Posts made in Febbraio 11th, 2015

DIECI  ANNI  DI  EURO : LUCI  E  OMBRE

Posted by on Feb 11, 2015 in Sull'Europa | 0 comments

DIECI  ANNI  DI  EURO : LUCI  E  OMBRE

Le promesse non mantenute – Le cause di un compleanno …non celebrato L’euro ha compiuto dieci anni! Il 1° gennaio 2002, in un clima di generale entusiasmo, la moneta unica entrava nelle tasche di circa 300 milioni di europei, in 12 Stati membri dell’Unione europea,  ponendo fine all’incertezza dei cambi e agli sbalzi inflazionistici. Un passaggio storico: il superamento di divisioni e rivalità del passato, un grande segno di pace, l’affermazione di una comune volontà dei popoli del Vecchio Continente di camminare insieme nella storia. Il primo significativo passo verso l’integrazione politica dell’Europa, il sogno di una vita di tanti europeisti. Ma è stato un compleanno sofferto, perché la moneta unica, che avrebbe dovuto garantire stabilità e crescita, è invece al centro del … fuoco concentrico delle speculazioni, anche politiche. Aspettative deluse, sogni infranti… per colpa di una crisi finanziaria, di una tempesta selvaggia dei mercati privi di automatismi equilibratori.  Il 2011, in particolare, è stato l’annus horribilis per l’euro e la luce in fondo al tunnel è ancora molto lontana. All’atto della sua nascita, c’era “la promessa di un mondo bipolare, un equilibrio monetario, un sistema più equo e pluricentrico, meno vulnerabile agli shock unilaterali venuti dall’America”. Promessa tradita. L’euro doveva nel tempo divenire il naturale “rivale” del dollaro ma alla prima grande difficoltà, dai mutui subprime in America ai debiti sovrani in Europa, il progetto visionario di una moneta forte è miseramente crollato. E’ mancato un forte coordinamento delle politiche economiche dell’Uem (Unione monetaria europea), cioè un “centro di governo” della politica economica dell’Eurozona con compiti di supervisione delle politiche di bilancio degli Stati membri al fine di assicurare il rispetto dell’equilibri dei rispettivi conti pubblici. Non sarebbe scoppiato il “caso Grecia”!  E’ mancata l’introduzione di nuovi strumenti di politica economica che soltanto ora, con colpevole ritardo, in presenza di una crisi devastante, vengono ipotizzati (fiscal compact, fondo salva stati, eurobond, ecc). Dentro la crisi si è colta l’assenza di quello “spirito europeo” che superasse gli egoismi e gli  interessi nazionali come si prometteva al changeover, quando si caricava la moneta unica del compito di portare l’Unione verso la progressiva integrazione comunitaria. Forse si è pagata l’ambizione di imporre una “moneta senza sovrano”, senza uno Stato, nell’illusione che, attraverso il danaro uguale per tutti e una Banca centrale europea svincolata dai governi nazionali, partisse il volano che conduceva in fondo al traguardo degli “Stati Uniti d’Europa”, com’era nel sogno dei padri fondatori.   A dieci anni dall’adozione della moneta unica, lo tsunami finanziario ha mostrato la grande miopia del Trattato di Maastricht, fondato su una valuta unica ma con sovranità molteplici! Sarebbe difficile oggi sostenere, con i capricci di Sarkozy e i diktat della Merkel, che gli europei- dopo dieci anni di moneta unica- siano più coesi, più consapevoli del destino condiviso, più fratelli dello stesso popolo. Un grave deficit di identità culturale e politica che incombe minaccioso sul futuro  dell’Europa e cioè sull’idea stessa di un’Europa unita. Un populismo strisciante vorrebbe consegnare l’euro alla storia come la causa di tutti i mali  nazionali ed europei. Si dimenticano però, soprattutto in Italia, i danni  economici del passato legati alle  svalutazioni in termini di crescente inflazione, agli alti tassi d’interesse, ai costi di transazione a livello internazionale.  Un Paese semi-debole come il nostro è sceso da un debito (incontrollato, per la finanza allegra degli Anni Ottanta) del 122% del Pil nel 1994 al 104% del 2007 ed è passato da una economia inflazionistica, con un export drogato dalle svalutazioni a una manifattura competitiva basata molto sulla qualità.  E’ incontestabile la perdita del potere d’acquisto del 39,7% subita in dieci...

