BRUNO PIZZUL E LUIGI COLOMBO AL GALLARATE SEPRIO
Scattata una fotografia del calcio italiano fra passato, presente e futuro alla vigilia del prossimo Campionato del mondo in Brasile – L’intervento dell’ex azzurro Pietro Anastasi – “Il calcio in Italia sta attraversando un momento difficile: nascono pochi campioni e il nostro campionato non è più l’Eldorado di un tempo. All’estero più qualità di gioco, meno stress e maggiori guadagni per i giocatori, stadi non fatiscenti e minore violenza”. E’ questa la fotografia scattata da Bruno Pizzul, voce storica della televisione, nel corso del meeting sul futuro del calcio italiano, alla vigilia del Campionato del mondo in Brasile, organizzato dal Lions Club Gallarate Seprio, giovedi 9 gennaio, al Circolo del Tennis di Gallarate. Alla serata hanno partecipato anche Luigi Colombo, già brillante conduttore e telecronista sportivo di Telemontecarlo, Presidente del Cesano Maderno Borromeo, e Pietro Anastasi, indimenticato centravanti degli Anni Sessanta-Settanta di Juve e Inter, con oltre cento reti all’attivo, campione d’Europa 1968. Pizzul e Colombo, due icone del giornalismo televisivo, in oltre trent’anni di servizio, come ha ricordato Antonio Laurenzano presentando la serata, hanno regalato agli sportivi non poche emozioni commentando le partite della nazionale azzurra e della squadra del cuore. Sul filo dei ricordi, in una ideale telecronaca, è stato riavvolto un film straordinario, commentato -come sempre- con sobrietà e professionalità. Tanti episodi, tanti aneddoti per una riflessione sul calcio giocato e parlato, sui vari aspetti tecnici (“il calcio totale, con i suoi schematismi, è la fine della fantasia e dell’inventiva sul campo”) e linguistici (“stravolti i canoni della lingua italiana”), senza tralasciare gli aspetti etici, quelli in particolare legati al fair play finanziario (“intervenire in tempo per salvare il calcio di provincia”), al doping e al nuovo scandalo del calcio scommesse, con le pericolose infiltrazioni della malavita. Uno scandalo, è stato osservato, che rischia di uccidere la passione dei tifosi, allontanandoli dagli stadi (“inquietante desertificazione”) e di distruggere sui campi di periferia il sogno di tanti ragazzi. Il calcio italiano potrebbe così perdere la sua partita più importante, quella della credibilità. Ed è proprio ai ragazzi, campioncini in erba o tifosi di domani, che Bruno Pizzul e Luigi Colombo hanno indirizzato un significativo messaggio: “ il calcio deve essere vissuto con passione, come divertimento e non come molla per futuri facili guadagni”. Un messaggio rivolto soprattutto ai genitori e agli istruttori: “insegnare ai ragazzi la cultura della corretta pratica sportiva, accettando ogni risultato, anche la sconfitta, per superare l’attuale emergenza educativa, caratterizzata troppo spesso dalla intolleranza e da falsi modelli di vita”. Tornare cioè al calcio pulito e gioioso degli oratori, per viverlo come momento di aggregazione e di crescita, lontano dalle pericolose fughe in avanti alimentate da un cattivo spirito di emulazione. Con il saluto dell’Assessore allo Sport di Gallarate, Danilo Barban, e del Presidente del Gallarate Seprio, Enzo Cattorini, il meeting si è chiuso -dopo un interessante dibattito finale- con un augurio per la nostra nazionale in Brasile: “Con Rossi e Balotelli in piena forma potremo ribaltare ogni pronostico iniziale, come in Germania nel 2006”. Parola di Bruno Pizzul e Luigi...
