Intervista alla Coordinatrice nazionale Catherine Dickehage
“I Lions contro la fame nel mondo” è stato il service nazionale per il biennio 2008-2010 votato a Caorle, all’ultimo Congresso nazionale. Il service mira a dare un futuro alle gestanti e ai bambini dello Sri Lanka. L’obiettivo, in particolare, è quello di assicurare cibo alle donne gravide e ai bambini dai 6 ai 58 mesi di vita attraverso la costruzione di una fabbrica che creerà posti di lavoro e produrrà “thriposha”, preziosa miscela di frumento, soia e latte per sfamare 120.000 bambini e 55.000 donne nelle zone rurali di Kandy, Nuvara, Polannaruwa e Matale. Un progetto umanitario che si concretizzerà grazie alla partnership tra i Lions italiani e i Lions dello Sri Lanka (13 mila soci, divisi in 6 distretti), in stretta collaborazione con il PAM.
Dal suo quartier generale di Roma, il Programma Alimentare Mondiale (PAM), braccio operativo delle Nazioni Unite, invia aiuti alimentari ovunque si verifichi una crisi umanitaria. Alcuni dati possono essere utili per dare le dimensioni del suo intervento globale nel mondo: nel 2007 sono stati circa 86 milioni le persone che hanno beneficiato degli aiuti alimentari del PAM per una distribuzione totale di circa 3.3 milioni di tonnellate di cibo. I bambini assistiti sono stati 53.6 milioni! 2816 le organizzazioni non governative partner del PAM. Numeri impressionanti alla base dei quali c’è l’efficienza organizzativa e una concreta operatività, con costi di gestione del “programma” ridotti all’essenziale: solo il 7% delle somme raccolte!
Per saperne di più abbiamo posto alcune domande a Catherine Dickehage, brillante coordinatrice nazionale del Comitato italiano, che da anni ne segue i progetti e le attività di promozione e raccolta fondi.
D. In concreto, il PAM cosa fa?
R. “Due sono i settori chiave di intervento. Da un lato si occupa di dare una risposta, rapida ed efficace, alle emergenze, sia quelle di origine naturale – dalle inondazioni ai terremoti alla siccita’ come in Myanmar, Pakistan e Kenya per citarne alcuni – sia quelle causate dall’uomo e dunque guerre, di bassa e alta intensita’, che causano emergenze immediate ma anche croniche, come in Darfur, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo.
Il secondo settore chiave di intervento e’ lo sviluppo. Il cibo, in questi casi, diventa uno strumento attraverso il quale costruire percorsi di autonomia e autosostentamento : cibo in cambio di lavoro e di frequenza scolastica. Si fornisce cioè assistenza alimentare per avere manodopera per la costruzione o ricostruzione di infrastrutture o per consentire la frequenza scolastica a milioni di bambini altrimenti esclusi da qualsiasi percorso formativo.”
D. Quali sono i mezzi di cui il PAM dispone per fronteggiare questo drammatico problema?
R. “Negli 80 paesi in cui opera attraverso l’ausilio di circa 9000 funzionari, il PAM gestisce e coordina una poderosissima macchina logistica che consente di raggiungere ogni angolo remoto del pianeta in tempi estremamente rapidi. Ogni catastrofe naturale o ogni conflitto che generi la necessita’ di assistenza alimentare chiama in causa il PAM ovunque si verifichi. In ogni situazione il PAM deve riuscire a raggiungere la popolazione civile in difficolta’. E’ per questo che si avvale non solo di una flotta di navi, aerei e camion ma non esita a mettere in campo zattere, elefanti, muli qualora le aree colpite siano irraggiungibili in altro modo. Portare cibo e’ la missione, farlo arrivare in tempo e’ la priorita’, garantire che sfami chi ha bisogno e’ il dovere!”