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BILANCIO  EUROPEO FRA AUSTERITA’  E…. MIOPIA ECONOMICA!

Posted by on Feb 11, 2015 in Sull'Europa | 0 comments

Il Consiglio europeo ha varato il budget 2014-2020 – Molti tagli e poca… crescita per i Paesi Ue  Separati in casa! Chiusi tra opposti egoismi nazionali, lontani da ogni apertura verso un progetto unitario, i 27 Capi di Governo hanno  varato il “bilancio dell’austerità”  2014-2020, il primo della storia dell’Unione a subire tagli: gli impegni di spesa scendono a 960 miliardi, con una variazione in meno rispetto al settennato precedente pari al 3,5%. Da Bruxelles è arrivata una cartolina di un’Europa politicamente piccola e miope. Un “bilancio rattrappito” attorno all’1% del Pil (negli USA supera il 22%),  firmato dai Paesi membri dell’Ue che -riducendo la…taglia del bilancio comunitario- hanno preferito considerare i contributi nazionali più un costo che un investimento. Assurdo! In una economia recessiva, mentre il mondo per superare la crisi investe, l’Europa taglia! Con buona pace della crescita e della disoccupazione (12%)! Il futuro…può attendere. Tre i fronti in scontro: il Nord rigorista guidato da Gran Bretagna, Germania, Olanda, Svezia e Danimarca che chiedeva più tagli e difesa degli “sconti” alla contribuzione europea, il Sud con Francia, Italia e Spagna che voleva salvare la spesa per i fondi agricoli, il fronte dell’Est con Repubblica Ceca e Polonia che voleva salvare i fondi di coesione. Alla fine è’ prevalsa l’insolita alleanza anglo-francese, tutti… contenti: sono calate le spese nella ricerca, nelle infrastrutture tra paesi e nelle reti dell’energia. A decidere quantità e qualità delle spese e delle entrate dell’Ue non è stato un coerente e lungimirante progetto di costruzione europea ma la semplice e disordinata sommatoria di interessi nazionali in campo. Ancora una volta, a disegnare la rotta da seguire è stata la Germania “uber alles” di Angela Merkel sempre meno sensibile al valore aggiunto offerto dalla dimensione europea e sempre più convinta che….”nazionale è bello”! La storia da quelle parti non ha insegnato nulla!…. Quello che ha più colpito gli analisti europei nell’equazione del rigore contabile è stata la miopia delle scelte: ritoccate al ribasso tutte le rubriche di spesa mirate a rilanciare crescita e competitività, in grado cioè di mettere l’industria europea al passo con la concorrenza globale. Abbassate le leve dello sviluppo, azzerate le aspettative di aumento della produzione e quindi della occupazione nella errata convinzione che gli investimenti interni agli Stati membri rendano di più rispetto a quelli made in Europa, perché più efficaci e controllati. Peccato che sia sfuggito un…particolare: ci vogliono economie di scala europee per ammortizzare al meglio i mega investimenti necessari per porsi all’avanguardia della innovazione, in un mondo globalizzato. Per riprendere il cammino della crescita occorre affiancare infatti al rigore del bilancio, affidato ai singoli Stati membri, la realizzazione di importanti investimenti coordinati a livello comunitario in quei settori strategici per i quali “l’unione fa la forza”: infrastrutture, tecnologia e ricerca. Solo così l’Ue potrà recuperare sui mercati internazionali credibilità all’esterno e coesione sociale al suo interno, mettendo il suo bilancio al servizio della solidarietà e della sostenibilità. Sul bilancio 2014-2020 incombe ora la bocciatura del Parlamento europeo. Sono compatte le quattro principali famiglie politiche che compongono l’Assemblea di Strasburgo: popolari, socialisti, liberali e verdi per le quali “il compromesso raggiunto dal Consiglio europeo non è assolutamente all’altezza delle sfide che ci attendono. Necessita un bilancio capace di sostenere la ripresa europea e contribuire a superare l’attuale crisi economica e finanziaria attraverso investimenti nella ricerca, nella formazione, nell’educazione e nella politica di sviluppo”. Eloquente il giudizio di Hannes Swoboda, capo dei socialisti: “Questo bilancio fa morire di fame l’Europa!” Dal voto dell’Europarlamento di Strasburgo, previsto in maggio, la risposta per scongiurare l’esercizio provvisorio (approvazione di bilanci annuali) e quindi...

