STAMPA LOCALE FRA PRESENTE E FUTURO
Intermeeting a Gallarate con l’intervento dei Direttori della Prealpina e della Provincia – L’informazione al servizio della verità – L’etica della comunicazione Il ruolo e il futuro della stampa locale”: questo il tema dibattuto in occasione dell’intermeeting organizzato al Tennis Club di Gallarate dai Lions Club Gallarate Host, Gallarate Seprio e Lonate Pozzolo Brughiera. Intervistati da Antonio Laurenzano, Addetto stampa distrettuale, in un virtuale “porta a porta” si sono confrontati Giancarlo Angeleri, Direttore della Prealpina, e Giorgio Gandola, Direttore della Provincia, storiche testate con oltre cento anni di vita. Una serata di grande interesse, espressione della centralità sociale del lionismo e della sua mission socio-culturale alla quale hanno partecipato il Governatore Roberto Monguzzi, l’IPDG Lanfranco Roviglio, il VDG Rosario Marretta e numerosi officer distrettuali. Presenti anche personalità civili e militari fra cui il Sindaco di Gallarate, Nicola Mucci, e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Varese, colonnello Maurizio Delli Santi. Nutrita la rappresentanza della stampa locale, con il Direttore di Rete 55 Matteo Inzaghi e di Living Nicoletta Romano. Nel corso del dibattito sono stati analizzati gli aspetti più controversi del giornalismo: dalla libertà di stampa all’informazione on line, dal rapporto con i lettori a quello con i poteri forti, dall’etica della comunicazione alla contestata legge sulle intercettazioni. Un mix di grosso spessore che ha confermato la vitalità dei giornali di provincia che per la loro storia e il loro forte radicamento sul territorio rappresentano un punto di riferimento nel processo di crescita della comunità. In questa peculiarità è racchiuso il successo del giornale locale, nel suo stretto rapporto con il lettore per il quale rappresenta uno strumento di identificazione, l’incarnazione della propria terra, la terra dei padri, dei ricordi, degli affetti giovanili. Un rapporto che genera una sorta di “vicinanza interattiva” fra chi legge e chi scrive. E se l’informazione on line potrà mettere in pericolo il futuro dei giornali nazionali, per Angeleri e Gandola “la stampa locale, legata al territorio, espressione diretta della vita reale, sarà sempre più la risposta vincente alla globalizzazione e alla uniformità dell’informazione”. In questa profetica visione, i relatori -incalzati dal moderatore Antonio Laurenzano che ha denunciato la gogna mediatica in cui viene spesso a configurarsi il sistema dell’informazione- hanno chiarito all’unisono un concetto di fondo. “Quello del giornalista è un mestiere in cui il problema non è la censura ma l’autocensura: è importante l’onestà nel riportare la notizia”. Il bilanciamento fra il diritto di cronaca e quello di riservatezza, tra l’interesse alla divulgazione e la tutela dei soggetti terzi non può essere cioè demandato al Legislatore ma appartiene all’etica professionale del giornalista. Una responsabile chiave di lettura per la sopravvivenza della carta stampata. Non scomparirà dunque dall’edicola il quotidiano locale, resterà aperta la…finestra sulle nostre città grazie a un giornalismo al servizio della verità capace di accendere gli animi e le coscienze. Nel commento finale di Antonio Laurenzano l’augurio che “il lettore possa ancora trovare nel giornale un messaggio di speranza per un futuro...
Read MoreCURA DIMAGRANTE DEI TRIBUNALI : GIUSTIZIA NEL CAOS!
