LA CITTADINANZA UMANITARIA : IL NOSTRO FUTURO

LA CITTADINANZA UMANITARIA : IL NOSTRO FUTURO

La mission del lionismo del Terzo millennio
“La cittadinanza umanitaria”, la mission del lionismo del Terzo millennio, è il tema del Convegno di studi organizzato a Varese, sabato 12 maggio, presso la Sala Ambrosoli di Villa Recalcati. Un’occasione per approfondire le linee guida tracciate al Forum europeo di Roma del 2004 sulla nuova identità dell’essere lions, finalizzata a costruire una società più giusta, più equilibrata: operare per ridurre il divario tra Nord e Sud del mondo, per garantire uguali diritti di cittadinanza a tutti gli uomini della terra.
Un passaggio epocale per il lionismo: dalla solidarietà alla promozione dei diritti umani fondamentali per tutti i popoli nel segno della “Carta della cittadinanza umanitaria europea” ispirata dal PID Ermanno Bocchini. Un documento di grande significato che, richiamandosi agli scopi statutari dell’Associazione, traduce la “buona cittadinanza” e la “comprensione tra i popoli del mondo” nella nozione di “Cittadinanza umanitaria”. Una cittadinanza umanitaria divenuta mondiale dopo lo storico appello del Presidente Internazionale 2009-2010 Eberhard Wirfs.
Obiettivo di fondo: liberare dal bisogno e dalla povertà intere popolazioni. Non certamente con gli aiuti a pioggia, settoriali e non integrati, avulsi cioè dal contesto economico del Paese ricevente, che non hanno risolto il problema. Nessun Paese è finora uscito dal sottosviluppo grazie agli aiuti umanitari! E’ profonda la distinzione concettuale fra solidarietà e cittadinanza attiva.
La solidarietà incide sugli effetti, la cittadinanza incide sulle cause dei bisogni umani. La solidarietà raccoglie fondi per i poveri, la cittadinanza umanitaria si batte per eliminare le cause della povertà. La solidarietà presuppone la povertà e il bisogno, la cittadinanza umanitaria si batte per eliminare il bisogno e, quindi, realizzare la prima libertà dell’uomo, che è la libertà dal bisogno. Trasformare dunque gli aiuti umanitari in investimenti umanitari attraverso un sistema di cross-fertilization tra donatori e paesi sottosviluppati, in grado di produrre in loco reddito autonomo rispetto al donatore delle risorse iniziali.
Nasce da qui l’idea della buona cittadinanza del nostro statuto internazionale, intesa non come forma di solidarietà alle vittime del bisogno, ma come attività di partecipazione per lo sviluppo dei Paesi sottosviluppati, sviluppo inteso come libertà, perché, come ha dichiarato Bocchini, “crediamo in un futuro nel quale nessun cittadino dovrà più stendere la mano per chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto”.
E’ la via nuova per il lionismo del Terzo millennio per la difesa dei diritti umani fondamentali e lo sviluppo di tutti i popoli della terra. E’ la sfida dei nostri tempi per vincere la quale occorre passare dal servizio umanitario al diritto umanitario, passare cioè dalla solidarietà intesa come pura beneficenza alla cittadinanza attiva per affermare la centralità dell’Uomo nella società, con il suo inviolabile diritto alla libertà e dignità personale.
Come lions dobbiamo concorrere a promuovere una nuova “religione civile” che possa unire i popoli del mondo attorno ai valori universali ed eterni della libertà e della giustizia sociale, superando le divisioni ideologiche, etniche e religiose che hanno generato nel tempo lutti e distruzioni. E’ la strada per realizzare il sogno della “cittadinanza mondiale”. Un sogno che non è utopia se -attraverso un ritrovato spirito di comprensione e un dialogo fra i popoli- sorgerà un sentimento di fratellanza universale.
Il 2013 è stato proclamato dall’Unione europea “Anno della cittadinanza attiva in Europa”. E i Lions sono pronti per questo grande appuntamento. Nella storica trasformazione degli istituti di democrazia rappresentativa in istituti di democrazia partecipativa, possiamo sentirci orgogliosi, come Lions italiani, di aver anticipato e previsto i mutamenti della società. Orgogliosi di alimentare la speranza di una società più giusta, più equa, una società umana, per “aiutare oggi i più bisognosi a non chiedere più aiuto domani!”.

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