Read MoreANTONIO RICCI AL VARESE EUROPAE CIVITAS : IN ONDA …. “STRISCIA LA NOTIZIA”
Linguaggio e immagini al servizio di un giornalismo televisivo fra satira e informazione Serata delle grandi occasioni quella vissuta al Golf Club di Luvinate martedi 26 novembre per il meeting organizzato dal Varese Europae Civitas del Presidente Francesco Valente su un tema di rilevante interesse: “Mass media e comunicazione”. A catturare attenzione, consensi e applausi è stato Antonio Ricci, l’icona dell’ anticonformismo giornalistico italiano, l’irriverente e graffiante autore di “Striscia la notizia”, il TG satirico di Canale 5, giunto quest’anno alla sua 26a edizione. Il giornalista per il quale Enzo Biagi, nel 2004, aveva auspicato la proclamazione di “Benemerito della Patria” per la sua azione di fustigazione e denuncia degli italici vizietti. Attraverso un uso intelligente del linguaggio e delle immagini, ha creato -con particolare arguzia- un modo nuovo di fare giornalismo televisivo, fra satira e informazione. Lo fa con un giornalismo d’inchiesta e di costume, con una forte accezione satirica e umoristica, per una informazione credibile e veritiera al servizio del pubblico, contro le nefandezze dell’informazione, taroccata e imbalsamata al servizio dei partiti. Da Fantastico a Drive-in, da Striscia la notizia a Paperissima: successi continui e crescenti, tutti generati dalla verve e dal “genio del male” di Antonio Ricci, un barman velenoso, capace di servire -con la sua sottile vena satirica- cocktail al limone con una punta di arsenico per coscienze dormienti e moralità pubblica latitante! Con un trattamento particolare riservato alla classe politica, spesso sbeffeggiata e dissacrata! La serata è stata condotta, attraverso una lunga intervista, da Antonio Laurenzano, Addetto stampa distrettuale: ”Antonio Ricci è il mio ideale compagno di merenda nella crociata contro il malaffare e il malcostume nazionale da mettere alla gogna.” Con sorriso sulle labbra e un fare sornione, Ricci ha regalato ai tanti soci lions e numerosi ospiti presenti in sala aneddoti, notizie e curiosità. Frammenti di cronaca, da quella tumultuosa della politica (la nascita del Pdl sul famoso predellino in Piazza San Babila, a Milano, la baruffa televisiva sul caso Fini-Tulliani per la location di Montecarlo) a quella più leggera dello spettacolo (il lavoro del suo team di “guastatori”, le veline, il mancato passaggio delle “Iene” su Canale 5, Bruno Vespa e i “goffi tentativi di cabaret a Porta a Porta”), a quella….giudiziaria. “Striscia la notizia” negli anni ha scoperto truffe, imbrogli e raggiri raccogliendo oltre 250 denunce. Per Antonio Ricci un incubo senza fine, con qualche significativa vittoria. Come quella registrata lo scorso ottobre con la sanzione inflitta dalla Corte europea dei diritti dell’Uomo di Strasburgo alla Giustizia italiana sul “diritto di espressione”. Dall’inespugnabile fortino di Milano 2, regno incontaminato dell’ultimo dei….Mohicani, ogni sera vengono propinate al Bel Paese pillole di moralità, amare per alcuni, particolarmente gustose per tanti altri, sotto lo sguardo compiaciuto di Antonio Ricci, “la voce del giornalismo senza veli e senza...