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I  LIONS  E  IL  FUTURO  DI  MALPENSA

Posted by on Feb 11, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

I  LIONS  E  IL  FUTURO  DI  MALPENSA

Intervento del Presidente di SEA Bonomi all’Assemblea del Distretto 108 Ib1 Il  lionismo distrettuale è…atterrato a Malpensa, punto d’incontro di razze, etnie e religioni diverse, luogo simbolo della vicinanza fra i popoli della terra che evoca quei sentimenti di fratellanza universale che costituiscono la missione dei Lions nel mondo. Sabato 29 ottobre, allo Sheraton Hotel dello scalo intercontinentale, si è tenuta l’Assemblea d’Autunno del Distretto Lions 108 Ib1 convocata dal Governatore Danilo Guerini Rocco. Un incontro al quale hanno partecipato le più alte cariche istituzionali della Provincia,  a conferma della vicinanza del lionismo al territorio e alle istituzioni che lo rappresentano, nello spirito di una proficua collaborazione. Lo ha rilevato nel suo saluto il Prefetto di Varese, Giorgio Zanzi: “E’ meritoria l’azione dei Lions : il vostro impegno, i vostri service a favore dei più bisognosi sono testimonianza di grande sensibilità civica alla quale guardiamo con ammirazione”. E’ stata un’Assemblea d’Autunno  innovativa, espressione di un lionismo che, con autorevolezza, vuole aprirsi alla società civile e dare concreta attuazione al principio di sussidiarietà. Un salto di qualità per affermare la sua centralità sociale nel promuovere la cittadinanza attiva. Un lionismo impegnato a   suscitare dibattiti, fare opinione, divenire “cerniera” fra i bisogni della gente e il nuovo che avanza, “coniugando solidarietà e cultura del territorio”, come ha dichiarato  il Governatore Guerini Rocco. Particolarmente atteso l’intervento del Presidente di SEA, la società che gestisce i due scali di Linate e Malpensa, Giuseppe Bonomi, che ha parlato di Malpensa. Un tema di grande attualità con le sue ricadute  economiche  e occupazionali  che investono, in termini strategici,  la Lombardia e l’intero Nord Italia.  In discussione il Masterplan, il piano di espansione di Malpensa e i tanti problemi ad esso collegati, in primis , dopo l’addio di Alitalia e di Lufthansa Italia, lo sviluppo del traffico aereo con la realizzazione  della terza pista e la relativa “valutazione d’impatto ambientale”. Un progetto che disegna il futuro dell’aeroporto  per Expo 2015, ipotizzando per il 2030 una previsione di transito di quasi 50 milioni di passeggeri. Oltre il doppio di quelli attuali. Questione di rilevante portata socio-economica che fa di Malpensa, nell’attuale fase di stagnazione, il simbolo della volontà di rinascita economica di un intero territorio. A una condizione, l’ha precisata il Sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani: “E’ necessario legare la necessità di progresso con la tutela della qualità della vita di ogni cittadino”. (nov. 2011)...

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APPELLO DEI LIONS  “PER UN’EUROPA UNITA!”