D. Ma sarà possibile vincere la lotta contro la fame nel mondo? Quasi una sfida epocale!
R. “Purtroppo la lotta contro la fame nel mondo e’ lontano dall’essere vinta. Nonostante le Nazioni Unite l’abbiano posta al primo posto degli obiettivi del Millennio da raggiungere entro il 2015, sono ancora oltre 850 milioni le persone che soffrono la fame o di malattie legate alla denutrizione. E questa cifra pare purtroppo destinata ad aumentare. L’aumento dei prezzi delle derrate e dei trasporti sta allargando in modo allarmante la fascia di popolazione a rischio poverta’ in tanti paesi del mondo.”
D. Una sfida che necessità di notevoli risorse economiche. Quali sono le fonti di approvvigionamento?
R. “Il Programma Alimentare Mondiale, a differenza di altre organizzazioni delle Nazioni Unite, non beneficia di quote fisse degli Stati membri ma vive di quote volontarie. E’ dunque attraverso l’analisi e la valutazione della qualita’ del lavoro svolto e degli obiettivi raggiunti che ogni anno il PAM puo’ garantirsi, da parte degli Stati membri, le donazioni necessarie a svolgere il suo lavoro.
Purtroppo le donazioni degli Stati non sono sufficienti a far fronte alle crescenti necessita’ globali. Per questo motivo il PAM ha iniziato un’opera di sensibilizzazione e di informazione sulla lotta contro la fame, sulle sue cause e sull’impatto sociale che questa provoca nel breve e nel lungo periodo su interi popoli. E’ sempre piu’ evidente infatti che l’opinione pubblica internazionale deve essere al corrente del problema: la fame e’ una cosa concreta. Tangibile. Spietata. E’ una piaga che quando colpisce compie un duplice omicidio: da un lato spezza il corpo in modo lento, progressivo e inesorabile, dall’altro uccide la speranza.”
D. La voce del PAM, il suo appello umanitario, riesce a farsi sentire nel mondo intero?
R.“Negli ultimi anni il PAM ha intensificato la propria attivita’ di sensibilizzazione attraverso la creazione di Comitati Nazionali che potessero, nel tempo, coinvolgere e creare partecipazione di istanze pubbliche e private interessate al tema della fame nel mondo. Per questo e’ nato recentemente il Comitato Italiano per il PAM, impegnato nell’organizzazione di iniziative di informazione e di raccolta fondi a sostegno del Programma Alimentare Mondiale (WFP) nel nostro paese. Il Comitato Italiano ha l’ambizione di creare un movimento di opinione diffusa, una rete di cittadini sensibili che comprendano quanto sia importante dare un contributo a questa complessa battaglia.”
D. E’ in questo contesto operativo che si colloca la collaborazione con i Lions italiani?
R. “ Si. La capillarita’ e la forza motrice che i Lions sanno mettere in campo a sostegno delle cause sociali sono state per noi elementi di grande importanza per unire gli sforzi e dare uno slancio concreto, di forte impatto. Il sostegno al PAM e alla lotta contro la fame come Service Nazionale ci ha riempito di orgoglio e di profonda gratitudine. Il progetto scelto per iniziare questo percorso comune riguarda un paese piccolo ma certo non privo di grandi difficolta’, come lo Sri Lanka.”
D. In conclusione, cosa vi attendete da questo rapporto di collaborazione?
R. “ Siamo certi che sara’ un successo. Siamo certi che i Lions, ancora un volta, sapranno mettere a disposizione degli ultimi sulla terra la loro creativita’, la loro caparbieta’ nel raggiungere gli obiettivi e la loro generosita’. Insieme riusciremo a raggiungere grandi risultati. Tante gocce, unite, che sapranno fornire un mare di aiuti.”
Un’altra grande sfida attende, dunque, una risposta dei Lions. Una risposta nel segno della solidarietà per dare una speranza di vita migliore a tante popolazioni, nella consapevolezza che “una società che soffre la fame è una società dipendente, malata, incapace di risollevarsi.”



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