LIONS, SIAMO TUTTI AMICI ?

Le … sorprese distrettuali dell’ inchiesta sul Lionismo

Si è tanto scritto e si continua a scrivere sulla pecularietà dell’amicizia nell’etica lionistica. Si è consumato un fiume d’inchiostro in quanto l’amicizia, a ragione, è stata sempre ritenuta nel lionismo elemento socializzante capace di produrre quei legami di sincera, disinteressata, reciproca intesa, presupposto per uno scambio di opinioni, di idee tra soci.
Un sentimento, un valore sul quale costruire insieme un ideale percorso associativo al servizio dei più bisognosi. Il successo del lionismo nel mondo scaturisce infatti dal gioco di squadra e non da un effimero individualismo. Il saggista Raoul Follereau, al riguardo, ha sorretto il principio: “Se in tanti piccoli posti del mondo, tante piccole persone fanno tante piccole cose nella direzione giusta, il mondo cambierà”.
L’amicizia tra i Lions, con il comune impegno e la comune azione, è dunque il collante di ogni Club, è la forza propulsiva che unisce sensibilità diverse per vincere la grande sfida umanitaria di Melvin Jones. Così dovrebbe essere ….
Ma dubbi e riserve affiorano leggendo le risposte di alcuni soci di questo Distretto relative all’inchiesta sul lionismo lanciata da Lion e pubblicate sul numero di novembre della rivista. La mancanza di amicizia, se non addirittura l’ipocrisia nei rapporti interpersonali all’interno del Club, fra le cause della fuga di tanti soci. Un j’accuse che non ammette replica.
Si denuncia il carrierismo, l’invidia, l’autoreferenzialità, il culto della persona, l’overdose di incarichi e onorificenze sullo sfondo di un lionismo sclerotico nella sua dinamica organizzativa, pletorico nella sua struttura, discontinuo nella sua progettualità. Una fotografia impietosa del lionismo distrettuale. Si chiede meno ritualità: “Assemblea, Congresso? Sagre del nulla!”, parole di un RZ proferite al Governatore in occasione della sua visita a un Club. E inoltre: “La MJF: la prima gratifica, le altre sono una burla!”, secondo il pensiero tranciante di un altro socio espresso nella medesima occasione.
Giudizi che, con buona pace dell’azione del GMT e GLT, impongono una profonda riflessione sui “mali oscuri” che si annidano nei club. “Se non si cambia ci si estingue”, ha scritto un Presidente di Club, Lions di lungo corso, officer distrettuale.
Occorre un sussulto di coraggio per affermare nella smarrita sobrietà l’orgoglio dell’appartenenza. E’ necessario che ognuno partecipi, in un clima di leale amicizia, all’attività dell’Associazione apportando la propria intelligenza e mettendo al servizio di tutti le proprie idee, piccole o grandi che siano purché condivise. Servire con semplicità, “inter pares”!
Rimettiamo … i sogni nel cassetto, accantoniamo retorica e arroganza. Con umiltà e senza inutili isterismi guardiamo in faccia la realtà! Prima di un … default. La fuga dei soci continua.

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