Read MoreEURO, FRA DELUSIONE E SPERANZA…
L’intervento dell’economista Carlo Secchi, Rettore emerito della Bocconi, all’intermeeting del Gallarate Seprio – La partecipazione di oltre cento soci in rappresentanza di dodici club “Lasciare l’euro? Un’idea stravagante!” In questa battuta è racchiusa la “lectio magistralis” tenuta da Carlo Secchi, Rettore emerito della Bocconi, docente di Politica economica e monetaria, all’intermeeting del Gallarate Seprio, Presidente Enzo Cattorini, organizzato giovedi 27 febbraio alle Querce di Casorate Sempione in collaborazione con il Busto Arsizio Bramantesco, Castellanza Malpensa, Lonate Pozzolo Brughiera, Solbiate Arno Valle Arno e Varese Prealpi. Grande partecipazione di ospiti e di lions: oltre cento soci in rappresentanza di dodici Club del Distretto. Numerosi gli officer fra i quali il PDG Colombo, il Presidente di zona Franchin e nove Presidenti di Club. Un intermeeting vissuto con autentico spirito lionistico: “essere parte attiva della comunità”. Di grande attualità il tema della serata, “Euro: delusione o speranza?”, introdotto da Antonio Laurenzano, opinionista economico della Prealpina di Varese, che nel commentare la politica economica e monetaria dell’Ue ha evidenziato i controversi aspetti della crisi finanziaria con il black out fra debiti sovrani e sistema bancario. Aspetti approfonditi con grande rigore scientifico dall’illustre relatore che ha ripercorso le tappe più significative della integrazione economica e politica dell’Europa, dagli Anni Cinquanta con la CECA al Trattato di Maastricht, fino al varo della moneta unica. Una ricostruzione storica supportata da profonde considerazioni: “Alla base del sistema monetario c’è una moneta senza un’Unione politica, senza una banca centrale, di tipo federale, in grado di intervenire come prestatore di ultima istanza per salvaguardare la solvibilità dei titoli di Stato. Un’ Unione monetaria con una moneta comune ma con sovranità multiple e debiti sovrani incontrollati.” Una situazione che nel tempo è esplosa per non aver l’Europa definito una strategia imperniata su una reale integrazione economica. Chiaro sul punto il giudizio di Carlo Secchi: ”Fino al 2008, anno d’inizio della crisi generata dal crack della Lehman Brothers, per l’Eurozona sono stati anni positivi senza però che venissero realizzate quelle riforme strutturali interne per prevenire le speculazioni dei mercati e le turbolenze finanziarie legate all’indebitamento di alcuni Paesi”. E, in una economia sempre più globalizzata, l’Europa ha pagato a caro prezzo la mancanza di coordinamento delle politiche di bilancio. “La recessione economica con la caduta dei consumi e dei livelli occupazionali, è stato osservato, è la conseguenza della politica di austerità adottata dall’Ue per scongiurare un rovinoso default della moneta unica.” Un mix di rigore fiscale e finanziario che ha arrestato la crescita e lo sviluppo. L’Europa è vista come il feroce guardiano dei conti pubblici, il fautore di tasse e balzelli, la bandiera dei disagi sociali. “Si continua a scaricare sull’Europa colpe e inefficienze che sono invece della politica nazionale.” E in questo clima cresce un sentimento antieuropeo alimentato da un inquietante populismo. ”Ma indietro non si torna!”, ha affermato Secchi. L’uscita dall’euro e un ritorno alla sovranità monetaria genererebbe un profondo sconvolgimento economico. Per l’Italia sarebbe un ritorno ai mali del passato: esplosione dei costi energetici, svalutazioni competitive, inflazione a doppia cifra, illusione di maggiore export. “Una zattera alla deriva nel Mediterraneo!”La scialuppa di salvataggio? Più Europa, ma più...
