IL FUTURO DELL’ EUROZONA FRA INCOGNITE E INCERTEZZE
La governance politica per superare logiche ed egoismi di Stato. La crisi greca e il rilancio monetario della BCE con il “quantitative easing” – La sconfitta dell’ antieuropeismo Stagnazione economica, euro e crisi greca: i termini di una vicenda attorno ai quali gira il futuro dell’eurozona. Un futuro ancora denso di incognite e incertezze denunciato di recente dall’agenzia di rating Fitch secondo la quale il maggior rischio per la stabilità dell’economia globale non viene né dal rallentamento delle economie emergenti né dalla svolta nella politica monetaria della Fed ma da una nuova crisi dell’eurozona. E non sarà più possibile continuare a costruire ricchezza economica sul debito invece che su un’economia di produzione. In realtà, segnali positivi di ripresa in Europa si sono registrati dopo l’intervento della Banca centrale di Francoforte con il “quantitative easing” firmato Mario Draghi: un rilancio monetario per arginare una pericolosa deflazione attraverso l’iniezione sui mercati di un’importante quantità di moneta con la conseguente ulteriore caduta dei tassi d’interesse, il riallineamento dell’euro al dollaro e aumento delle esportazioni europee. Oltre a nuovo ossigeno per le Borse. E proprio grazie a questa tanto denigrata e osteggiata Europa si può finalmente sperare di uscire dalla crisi. Grazie cioè all’azione dell’unica istituzione federale di cui l’Unione è dotata, a conferma della necessità di una governance politica dell’Unione in grado di impedire lo scontro tra opposte logiche nazionali che collidono con quelle europee. La governance dell’eurozona infatti si dimostra di fatto irrealizzabile più che per ragioni economico-finanziarie per ragioni istituzionali. Si stanno pagando gli errori del compromesso di Maastricht del 1991 per il varo della moneta unica: centralizzare la politica monetaria, come volevano i tedeschi, e decentralizzare la politica economica, finanziaria, di bilancio, come volevano i francesi. Ovvero: una moneta comune e una pluralità di politiche economiche nazionali, divenute nel tempo ostaggio della politica di austerity del Paese più grande ed economicamente più forte, la Germania. E l’egoismo (o miopia politico-economica?) di Berlino non paga, serve solo ad alimentare un pericoloso antieuropeismo peraltro clamorosamente sconfitto in Francia e in Spagna in occasione delle ultime consultazioni elettorali. Non è riuscito infatti il progetto dei partiti populisti di far “implodere” l’Europa. Le elezioni francesi e spagnole hanno invece dato una spinta di rinascita alla coscienza di una politica europea. Quella politica che prima che iniziasse la crisi economica aveva cestinato i valori democratici fondamentali che tengono insieme gli Stati: solidarietà, libertà e diritti civili per tutti, prima fra tutti quelli sociali, evitando le brutali disuguaglianze che invece si sono nel tempo create. L’auspicabile cambiamento della politica di austerità, causa di profonda stagnazione economica, potrebbe attivare un circolo virtuoso: consumi, investimenti, produzione, occupazione. A condizione, come ha raccomandato Mario Draghi, che si concretizzino le riforme strutturali per la modernizzazione del sistema-Europa. Ma per il rilancio dell’eurozona il problema di fondo rimane quello di affiancare all’unione monetaria un’unione economica e politica per una integrazione molto più profonda e strutturata di quella raggiunta finora, capace di ricucire strappi, divergenze, interessi di parte. E questo, ovviamente, dopo aver risolto il “pasticcio greco”, fra un’Eurozona che pretende il massimo e la Grecia che spera di dare il minimo in cambio degli aiuti di cui ha disperato bisogno per il suo futuro, e quindi per quello della stessa Europa. Ma a Berlino o a Bruxelles ci sono leader capaci di porsi all’avanguardia invece che al traino delle loro democrazie...
