Un sistema che si configura come una globale gogna mediatica. Una informazione dopata al servizio dello scoop giornalistico o, ancor peggio, al soldo del politico di turno. Dopo oltre trent’anni di attività giornalistica, come giudichi tale situazione? E’ davvero difficile il bilanciamento fra il diritto di cronaca e quello di riservatezza?
“Ti rispondo con le parole di Sergio Zavoli, il grande vecchio del giornalismo italiano: “Il punto di equilibrio nell’informazione va ricercato non in una legge, ma nell’etica professionale del giornalista che nel fare informazione deve inseguire la verità, ma non il potere!”
E per noi Lions la verità è il rispetto della nostra etica, la nostra stella polare. Qualità e credibilità dunque per l’informazione lionistica. E’ la sfida da vincere per uscire dalla palude dell’anonimato e lanciare con forza un’operazione di “marketing sociale” in linea con i mutamenti della società. E’ in gioco il nostro futuro!



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