Convegno organizzato a Varese in collaborazione con il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Varese – L’alcol il killer del weekend – Gli effetti di un drammatico fenomeno sociale.
“Le Stragi del sabato sera. Una maggiore educazione stradale a tutela della vita” è stato il tema del Convegno organizzato a Varese, presso la Sala Montanari, sabato 8 ottobre, dal Distretto Lions 108 Ib1 in collaborazione con il L.C. Lonate Pozzolo-Brughiera, il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Varese. Un tema, nella sua drammaticità, di rilevante interesse sociale.
Una cronaca senza fine, un bollettino continuo di morti sulle strade: tanti ragazzi e ragazze che, nel cuore della notte, andando incontro a un assurdo destino, spezzano tragicamente la loro vita lasciando nel dolore profondo i propri genitori, derubati di sogni e speranze. E una vita spezzata in giovane età è un problema sul quale interrogarsi, che riguarda cioè l’intera società.
Da angolature diverse lo hanno fatto i relatori nel corso del Convegno, analizzando -dopo il saluto del Sindaco di Varese Fontana- cause ed effetti del drammatico fenomeno sociale. Nell’aridità delle cifre fornite è emersa una realtà impressionante, fatta di lutti e disperazione. E’ stato Giovanni Di Salvio, Dirigente del Compartimento della Polizia stradale della Lombardia, parlando della mortalità stradale in generale, a comunicare i dati più tragici, elaborati su base nazionale: nel periodo 2001-2009 sono stati rilevati in Italia 216.734 incidenti, i feriti oltre 3 milioni di cui il 25% con lesioni permanenti, le vittime 52.341! “E’ scomparsa una città di provincia!…”
Non meno significativi i dati riferiti alla Provincia di Varese, a tutto agosto di quest’anno, illustrati da Francesco Coppolino, Segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia: 500 sinistri stradali di cui il 46,5% con solo danni materiali, il 53% con lesioni, due vittime, 16 persone denunciate all’Autorità giudiziaria per guida con tasso alcolemico superiore a quello consentito dello 0,5%. Ben 2247 sono state le visite mediche effettuate dalla Commissione varesina dell’ASL per il rinnovo e la revisione delle patenti in seguito a sospensioni per abuso di alcol.
E gli incidenti stradali causati da consumo di alcol sono la prima causa della mortalità giovanile. Lo ha evidenziato nel suo intervento Antonio Laurenzano, responsabile delle relazioni esterne del Distretto, che ha analizzato le motivazioni di fondo dello sballo da alcol del sabato sera per scoprire la molla che spinge il giovane verso un pauroso salto nel buio. Tre tipologie di alcolismo, tutte riconducibili al forte disagio giovanile presente nella odierna società: l’alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti (effetto trasgressione), l’alcolismo come auto-medicazione (medicina per il malessere interiore), l’alcolismo come risposta irrazionale alle difficoltà di affrontare il rapporto con la vita (fuga dalla realtà).
Una fragilità psicologica dei ragazzi dietro la quale si nasconde la polverizzazione della cellula primaria della società, la famiglia. “La famiglia privata del suo ruolo di formazione educativa, ha osservato il relatore, costituisce fattore negativo della problematica giovanile e una famiglia divenuta invisibile non aiuta il giovane a capire il valore della vita”. E don Giorgio Spada, Cappellano della Polizia di Stato, ha aggiunto: “Il giovane deve essere recuperato prima che sia tardi attraverso un percorso di responsabilizzazione sociale, fatto di stimoli e interessi”.
E nella famiglia, in sinergia con la scuola, “per un’alleanza educativa”, che va condotta un’azione di educazione alla legalità, per far coniugare ai giovani la libertà con il senso del dovere. “A Varese, ha ricordato l’Assessore alla sicurezza del Comune, Carlo Piatti, sviluppiamo da anni, nelle Scuole elementari, un progetto di educazione alla sicurezza stradale che vede mille bambini e le loro insegnanti impegnati in un ciclo di lezioni”.
Prevenzione dunque per una vera “cultura della sicurezza” la quale deve passare altresì attraverso misure legislative più severe (introduzione nel Codice penale del reato di “omicidio stradale”), il potenziamento dei controlli su strada e “con adeguati strumenti operativi, rafforzando le risorse umane ed economiche delle forze di polizia”, come ha sollecitato Rosalia Granata dell’Associazione familiari e vittime della strada .
E in questa sfida sociale, lanciata per far capire ai giovani che “la vita va vissuta e…non va bevuta”, non può mancare una informazione precoce dei rischi connessi all’uso di alcol. Un compito che i Lions, nel rispetto del loro ruolo di “mediatori sociali”, testimoni della “cittadinanza attiva” , svolgono sul territorio con autentico spirito di servizio.
Lo ha ribadito, nel suo saluto finale, il DG Danilo Guerini Rocco: “con l’impegno e la passione dei nostri soci siamo al fianco delle Istituzioni per dare una risposta al problema della sicurezza del sabato sera in termini di tranquillità per i nostri ragazzi e le loro famiglie”. Il volto bello del Lionismo!



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