Il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo ospite del L. C. Gallarate Seprio- La nuova “geografia giudiziaria” fra razionalizzazione e spending review – “La Riforma della Giustizia: luci e ombre” è stato il tema dibattuto nel corso del meeting organizzato dal Gallarate Seprio, giovedi 10 ottobre, alle Querce di Casorate Sempione. Relatore d’eccezione il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo, alla vigilia del prestigioso incarico che, dal 22 ottobre, è andato a ricoprire a Venezia, quale Presidente della Corte d’Appello. Con la partecipazione di numerosi soci e tanti ospiti, alla serata condotta dal cerimoniere Piero Rossi sono intervenuti il Sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato a.r. Luigi Minchella, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gallarate, Capitano Michele Lastella, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio Walter Picco Bellazzi. Presentato dall’Addetto stampa distrettuale, l’illustre relatore, al quale il Presidente del Gallarate Seprio Enzo Cattorini ha rivolto il saluto del Club, ha fotografato con chiarezza la situazione del “Pianeta Giustizia”. Un Pianeta in forte fibrillazione mediatica a causa di pericolosi intrecci politici a livello istituzionale, ma anche per le incertezze della Riforma entrata in vigore lo scorso 13 settembre che ha ridisegnato la “geografia giudiziaria” nel nostro Paese. “Un processo irreversibile ed epocale”, secondo il Ministro Cancellieri, ma che lascia dietro di sé un’ondata di polemiche e un forte malumore nella classe forense. Una Riforma che prova ad affrontare il tema della Giustizia, con i suoi ritardi e le sue inefficienze, da un versante finora trascurato dal Legislatore, quello organizzativo, in attesa di un intervento organico sui problemi strutturali, perché la Giustizia, come ha ricordato il Presidente Napolitano, “è una priorità che non può più attendere”. Il Paese ha bisogno di una Giustizia rapida ed efficiente, in un giusto equilibrio fra rispetto della legalità e garanzia processuale. Cosa è cambiato con la Riforma? Tagli a Tribunali e Uffici con la chiusura del 47% delle strutture giudiziarie in tutta Italia, e il conseguente trasferimento di 7300 dipendenti e 2700 Magistrati. In un clima di spending review , il risparmio stimato sarà pari a 95 milioni di euro all’anno. Nell’aridità delle cifre, questo il significato della Riforma: soppressi 30 Tribunali (in Lombardia quelli di Vigevano, Voghera e Crema), 30 Procure, 220 sezioni distaccate, chiusura di 667 Uffici del Giudice di Pace. . E l’impatto di questa Riforma, come ha evidenziato il Presidente Mazzeo nel suo brillante intervento, è particolarmente forte sul Tribunale di Busto Arsizio, il cui circondario comprende 38 comuni. Da settembre ha inglobato la giurisdizione di Legnano e quella di Rho con la sua area Expo, diventando uno dei primi dieci Tribunali d’Italia. In totale, un’ottantina di Comuni per quasi un milione di abitanti, con l’aggiunta di Malpensa e il suo indotto. Il carico di lavoro al Tribunale di Busto Arsizio negli ultimi anni è notevolmente aumentato: traffico internazionale di droga a Malpensa, immigrazione extra-comunitaria, reati a contenuto economico-finanziario, procedure concorsuali legate alla crisi economica, reati contro la persona. Ciò nonostante, il Tribunale bustocco è tra i primi per i tempi di emissione delle sentenze, a beneficio della sicurezza percepita dai cittadini che passa anche attraverso la celerità delle risposte che la Giustizia riesce a dare. Ora, con questi accorpamenti, ha osservato Antonino Mazzeo, la situazione diventa particolarmente critica: si rischia il collasso. Spazi inadeguati, fascicoli in… viaggio, ufficiali giudiziari in agitazione, parcheggi in tilt, avvocati sul piede di guerra. E, dulcis in fundo, un organico ridotto: 22 magistrati sui 38 previsti, 63 amministrativi sui 123 necessari. Il Lionismo di opinione, grazie al Gallarate Seprio, ha messo in …...