Read MoreSOLIDARIETA’ E SUSSIDIARIETA’
Convegno di Studi a Varese sulla Cittadinanza umanitaria: la nuova mission del Lionismo – Il ruolo dell’Associazionismo nell’attuale fase socio-economica del Paese – “In un momento di grande crisi delle Istituzioni, dei partiti e della Pubblica Amministrazione in generale, l’Associazionismo ha riscoperto la sua importante funzione: colmare il gap fra Stato e cittadino, dove il cittadino diventa paritetico rispetto alle Istituzioni, può e deve influenzare i processi di crescita collettiva. I Lions, in particolare, possono impegnarsi, con il loro spirito di servizio, per favorire il processo di democrazia partecipativa, diventare interlocutori attivi delle Istituzioni, nell’ambito di una nuova cornice di impegno civico e sociale per un salto culturale del Lionismo”. E’ il passaggio più significativo dell’intervento del DG Norberto Gualteroni, parlando di solidarietà e sussidiarietà, al Convegno di Studi organizzato a Varese, sabato 8 giugno, a Villa Recalcati, sede della Provincia, sul tema “Cittadinanza umanitaria e…l’impegno continua”. Un momento di riflessione sul principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale” per l’attuazione del quale il 108 Ib1 lo scorso anno ha presentato al Consiglio Regionale della Lombardia il Progetto di Legge, sostenuto da 23 Comuni del Distretto, per la “Promozione della cittadinanza umanitaria attiva nel Governo della cosa pubblica”. Lo ha ricordato con legittima soddisfazione Francesca Fiorella Trovato, responsabile del Comitato distrettuale “Cittadinanza umanitaria”, brillante ispiratrice e moderatrice del Convegno varesino. “Seguiremo con attenzione l’iter legislativo per assicurare alla Lombardia, dopo Campania, Calabria, Basilicata e Toscana, l’operatività della sussidiarietà orizzontale”, che -come ha sottolineato Roberto Bolognesi, Vice Prefetto di Varese, nella sua analisi di profondo cultore di diritto amministrativo- “è un principio organizzativo che riguarda, in termini di partecipazione e di condivisione di poteri, i rapporti fra pubblico e il privato che opera per finalità sociali, senza scopo di lucro” e che -al di là di ogni economicità- ha come punto di riferimento la persona.” Un obiettivo ambizioso per l’affermazione della “cittadinanza umanitaria attiva che discende, ha osservato Antonio Laurenzano, responsabile distrettuale del Comitato L’Europa e il cittadino europeo, dalla “cittadinanza europea” sancita il 7 febbraio 1992 dal Trattato sull’Unione di Maastricht: un mix di diritti e doveri integrati successivamente con poteri e responsabilità per il riconoscimento soggettivo del ruolo del cittadino europeo”. Un passaggio storico: la trasformazione degli istituti di democrazia rappresentativa in istituti di democrazia partecipativa per solennizzare il quale la Commissione europea ha proclamato il 2013 “Anno Europeo dei cittadini”. “E il ruolo di soggetto attivo dei cittadini sarà sempre più rilevante se rapportato alla precaria fase socio-culturale del Paese”, ha dichiarato Fabio Rizzi, Consigliere Regionale. “L’Associazionismo deve farsi carico di un fardello sostitutivo della carenza istituzionale, del fallimento del sistema politico, dei ritardi dello Stato nei tempi di risposta ai bisogni della gente. I cittadini, con la loro presenza attiva sul territorio, devono obbligare le Istituzioni a prendere atto di una nuova metodologia per risolvere i problemi della comunità: la sussidiarietà orizzontale”. Altri importanti contributi al Convegno sono venuti dal Col.llo Anzelmo Mocci, del Comando Provinciale della GdF di Varese (“educare alla legalità il cittadino, creare un nuovo stile di vita per una cittadinanza di servizio”), dall’Assessore alla Famiglia e alla Persona del Comune di Varese, Enrico Angelini (“Il principio della sussidiarietà è l’espressione di una vera rivoluzione culturale a condizione che la P.A., nel processo amministrativo, consideri il cittadino allo stesso suo livello”) e da don Marco Casale, Responsabile Caritas Decanale di Varese (“La formazione del cittadino passa attraverso un’azione di prevenzione, salvando in tempo la sua dignità prima che sia...
Read MoreCONVEGNO A BUSTO ARSIZIO SUL DISAGIO GIOVANILE E I DIRITTI DEI MINORI : POCHE LUCI, TANTE OMBRE.