Posted by on Feb 11, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

       Appello “Per un’Europa unita!” del Distretto Lions 108 Ib1 (Varese, Como, Sondrio, Lecco, Monza, Altomilanese), lanciato nel corso della recente sessione di lavoro in Valsassina con l’intervento del Governatore Danilo F. Guerini Rocco. Un appello maturato in un contesto politico-economico europeo di grandi contrasti istituzionali causati da una crisi valutaria dentro la quale si è colta l’assenza di quello “spirito europeo” che superasse gli egoismi e gli  interessi nazionali come si prometteva al changeover, quando si caricava la moneta unica del compito di portare l’Unione verso la progressiva integrazione comunitaria. Forse si è pagata l’ambizione di imporre una “moneta senza sovrano”, senza uno Stato, nell’illusione che, attraverso il danaro uguale per tutti e una Banca centrale europea svincolata dai governi nazionali, partisse il volano che conduceva in fondo al traguardo degli “Stati Uniti d’Europa”, com’era nel sogno dei padri fondatori.   A dieci anni dall’adozione della moneta unica, lo tsunami finanziario ha mostrato la grande miopia del Trattato di Maastricht, fondato su una valuta unica ma con sovranità molteplici, senza  un Governo dell’economia europea espressione di una governance politica unitaria. Questo il testo dell’appello dei Lions. “Nel Distretto 108 Ib1 è attivo da un decennio il Comitato “L’Europa e il cittadino europeo” che, attraverso interventi sulla stampa, convegni e conferenze nei Club e nelle Scuole del Distretto, intende promuovere un’ autentica coscienza  europea per l’affermazione di una comune cittadinanza, intesa come identità e condivisione di valori storici, culturali e spirituali. Parlare  d’Europa significa infatti parlare del nostro futuro, del futuro di un’ Europa dei popoli, un’Europa unita così come la sognarono i suoi Padri fondatori: Adenauer, Schuman e De Gasperi. Quasi un’utopia dopo le divisioni e i lutti della seconda Guerra mondiale. Ma l’integrazione politica del Vecchio Continente è minacciata dagli antagonismi nazionali sulle misure anticrisi dei Paesi finiti sotto gli attacchi speculativi dei mercati, collegati ai debiti sovrani. In questo quadro di crescenti tensioni valutarie, l’Europa ha palesato la sua debolezza strutturale con una moneta unica, l’euro, senza uno Stato, senza un Governo, senza una Banca Centrale di ultima istanza, senza cioè una “governance economica e politica” unitaria! Una situazione di grande precarietà istituzionale sullo sfondo di un  antieuropeismo che legge la storia con la lente annebbiata dello Stato-nazione. Il Distretto 108 Ib1, nella consapevolezza che lionismo ed europeismo, nella comune visione della fratellanza e della solidarietà, perseguono  un unico progetto di pace e di promozione umana, sollecita il Multidistretto 108 Italy a prendere ogni adeguata iniziativa nelle opportune sedi istituzionali tesa al superamento degli egoismi e degli interessi nazionali, per accelerare il processo di integrazione politica dell’Europa in una rinnovata visione dell’originario spirito europeo. I Lions, portatori di “cittadinanza attiva”, auspicano per i popoli europei una comune “casa europea”, costruita sui valori della millenaria civiltà dell’Europa, fattore di stabilità e di progresso nel mondo. E’ tempo di vivere non più come cittadini di diverse nazioni, ma come europei di diverse regioni! “ Il documento sarà oggetto di formale esame da parte della struttura centrale dell’Associazione per essere poi consegnato alle più alte cariche istituzionali dello Stato con l’auspicio che si possa davvero scrivere una nuova pagina di storia, perché, come ha dichiarato il Governatore Guerini Rocco “ l’Europa non si costruisce con miseri accordi intergovernativi ma con una reale integrazione, capace di coniugare il rigore e la crescita, in un quadro di equilibri politici rispettoso della pluralità delle voci nazionali.” Ma il futuro dell’Europa non si potrà scrivere con l’inchiostro dei...