Read MoreIMMIGRAZIONE E LEGALITA’
Immigrazione : croce e delizia nel dibattito politico europeo. Le mutate condizioni socio- economiche dell’ Unione impongono con urgenza la verifica dei « bisogni » a lungo termine della comunità, valutando in che misura possano essere soddisfatte dalle risorse esistenti e definendo una politica di ammissione per i cittadini dei paesi terzi finalizzata alla copertura di posti di lavoro vacanti. Attraverso la regolamentazione dei flussi migratori in entrata verrebbe rafforzata la lotta al lavoro nero ma soprattutto si lancerebbe un segnale forte al triste fenomeno della clandestinità e ai tanti mercanti di morte che alimentano questo mercato. « E’ ora di prendere coscienza –ha dichiarato il Commissario europeo per la giustizia e gli affari interni, il portoghese Antonio Vitorino- che le politiche d’immigrazione a tasso zero degli ultimi venticinque anni non hanno funzionato e non sono più adatte alla situazione economica e demografica nella quale si trova oggi l’Unione Europea. » La realtà, del resto, è sotto gli occhi di tutti. Dalla direzione di Europol, il centro di coordinamento delle polizie europee, arrivano notizie allarmanti : sono mezzo milione i clandestini che entrano annualmente nel territorio dell’Unione. E inoltre, le misure di regolarizzazione adottate in Europa dagli anni Settanta hanno di fatto riconosciuto il diritto di soggiorno a un milione e ottocentomila persone. L’opzione zero, dunque, non ha funzionato ! Questa ondata migratoria in risalita ha peraltro permesso all’UE di presentarsi all’alba del nuovo millennio con una popolazione di 377,6 milioni di abitanti rispetto ai 376,4 di fine anno ’99. E l’ incremento, secondo l’analisi condotta dall’Ufficio statistico europeo, è da attribuire per circa il 70 per cento ai flussi migratori che si sono rivelati decisivi per determinare un saldo positivo in Stati come Italia, Germania, Svezia e Grecia che altrimenti avrebbero registrato un decremento demografico. Ma come impostare una comune politica per il controllo della immigrazione ? Il commissario europeo Vittorino ha avanzato una proposta operativa che, se approvata dalla Commissione, permetterà ai potenziali immigrandi per motivi economici di rivolgersi direttamente alle autorità del Paese d’origine per avere ogni informazione riguardo alle condizioni di vita (lavoro, salario, abitazione, procedure amministrative,ecc.) che troveranno negli Stati comunitari. Per l’Unione vuol dire interagire preventivamente con i Paesi delle aree geografiche interessate all’emigrazione comunicando la « quota d’ingresso » rapportata alle obiettive disponibilità del mercato del lavoro interno. All’immigrato verrebbe così garantito il diritto al lavoro ma anche il diritto alla integrazione sociale, evitando la emarginazione nei ghetti delle città che allontana sempre più ogni forma di civile aggregazione. La sfida per l’UE consiste quindi nello sviluppare una politica d’ immigrazione aperta e flessibile in linea con i valori e i principi fissati recentemente nella Carta europea dei diritti : rispetto dei diritti umani, della dignità umana, della multicultura ma anche rispetto, da parte di ogni cittadino membro della comunità, delle leggi e dei regolamenti comunitari. Questa politica di apertura verso l’immigrazione dovrà necessariamente accompagnarsi a una rigorosa neutralizzazione della clandestinità. Occorre un salto di qualità nella lotta a un fenomeno che ha finora generato un profondo malessere sociale per i tanti inquietanti risvolti a esso collegati : dalla tratta di uomini,donne e bambini alla prostituzione, al traffico di armi e stupefacenti, alla violenza di ogni genere (furti, rapine, aggressioni, ecc.). Sarebbero auspicabili, su questo fronte, collaborazioni operative fra gli Stati membri dell’UE nel controllo delle frontiere esterne con l’obiettivo di mirare a forze di polizia che, con azione congiunta, agiscano sul territorio in maniera più intensa e incisiva per affermare, con unità di intenti, un principio di civiltà : immigrazione nella legalità per una società pluralista, contro ogni forma di razzismo e xenofobia. Il resto è appannaggio della demagogia e della improvvisazione...
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