Read MoreIL LIONISMO DEL CENTENARIO FRA LUCI E OMBRE
Viaggio alla …. riscoperta del nostro essere Lions Da tempo è in corso un dibattito sul futuro della nostra Associazione a quasi cento anni dalla sua costituzione. La rivista LION ha lanciato un’ inchiesta sul “Lionismo del centenario”. Un’indagine conoscitiva sulle luci e sulle … ombre della nostra Associazione. Da più parti, pur nella condivisione degli scopi del lionismo, vengono sollevati dubbi e riserve sulla sua penetrazione in una realtà sociale in continua evoluzione. Qualcuno parla di “scricchiolio del Lionismo”, di “Lionismo ingessato, in via di estinzione”. Ma Il Lionismo, in quanto portatore e interprete di valori senza tempo e senza frontiere, è più che mai vivo e attuale! Scopi ed etica lionistica trovano conforto e conferma nella quotidianità. Non è il Lionismo a rischio di “estinzione”, ma è la rappresentazione che alcuni ne fanno a renderlo obsoleto, un misero …. vuoto a perdere! E’ l’azione di certi lions, di certa mediocrità etico-culturale a fare “scricchiolare” il Lionismo. Egocentrismo, saccenteria, opportunismo e ipocrisia: sono questi i “mali oscuri” che si annidano nella nostra Associazione e che hanno cancellato la nostra identità di Lions. Si confonde spesso autorevolezza con autoritarismo, rincorrendo attraverso il Lionismo improbabili riscatti sociali! Una povertà morale e culturale che causa nei Club un diffuso disagio, un inquietante analfabetismo emotivo che non consente di percepire il futuro e …. distrugge il presente! La retention a danno dell’extention. Il Lionismo vive di sincero spirito di servizio, di lealtà, di amicizia. E non di personalismi, di cospirazioni e di misere rappresaglie giustizialiste! Rispetto, dignità e coerenza sono finite nel …. cestino della coscienza! Essere Lions è una scelta di vita che implica un impegno costante. Intelligenza, sobrietà e umiltà d’azione dovrebbero guidare una leadership responsabile per far crescere, in un sereno confronto di idee e opinioni, l’orgoglio dell’appartenenza. Non ci sono concesse ambiguità. Non possiamo languire inoperosi nel nostro individualismo e nel malcelato arrivismo personale ignorando la deriva dei valori in atto. La nostra presenza non anodina ma critica nel contesto sociale deve essere elemento di ammonimento per l’affermazione degli ideali di giustizia, moralità e solidarietà. Ma questa missione implica una fedele testimonianza del Lionismo e dei suoi principi fondanti. La “cultura del servire” che è nel nostro DNA, illuminata dalla nostra etica, deve rappresentare la stella polare per operare nella società per un Lionismo in mezzo alla gente, a sostegno dell’azione pubblica per la promozione socio-culturale della comunità. Facciamo sentire la nostra voce, ma soprattutto diamo voce ai bisogni della gente. E smettiamola di alimentare il nostro ego! Smettiamola di parlarci addosso!… La nostra credibilità si deve coniugare con la qualità della nostra azione, con la visibilità dei service. Service di ampio respiro sociale e non rappresentazioni da avanspettacolo con …. nani e ballerine, burattinai e imbonitori! Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche il Lionismo, punta di diamante nel variegato mondo dell’associazionismo e del volontariato, dovrà rappresentare l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali. Lions illuminati per un Lionismo che dovrà bandire improvvisazione, polverizzazione dei service e ogni sterile conflittualità al suo interno. Un Lionismo di proposta sociale in grado di intercettare i bisogni della gente, essere interlocutore privilegiato dell’ente locale nella programmazione dell’attività socio-culturale. E’ alla società civile che dobbiamo aprirci per far giungere la peculiarità della nostra azione, per testimoniare la centralità sociale del nostro ruolo di Lions. Occorre però trovare il coraggio di dire basta alla estemporaneità, al vuoto programmatico, alla desertificazione culturale, alla strumentalizzazione del nostro essere Lions. Occorre emarginare i falsi paladini del Lionismo per recuperare l’elitarietà di un tempo,...
