SEGRETO BANCARIO, ADDIO! Accordo fiscale fra Svizzera e Italia con scambio d’informazioni finanziarie
Dopo la decisione a sorpresa della Banca centrale svizzera di sganciare il franco dall’euro con la conseguente tempesta finanziaria, nella vicina Confederazione si registra un’altra svolta epocale: si avvicina la fine del segreto bancario! Italia e Svizzera, dopo tre anni di difficile negoziato, hanno raggiunto un accordo strategico sulla futura cooperazione nelle questioni fiscali, in grado di fornire uno strumento di contrasto dell’evasione fiscale, impensabile fino a qualche anno fa. E’ pronto per la firma un protocollo d’intesa che prevede lo scambio d’informazioni finanziarie in possesso di banche e intermediari finanziari o fiduciari. Informazioni su singoli contribuenti o specifici gruppi di soggetti che potranno essere richieste direttamente dall’Agenzia dell’Entrata i cui ispettori avranno piena “visibilità” sui conti in Svizzera dei contribuenti italiani. Un accordo fiscale di forte impatto che, nelle aspettative di bilancio del nostro Ministero dell’ Economia, rappresenta una spinta importante per il successo della “voluntary disclosure”, il progetto governativo per l’emersione dei capitali “nascosti” all’estero. Attraverso l’autodenuncia da formalizzare entro settembre, persone fisiche e società “sanano” le violazioni valutarie commesse a tutto il 30 settembre 2014. La regolarizzazione comporterà uno sconto sulle sanzioni amministrative e penali, nonché dei termini di accertamento, e il pagamento delle relative imposte. Il recente apprezzamento del franco svizzero sull’euro potrebbe rendere meno onerosa per il contribuente italiano, sul piano finanziario, la complessa operazione. L’accordo con Berna sarà firmato entro il prossimo 2 marzo, come prescritto dalla disciplina sul rientro dei capitali. La “voluntary disclosure” porterà all’Italia un maggior gettito non solo nell’immediato, perché saranno tassati anche i rendimenti futuri dei capitali “riemersi”. Dei 150-200 miliardi detenuti all’estero dai nostri connazionali, la percentuale “nascosta” nei 26 cantoni elvetici è la più alta con circa l’85%. Il Governo italiano punta molto sul gettito tributario correlato all’ “operazione capitali pulitii” per riequilibrare i dissestati conti pubblici, da tempo sotto osservazione da parte delle autorità comunitarie. Si ipotizza un flusso di entrate di oltre sei miliardi di euro. La previsione della fine del segreto bancario nei forzieri svizzeri dovrebbe dunque incentivare il contribuente del Belpaese con capitali esportati illegalmente in Svizzera a sfruttare questa ultima occasione per mettersi in regola per non incorrere in sanzioni penali per reati fiscali, senza alcun obbligo di dover rimpatriare i capitali in Italia. A differenza di quanto avvenuto con lo “scudo fiscale Tremonti”, non sarà previsto l’anonimato. Lo scambio di informazioni, secondo i parametri dell’ OCSE, rappresenta per la Svizzera, che ha già raggiunto analoghe intese fiscali con Germania, Inghilterra e Austria, il primo passo verso l’adeguamento agli standard internazionali dei regimi interni di fiscalità privilegiata. Sulla questione è stata fissata una road map che, con la caduta del segreto bancario, prevede dal 2017, la totale fuoriuscita della Svizzera dalla black list dei paradisi fiscali. Una vera rivoluzione nella tranquilla Confederazione elvetica, non più oasi felice per … capitali in libera...
Read MoreIL PAPA A STRASBURGO
Azzerare vincoli e tecnicismi burocratici per sconfiggere ogni egoismo – La centralità dell’Uomo e della sua dignità – Il ruolo sociale del lavoro – La solitudine dei più deboli – “No all’Europa dei consumismi esasperati e dei tecnicismi burocratici!”. E’ il monito che Papa Francesco, invocando il coraggio della solidarietà, ha lanciato nella sua recente visita al Parlamento europeo di Strasburgo. Un severo “J’accuse” nei confronti di un’unione di burocrati senza volto, di Governi senz’anima che non esitano a calpestare la dignità dell’uomo e del suo lavoro, a ignorare i più deboli, dai giovani senza lavoro agli anziani, dai poveri agli immigrati. ”L’essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo, usa e getta”. Una situazione sociale non più tollerabile e che, pur in presenza di un processo di allargamento dell’Unione, ha alimentato una crescente sfiducia dei cittadini europei verso le istituzioni comunitarie “impegnate a fissare regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura dannose.” “L’Europa è malata di solitudine, acuita dalla crisi economica i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche”. Da Strasburgo il Papa ha rivolto ai cittadini europei un “messaggio di speranza e di incoraggiamento”, con l’invito a “tornare alla ferma convinzione dei padri fondatori dell’Ue” che avevano disegnato per il Vecchio Continente un futuro basato sulla capacità di lavorare insieme per superare egoismi e divisioni e favorire la pace e la comunione fra tutti popoli del continente”. Al centro di questo ambizioso progetto politico vi era “la fiducia nell’Uomo, non in quanto soggetto economico, ma persona dotata di una dignità trascendente”. L’Europa non fa più sognare. Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di incertezze e contraddizioni, un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza un governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini. E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione. “L’Europa della malinconia”! E’ profondo il disagio percepito in gran parte dell’Unione. L’ euroscetticismo domina da tempo la scena europea. E’ latitante una governance economica in grado di garantire, con la stabilità del sistema monetario, la crescita economica e quindi lavoro e occupazione. Alla costruzione della comune casa europea mancano due pilastri fondamentali. Prima di tutto l’unità politica: l’Europa unita non può essere soltanto quella dei mercati e dell’euroburocrazia, deve fondarsi su istituzioni dotate di una forte legittimità democratica. E poi quel fitto tessuto di autonomie, di identità territoriali distinte che, come in un mosaico, vanno a comporre una più generale identità europea. L’anima dell’Europa, da riscoprire e valorizzare, è proprio in questa miscela di unità e diversità, in una nozione dell’identità che si basa non sull’appartenenza etnica ma sulla comunanza di bisogni, di interessi, e anche di valori: i valori della solidarietà, della sussidiarietà, del dialogo, dell’integrazione tra etnie, religioni e culture diverse. E Papa Francesco a Strasburgo ha tracciato la strada per uscire da politiche autodistruttive per spezzare le paure e riannodare il filo della storia: “L’Europa va ricostruita non intorno all’economia ma alla sacralità della persona umana e dei suoi valori inalienabili.” (Nov....