Analizzati gli effetti e non le cause del drammatico problema sociale. Ignorata la centralità del ruolo sociale della famiglia e della scuola. “Disagio giovanile e i diritti dei minori”: il tema di studio nazionale ha trovato sede di discussione al Convegno distrettuale organizzato a Busto Arsizio presso la Sala Tramogge dei Molini Marzoli. Un Convegno per…pochi intimi, fra cui il Prefetto di Varese Alfonso Pironti, a causa anche delle abbondanti nevicate della notte. Una realtà complessa quella legata alla condizione giovanile, dai riscontri sociali drammatici. Inquietanti i numeri forniti dal Direttore del Centro per la Giustizia minorile della Lombardia , Flavia Croce. Con riferimento al 2001 risultano presentate ben 5856 denunce alla Procura per i minorenni (pari al 14,7% del valore nazionale); 486 (13,2%) sono stati i minori, arrestati o fermati, ospitati nei Centri di prima accoglienza; 76 ( 15,6 %) è risultata la presenza media giornaliera nell’ Istituto penale per i minorenni “Beccaria” di Milano, con numeri di “ingresso da libertà” in aumento rispetto a quelli provenienti dai centri di prima accoglienza. I collocamenti in Comunità di minori in misura cautelare non detentiva sono stati 227 (17%) mentre 2891 (13 %) sono stati i “soggetti” segnalati agli Uffici Servizi sociali. Dall’aridità dei numeri traspare nella sua evidenza l’attività dei Servizi minorili della Giustizia in Lombardia chiamati dalla legge a “tutelare , ha ricordato la relatrice, il percorso di recupero dei ragazzi, coniugando le istanze di giustizia con quelle di crescita”. Un percorso al quale non deve mancare l’azione congiunta dei servizi sociali presenti sul territorio e delle altre istituzioni pubbliche del settore. E’ nella famiglia che nascono i primi problemi per i ragazzi, i primi conflitti esistenziali. Dante Ghezzi, psicologo e psicoterapeuta, ha posto l’accento sugli effetti devastanti che un cattivo rapporto fra la coppia può avere sul bambino: “la consapevolezza del danno al bambino , ha dichiarato Ghezzi, non sempre è avvertita da parte dei genitori.” E il dramma che a volte si consuma fra le mura domestiche coinvolge il più indifeso della famiglia, incidendo in modo notevole sulla sua psiche. “ I bambini, ha aggiunto il relatore, vengono usati come strumento nei contrasti familiari prima e nel doloroso epilogo della separazione dopo”. Parte dunque da lontano il disagio dell’ adolescente, la sua difficoltà a relazionarsi con i coetanei. Cause non sempre collegabili a fattori sociali, economici e culturali dell’ universo in cui egli vive. Sono cause molto profonde che se non interpretate in tempo lo trascinano inesorabilmente sulla pericolosa strada della solitudine. Un tunnel in fondo al quale c’è la devianza! Ma per un minore…a rischio l’altra faccia della medaglia è l’abuso, il maltrattamento, la violenza psicologica, una situazione dietro la quale si nasconde la grande precarietà educativa e affettiva della famiglia di appartenenza. “E’ in forte ritardo la cultura giuridica a favore dei minori”, ha fatto rilevare Sergio Fabrizi, avvocato. Commentando la Convenzione ONU sui diritti dei bambini del 1989, recepita in legge in Italia nel 1991, Fabrizi ha dichiarato: “Dobbiamo considerare il bambino non più oggetto ma soggetto di diritti, dobbiamo imparare ad ascoltare la sua voce, a riservare più attenzione ai suoi problemi di crescita, a rispettare i suoi interessi”. Un segnale importante di civiltà giuridica potrebbe essere l’attuazione su base territoriale dell’articolo 12 della Convenzione che prevede l’Istituto del Difensore civico del minore , un istituto oggi presente in Italia a livello nazionale e che opera con una decina di addetti! “Sarebbe più funzionale , secondo il commento di Fabrizi, avere un Difensore civico che possa concretamente supportare e affiancare le organizzazioni locali di assistenza e di difesa dei bambini”. E dei...
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