Read MoreSTRAGI DEL SABATO SERA : COME PREVENIRE LUTTI E DOLORI
Convegno organizzato a Varese in collaborazione con il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Varese – L’alcol il killer del weekend – Gli effetti di un drammatico fenomeno sociale. “Le Stragi del sabato sera. Una maggiore educazione stradale a tutela della vita” è stato il tema del Convegno organizzato a Varese, presso la Sala Montanari, sabato 8 ottobre, dal Distretto Lions 108 Ib1 in collaborazione con il L.C. Lonate Pozzolo-Brughiera, il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Varese. Un tema, nella sua drammaticità, di rilevante interesse sociale. Una cronaca senza fine, un bollettino continuo di morti sulle strade: tanti ragazzi e ragazze che, nel cuore della notte, andando incontro a un assurdo destino, spezzano tragicamente la loro vita lasciando nel dolore profondo i propri genitori, derubati di sogni e speranze. E una vita spezzata in giovane età è un problema sul quale interrogarsi, che riguarda cioè l’intera società. Da angolature diverse lo hanno fatto i relatori nel corso del Convegno, analizzando -dopo il saluto del Sindaco di Varese Fontana- cause ed effetti del drammatico fenomeno sociale. Nell’aridità delle cifre fornite è emersa una realtà impressionante, fatta di lutti e disperazione. E’ stato Giovanni Di Salvio, Dirigente del Compartimento della Polizia stradale della Lombardia, parlando della mortalità stradale in generale, a comunicare i dati più tragici, elaborati su base nazionale: nel periodo 2001-2009 sono stati rilevati in Italia 216.734 incidenti, i feriti oltre 3 milioni di cui il 25% con lesioni permanenti, le vittime 52.341! “E’ scomparsa una città di provincia!…” Non meno significativi i dati riferiti alla Provincia di Varese, a tutto agosto di quest’anno, illustrati da Francesco Coppolino, Segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia: 500 sinistri stradali di cui il 46,5% con solo danni materiali, il 53% con lesioni, due vittime, 16 persone denunciate all’Autorità giudiziaria per guida con tasso alcolemico superiore a quello consentito dello 0,5%. Ben 2247 sono state le visite mediche effettuate dalla Commissione varesina dell’ASL per il rinnovo e la revisione delle patenti in seguito a sospensioni per abuso di alcol. E gli incidenti stradali causati da consumo di alcol sono la prima causa della mortalità giovanile. Lo ha evidenziato nel suo intervento Antonio Laurenzano, responsabile delle relazioni esterne del Distretto, che ha analizzato le motivazioni di fondo dello sballo da alcol del sabato sera per scoprire la molla che spinge il giovane verso un pauroso salto nel buio. Tre tipologie di alcolismo, tutte riconducibili al forte disagio giovanile presente nella odierna società: l’alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti (effetto trasgressione), l’alcolismo come auto-medicazione (medicina per il malessere interiore), l’alcolismo come risposta irrazionale alle difficoltà di affrontare il rapporto con la vita (fuga dalla realtà). Una fragilità psicologica dei ragazzi dietro la quale si nasconde la polverizzazione della cellula primaria della società, la famiglia. “La famiglia privata del suo ruolo di formazione educativa, ha osservato il relatore, costituisce fattore negativo della problematica giovanile e una famiglia divenuta invisibile non aiuta il giovane a capire il valore della vita”. E don Giorgio Spada, Cappellano della Polizia di Stato, ha aggiunto: “Il giovane deve essere recuperato prima che sia tardi attraverso un percorso di responsabilizzazione sociale, fatto di stimoli e interessi”. E nella famiglia, in sinergia con la scuola, “per un’alleanza educativa”, che va condotta un’azione di educazione alla legalità, per far coniugare ai giovani la libertà con il senso del dovere. “A Varese, ha ricordato l’Assessore alla sicurezza del Comune, Carlo Piatti, sviluppiamo da anni, nelle Scuole elementari, un progetto di educazione alla sicurezza stradale che vede mille bambini e le loro insegnanti impegnati in un ciclo...