Read More“L’ uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza...
Read MoreMAGDI CRISTIANO ALLAM: “L’EUROPA RECUPERI LE PROPRIE RADICI E I PROPRI VALORI”
Intermeeting del L.C. Club Gallarate Seprio con i Club della zona B, seconda Circoscrizione Grande partecipazione di soci – Successo di critica “La deriva etica che sta inquinando le radici giudaico-cristiane del Vecchio Continente rende l’Europa sempre più terra di conquista, una colonia per altre culture e altre religioni. L’Occidente si avvia verso il suicidio della propria civiltà se non difende i propri valori millenari, in primis il Cristianesimo, storico collante valoriale e identitario”. E’ stato questo il messaggio forte che Magdi Cristiano Allam, europarlamentare, ha lanciato da Gallarate nel corso dell’intermeeting organizzato dal Gallarate Seprio in collaborazione con tutti i Club della Zona B della Seconda circoscrizione. Tema della serata: “Europa Cristiana Libera” , tratto dal suo ultimo libro pubblicato da Mondadori. Un ideale “viaggio” alla scoperta dei valori fondanti della civiltà europea “fra verità e libertà, fede e ragione, valori e regole”. Un successo annunciato e ampiamente commentato dalla stampa locale. Partecipazione delle grandi occasione con oltre 150 persone e numerose autorità intervenute alle Querce di Casorate per ascoltare dal vivo un personaggio che ha segnato il modo di testimoniare la fede, di intendere la politica, di difendere la dignità dell’Uomo. Figura prestigiosa e autorevole del giornalismo italiano, già vice direttore ad personam del Corriere della Sera, Magdi Cristiano Allam ha catturato, con la pacatezza del suo tono e la fermezza dei suoi principi, il vasto uditorio. Grandi emozioni, grandi riflessioni: ha colpito la sua sensibilità, la sua spiritualità, la sua forza interiore, la determinazione della sua denuncia contro “il relativismo religioso che affligge l’Occidente, una ideologia suicida che arma l’estremismo islamico”. Dopo il saluto di Giuseppe Giani, Presidente del Gallarate Seprio, Magdi Cristiano Allam ha “illuminato”, attraverso un’appassionata rievocazione, le tappe più significative della sua vita: dalla conversione al cristianesimo per un “incontro cercato e fortemente voluto con l’unico Dio della verità e dell’amore”, all’abbandono del giornalismo per la politica, dopo 35 anni di intensa e brillante attività professionale, per “cambiare in meglio la vita di ogni persona , in quanto depositaria di una dignità umana inalienabile e di una libertà personale inviolabile”. Per l’affermazione cioè della centralità dell’Uomo nell’era della globalizzazione. Tesi programmatiche che sono alla base del “manifesto politico” del Movimento “Io amo l’Italia”, fondato nel novembre 2009 per la difesa dei valori legati alla sacralità della vita nelle sue varie espressioni: “la dignità e la libertà della persona, beni non negoziabili ma sempre più aggrediti da una concezione materialista della vita”. “Sono profondamente preoccupato per la realtà dell’Europa che non vuole guardare in faccia alla verità manifesta, che preferisce mistificare i fatti, scendere a patti con i suoi carnefici, in presenza di una chiara strategia islamica di conquista dei cuori e delle menti, del territorio e del potere”, ha dichiarato con non poca angoscia il relatore. “Coloro che promuovono il relativismo religioso e l’islamicamente corretto promuovono una concezione demagogica del dialogo a ogni costo.” E con una felice metafora, Magdi Cristia Allam ha censurato certo buonismo imperante: “Il dialogo è come un ponte, deve avere solide basi su ambedue le sponde, rappresentate dai diritti fondamentali dell’uomo e del bene comune. Con i musulmani moderati, nella condivisione dei valori della nostra umanità, si può dialogare e operare per una civile convivenza, senza però attribuire all’islam pari dignità, perché l’islam è il Corano e il Corano è inconcepibile con il concetto di civiltà, con la nostra civiltà europea”. Di grande impatto emotivo le battute finali di un intervento a lungo applaudito: “Assumiamoci la storica missione di riscatto dal suicidio relativista restando fedeli alle radici giudaico-cristiane, diventando protagonisti di verità e libertà, ergendoci a testimoni di...
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