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LA CITTADINANZA ATTIVA IN EUROPA 2013, Anno europeo dei cittadini :  il futuro dell’Unione

Posted by on Feb 11, 2015 in SliderHome, Sull'Europa | 0 comments

LA CITTADINANZA ATTIVA IN EUROPA 2013, Anno europeo dei cittadini :  il futuro dell’Unione

A vent’anni dall’istituzione, con il Trattato di Maastricht,  della “cittadinanza europea dell’Unione”  il 2013 è stato ufficialmente proclamato “Anno europeo dei cittadini”, al fine di consolidarne  la conoscenza dei relativi diritti e responsabilità. Piu’ in particolare, l’ “Anno europeo dei cittadini”  è finalizzato a: -rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell’Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente all’interno dell’Unione europea e più in generale ai loro diritti garantiti quando si trovano in un altro Stato membro, compreso il diritto di partecipare alla vita democratica; -stimolare un dibattito sulle modalità con le quali i cittadini possono  beneficiare dei diritti e delle politiche dell’Unione allorchè  risiedono in un altro Stato membro in termini di coesione sociale e  reciproca comprensione. La cittadinanza europea, che  integra e non sostituisce quella nazionale, conferisce a tutti i cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione una serie di diritti supplementari. Ogni cittadino europeo ha il diritto di votare e candidarsi alle elezioni amministrative ed europee nello Stato membro in cui risiede, gode della tutela consolare delle autorità di un qualsiasi Stato membro, può presentare una petizione al Parlamento europeo, partecipare a un’iniziativa dei cittadini europei. Si stima che nel 2010 erano oltre 12 milioni i cittadini dell’Unione residenti in uno Stato membro diverso  dal proprio e che un numero ancora maggiore potrebbe avvalersi di tale diritto in un prossimo futuro. I cittadini che intendono studiare, lavorare, trascorrere il pensionamento o risiedere in un altro Stato membro hanno bisogno di essere adeguatamente informati sui vari diritti che possono far valere e di poter effettivamente avvalersi di tali diritti nella pratica. Una consapevolezza che però non è ancora ben radicata nell’Unione  come rivela una indagine di Eurobarometro del 2010. L’obiettivo di fondo delle istituzioni europee è di ovviare a questa diffusa scarsa conoscenza da parte dei cittadini dell’Unione del loro  status giuridico attraverso una serie di manifestazioni ed iniziative, tali da permettere ai singoli, alle imprese e alla società in generale di cogliere tutte le opportunità offerte dal mercato unico. In Italia sono previsti quattro importanti appuntamenti, di cui il primo si è già tenuto a Napoli alla presenza del Commissario Lazslo Andor, responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione.  Il prossimo 7 maggio, in occasione della Festa dell’Europa, si svolgerà a Trieste un grande evento finale con la partecipazione di numerose autorità comunitarie. L’Anno europeo  è stato inaugurato il 10 gennaio scorso a Dublino in concomitanza con l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio europeo. Con un pubblico dibattito sono state tracciate le linee programmatiche dell’Unione del futuro per migliorare la vita quotidiana di quanti risiedono nell’Unione.   “Per costruire un’Europa più forte e a maggiore valenza politica è necessario coinvolgere direttamente i cittadini”, ha dichiarato la Vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding. “La cittadinanza dell’Unione, ha aggiunto, è più di un concetto teorico: è una realtà pratica che porta benefici tangibili a ognuno.”  Il processo di integrazione europea ha permesso ai cittadini dei vari Paesi membri di potersi muovere e lavorare liberamente in Europa, di usufruire dei vantaggi del mercato comune, di avere regole comuni in settori importanti come l’agricoltura, l’ambiente, lo sviluppo regionale e la tutela dei consumatori. Ma certamente il processo non è ancora completo e può essere migliorato. Il 2013 sarà dunque finalizzato a garantire il pieno esercizio del diritto di cittadinanza a tutti i cittadini europei, in primis il rafforzamento degli istituti di partecipazione alla promozione della cittadinanza attiva nelle nuove generazioni. E’ ancora profondo il gap tra dichiarazioni d’intenti e possibilità concrete di realizzazione. La crisi delle classi dirigenti tradizionali che riguarda sempre più istituzioni europee e governi nazionali...

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