Read MoreGALLARATE : FESTA DELL’ EUROPA 2010
I Lions incontrano a scuola i futuri cittadini europei. Celebrata a Gallarate la Festa dell’Europa 2010 nel ricordo della storica dichiarazione letta a Parigi il 9 maggio 1950 da Robert Schuman. Un appello agli Stati europei a superare le divisioni del passato e a cooperare per la costruzione di un’ Europa unita nel segno della pace. E’ stato il Comitato distrettuale “L’Europa e la cittadinanza europea” a organizzare, in collaborazione con gli Istituti Vinci e con il patrocinio del Comune di Gallarate, un Convegno sull’Europa che si è tenuto presso la Sala conferenze delle scuderie Martignoni. Un incontro con gli alunni del Liceo linguistico gallaratese al quale hanno partecipato, fra gli altri, il Governatore Rosario Marretta, l’IPDG Roberto Monguzzi, il 2° VDG Danilo Guerini Rocco e il PDG Lanfranco Roviglio. Relatori sono stati il lions Antonio Laurenzano, giornalista e studioso di politica europea, e l’on. Lara Comi, la più giovane europarlamentare di Strasburgo, 27 anni, vice presidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori Il DG Marretta, dopo il saluto introduttivo del Preside Antonio Vinci, ha evidenziato l’impegno dei Lions per la promozione “di uno spirito di comprensione fra i popoli del mondo”, secondo le finalità proprie del lionismo. Un tema che è stato ripreso da Antonio Laurenzano che, parlando del futuro dell’Europa, ha rilevato l’importanza di “una coscienza europea intesa come identità e condivisione di valori storici, culturali e spirituali per l’affermazione dei principi di libertà, fratellanza e solidarietà”. Oltre centocinquanta ragazzi hanno vissuto un “incontro con l’Europa, fra storia e cronaca”, alla scoperta delle radici del “visionario progetto che, all’indomani della seconda guerra mondiale, Schuman, Adenauer e De Gasperi, i Padri fondatori dell’Europa, disegnarono per la costruzione di una comune casa europea”. Una significativa rievocazione, fatta da Laurenzano, dei passaggi più importanti di sessant’anni di storia comunitaria iniziata dopo i giorni bui della guerra, quando vinti e vincitori “sognarono” un’Europa unita, espressione di valori condivisi. Un’ appassionata “rivisitazione” del lungo processo di costruzione europea che, dopo l’integrazione economica e monetaria, dovrà ora approdare a quella politica. Se l’euro ha unito i mercati sarà l’unificazione politica a unire i popoli europei: “non più cittadini di diverse nazioni, ma europei di diverse regioni!” E l’allargamento dell’Unione ai Paesi dell’Est, ha commentato il relatore, ha significato che “la storia non si è fermata: l’Europa delle divisioni, delle rivalità, dei sanguinosi scontri, appartiene al passato!” Nonostante le ombre del Trattato di riforma firmato a Lisbona nel 2007 ed entrato in vigore lo scorso dicembre, dopo una lunga impasse istituzionale, “l’Europa deve andare avanti perché possa svolgere il ruolo che le spetta: un ruolo di stabilità per governare in un contesto politico multipolare la globalizzazione della pace e della giustizia sociale”. Ma l’Europa, per crescere nelle coscienze, deve avvicinarsi alla gente, deve sapersi mettere al servizio dei cittadini europei. E’ stato questo il tema trattato da Lara Comi (socia lions del Saronno Insubria) che, in una interessante carrellata sulle funzioni delle istituzioni comunitarie, ha evidenziato la centralità del Parlamento europeo che, oltre a condividere con il Consiglio il potere legislativo e quello di bilancio, “esercita il controllo democratico sulle altre istituzioni dell’Ue per assicurarne la regolare attività”. L’Europa è il presente di ognuno di noi, una realtà, una conquista storica da apprezzare, amare e difendere per costruire un percorso di pace del quale i giovani di oggi saranno i protagonisti. “Il vostro futuro, le vostre scelte professionali e occupazionali, ha osservato la Comi rivolgendosi ai ragazzi in sala, dipenderanno sempre più dall’Europa!” Ovvero: non esiste alternativa storica all’essere oggi europei ed...
