LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA
Analisi sociologiche condotte sulla società contemporanea in Italia portano tutte alle medesime conclusioni. Un’equazione eloquente : mancanza di valori uguale a malessere sociale ! E i problemi che oggi la società si trova a dover affontare sono in gran parte riconducibili alla caduta di quei valori che nel tempo hanno segnato la storia degli uomini : amore, fratellanza e solidarietà. E una società povera di questi valori, sclerotizzata nei suoi principi morali, è una società inesorabilmente condannata al suicidio. Individualismo, materialismo, consumismo sfrenato e soprattutto la quotidiana sagra dell’effimero rappresentata da una TV spazzatura hanno portato sugli altari falsi dei, falsi miti concorrendo a determinare una distorta visione della realtà. Si è da tempo arrestato ogni processo di crescita culturale, si è inaridito ogni serio dibattito sui grandi temi della politica e dello sviluppo economico. L’edonismo ha soppiantato i consolidati modelli di vita del passato costruiti attorno a valori radicati innanzitutto nella coscienza di ogni singolo individuo. Il vuoto ideologico, il nichilismo culturale, l’intolleranza civile e religiosa sono ormai, ed è triste affermarlo, le bandiere di una scocietà allo sbando, sempre più in balia di falsi profeti ! Uno scenario di grande decadimento si presenta dunque dinanzi ai nostri occhi. Uno scenario che fa a pugni con il luccichio di un apparente benessere, con il facile arricchimento, con una vita spericolata, vissuta senza inibizione alcuna. Ma dietro le luci le ombre. Tante ombre che nascondono la triste realtà rappresentata dalla polverizzazione della cellula primaria della società : la famiglia, con la sua naturale vocazione di strumento di formazione e di crescita civile e spirituale. La famiglia, privata del suo ruolo di formazione delle risorse individuali di base, rappresenta così terreno di potenziale degrado del tessuto sociale e, in prima analisi, fattore negativo della problematica giovanile, con le sue tensioni e i suoi conflitti comportamentali. Perchè è appunto sui giovani che si registra l’impatto negativo di una famiglia invisibile ! Sui meccanismi di devianza minorile scatta infattti l’influsso pesante della famiglia quando essa non è in grado, verso l’esterno, di garantire ai figli affetto, autonomia, perseguimento e raggiungimento di mete umane e professionali, cioè quella serie di elementi fondamentali per la formazione della personalità dei giovani ai quali spesso viene a mancare una precisa identità culturale. E il tragico salto nel buio costituisce per molti il prezzo di una vita sbagliata. Droga, alcol, violenza su donne e bambini, vandalismo gratuito, suicidio diventano così la risposta irrazionale alle difficoltà di affrontare responsabilmente il rapporto con la società in modo significativo, come strumento essenziale per identificare i lineamenti della propria personalità. Questa realtà apparentemente inspiegabile nasconde motivazioni particolarmenmte profonde collegate proprio alla crisi della famiglia. Le nuove generazioni soffrono di una crescente solitudine, perchè vivono confinate in un mondo a parte dove, venuti a mancare gli interlocutori naturali ossia i genitori, prendono il sopravvento nuove figure di riferimento, estranee al circuito relazionale della famiglia : gli amici, quelli del « branco », con i quali si condividono ansie e timidezze, i primi segni cioè di quel disagio che se non interpretato in tempo si trasforma in pericolosa devianza. Ma perché siamo arrivati al tragico epilogo della vecchia famiglia patriarcale in cui i genitori, i figli e i nonni, segno di continuità affettiva e generazionale, costituivano un equilibrato insieme educativo ? La famiglia oggi non è più l’isola felice dei nostri nonni, è sempre più aperta ed esposta alla realtà sociale circostante che la condiziona sempre più, turbandone le capacità e le possibilità di prima socializzazione. Ma il malessere della famiglia nella società contemporanea dipende anche dalla sostanziale modificazione del rapporto tra sfera pubblica e sfera privata che si è prodotta nelle nostre...
Read MoreEUROPA SENZ’ANIMA
La sfida al rigore in atto a Bruxelles continua a generare nei Paesi dell’Eurozona contrasti e polemiche. Il patto di stabilità con i suoi vincoli di finanza pubblica condiziona fortemente le “manovre di bilancio” di alcuni Paesi, fra cui Italia e Francia. Dalla Commissione europea arrivano segnali chiari: conti pubblici in ordine per evitare in primavera l’apertura di procedure sanzionatorie. Ancora una volta si privilegia la stabilità sulla crescita nel nome di quei “tecnicismi burocratici” censurati da Papa Francesco in occasione della recente visita al Parlamento europeo di Strasburgo. Un monito severo quello del Papa che, invocando il coraggio della solidarietà per i più deboli, ha parlato di una “Europa malata di solitudine, acuita dalla crisi economica i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche”. Per superare con equilibrio e lungimiranza le sfide del Terzo Millennio, per trovare la via di un futuro sostenibile e innovativo non basta l’unità delle monete e delle banche centrali. Questa Europa non fa più sognare. Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di incertezze e contraddizioni, un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza un governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini. E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione. “L’Europa della malinconia”! Il profondo disagio percepito in gran parte dell’Unione alimenta il crescente euroscetticismo. Sotto accusa la latitanza di una governance in grado di garantire, con la stabilità del sistema monetario, la crescita economica e quindi lavoro e occupazione. Una governace che, riconoscendo al mercato la sua funzione, deve saper correggere in tempo le storture del processo economico e orientarne al meglio le dinamiche di sviluppo. Le turbolenze finanziarie di questi anni hanno messo a nudo le anomalie del sistema europeo: un sistema monetario comune privo di un unico quadro economico, fiscale, di bilancio, e soprattutto politico. Alla costruzione della comune casa europea mancano due pilastri fondamentali. Prima di tutto l’unità politica: l’Europa unita non può essere soltanto quella dei mercati e dell’euroburocrazia, deve fondarsi su istituzioni dotate di una forte legittimità democratica. E poi quel fitto tessuto di autonomie, di identità territoriali che, come in un mosaico, vanno a comporre una più generale identità europea. L’anima dell’Europa, da riscoprire e valorizzare, è proprio in questa miscela di unità e diversità, in una nozione dell’identità che si basa non sull’appartenenza etnica ma sulla comunanza di bisogni, di interessi, e anche di valori: i valori della solidarietà, della sussidiarietà, del dialogo, dell’integrazione tra etnie, religioni e culture. La vera sfida è “evitare che il presente uccida il futuro”. E Papa Francesco a Strasburgo ha tracciato la strada per uscire da politiche autodistruttive per spezzare le paure e riannodare il filo della storia: “L’Europa va ricostruita non intorno all’economia ma alla sacralità della persona umana e dei suoi valori inalienabili.” (Dic....
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