Read More“L’ EURO E L’EUROPA DI FRONTE ALLA CRISI”
Interessante meeting a Monza con l’intervento di Gianni De Michelis A pochi giorni dal Consiglio europeo riunito a Bruxelles per il salvataggio dell’euro, a Monza, al Ristorante Saint Georges Premier, lunedi 2 luglio, si è parlato di “Euro ed Europa di fronte alla crisi”. Un tema che nella sua attualità racchiude il futuro del Vecchio Continente. Un interessante meeting organizzato dal Secondo Vice Governatore Luigi Pozzi, nelle sue funzioni di Segretario dell’UCID (Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti) di Monza. Ospite d’eccezione: Gianni De Michelis, indiscusso Doge di Venezia degli Anni Ottanta, più volte Ministro, Vice Presidente del Consiglio negli anni 1988-1989, personaggio di spicco del PSI prima che Mani Pulite spazzasse via la Prima Repubblica. Dall’Ottobre 2002 è Presidente dell’IPALMO, “Istituto per le Relazioni fra l’Italia e i Paesi dell’Africa, America Latina, Medio ed Estremo Oriente”. Moderatore della serata il giornalista Antonio Laurenzano, opinionista economico del quotidiano La Prealpina di Varese. A presentare il relatore ai numerosi soci è stato il Presidente della sezione monzese dell’UCID, Aldo Fumagalli, che nel suo saluto ha evidenziato le tante incertezze che caratterizzano oggi gli scambi commerciali riconducibili a un’economia in profonda crisi, con ricadute negative sulla produzione e sulla competitività internazionale. La vera sfida è “evitare che il presente uccida il futuro”! La situazione in cui versa l’Europa evidenzia una profonda crisi politico-istituzionale. Le turbolenze finanziarie, le speculazioni dei mercati legate ai debiti sovrani di alcuni Paesi dell’Eurozona, è stato evidenziato nel corso della serata, hanno messo a nudo i limiti strutturali del sistema europeo: un sistema monetario comune privo di un unico quadro economico, fiscale, di bilancio, ma soprattutto politico. Nell’area dell’euro c’è una sola moneta e 17 politiche di bilancio non coordinate fra loro! “L’euro è un’opera incompiuta”, ha osservato De Michelis, che del Trattato di Maastricht fu uno dei firmatari, quale Ministro degli Esteri del Governo Andreotti. “La moneta unica avrebbe dovuto essere supportata, nel breve periodo, da una reale forza di governo comunitario, ma interessi ed egoismi nazionali, oltre a reciproche diffidenze dei partner europei, ne hanno ostacolato un cammino virtuoso, come era negli obiettivi del Trattato”. Sono così arrivati al pettine i tanti nodi di una governance europea inesistente, di istituzioni comunitarie fragili, di compromessi al ribasso. Un’Europa senza una bussola! La questione europea va ricondotta nel suo alveo naturale che è quello politico! La road map per uscire dalla crisi, è stato osservato, passa necessariamente attraverso l’unione politica costruita su basi federali, l’unione bancaria per la centralizzazione della sorveglianza e la garanzia unica per i depositi bancari, l’unione fiscale e di bilancio per “mutualizzare” i debiti degli Stati membri e sconfiggere lo spread. L’Italia non può infatti continuare a finanziare il proprio debito ai tassi attuali. E’ a forte rischio la competitività del made in Italy sui mercati. Ma il grande ostacolo è la cessione di sovranità, dalla periferia al centro, per sconfiggere i tatticismi Berlino e abbattere lo spread. Meno sovranità e più comunità, ma anche più responsabilità con conti pubblici in ordine! L’euro è una questione irreversibile, un punto di non ritorno! Nelle conclusioni di Gianni De Michelis, il cui intervento ha suscitato vivo interesse e un articolato dibattito, le linee guida per il nostro Paese: “puntare su turismo, logistica e sviluppo tecnologico, in coordinamento con le istituzioni comunitarie”, difendendo l’euro “attraverso una politica economica che sappia coniugare rigore e crescita”. Senza perdere di vista, ovviamente, l’integrazione politica per un reale futuro di benessere dell’Europa dei...
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