Posts made in Aprile 8th, 2015

IL FUTURO DELL’ EUROZONA FRA INCOGNITE E INCERTEZZE

Posted by on Apr 8, 2015 in Sull'Europa | 0 comments

IL FUTURO DELL’ EUROZONA FRA INCOGNITE E INCERTEZZE

La governance politica per superare logiche ed egoismi di Stato. La crisi greca e il rilancio monetario della BCE con il “quantitative easing” – La sconfitta dell’ antieuropeismo Stagnazione economica, euro e crisi greca: i termini di una vicenda attorno ai quali gira il futuro dell’eurozona. Un futuro ancora denso di incognite e incertezze denunciato di recente dall’agenzia di rating Fitch secondo la quale il maggior rischio per la stabilità dell’economia globale non viene né dal rallentamento delle economie emergenti né dalla svolta nella politica monetaria della Fed ma da una nuova crisi dell’eurozona. E non sarà più possibile continuare a costruire ricchezza economica sul debito invece che su un’economia di produzione. In realtà, segnali positivi di ripresa in Europa si sono registrati dopo l’intervento della Banca centrale di Francoforte con il “quantitative easing” firmato Mario Draghi: un rilancio monetario per arginare una pericolosa deflazione attraverso l’iniezione sui mercati di un’importante quantità di moneta con la conseguente ulteriore caduta dei tassi d’interesse, il riallineamento dell’euro al dollaro e aumento delle esportazioni europee. Oltre a nuovo ossigeno per le Borse. E proprio grazie a questa tanto denigrata e osteggiata Europa si può finalmente sperare di uscire dalla crisi. Grazie cioè all’azione dell’unica istituzione federale di cui l’Unione è dotata, a conferma della necessità di una governance politica dell’Unione in grado di impedire lo scontro tra opposte logiche nazionali che collidono con quelle europee. La governance dell’eurozona infatti si dimostra di fatto irrealizzabile più che per ragioni economico-finanziarie per ragioni istituzionali. Si stanno pagando gli errori del compromesso di Maastricht del 1991 per il varo della moneta unica: centralizzare la politica monetaria, come volevano i tedeschi, e decentralizzare la politica economica, finanziaria, di bilancio, come volevano i francesi. Ovvero: una moneta comune e una pluralità di politiche economiche nazionali, divenute nel tempo ostaggio della politica di austerity del Paese più grande ed economicamente più forte, la Germania. E l’egoismo (o miopia politico-economica?) di Berlino non paga, serve solo ad alimentare un pericoloso antieuropeismo peraltro clamorosamente sconfitto in Francia e in Spagna in occasione delle ultime consultazioni elettorali. Non è riuscito infatti il progetto dei partiti populisti di far “implodere” l’Europa. Le elezioni francesi e spagnole hanno invece dato una spinta di rinascita alla coscienza di una politica europea. Quella politica che prima che iniziasse la crisi economica aveva cestinato i valori democratici fondamentali che tengono insieme gli Stati: solidarietà, libertà e diritti civili per tutti, prima fra tutti quelli sociali, evitando le brutali disuguaglianze che invece si sono nel tempo create. L’auspicabile cambiamento della politica di austerità, causa di profonda stagnazione economica, potrebbe attivare un circolo virtuoso: consumi, investimenti, produzione, occupazione. A condizione, come ha raccomandato Mario Draghi, che si concretizzino le riforme strutturali per la modernizzazione del sistema-Europa. Ma per il rilancio dell’eurozona il problema di fondo rimane quello di affiancare all’unione monetaria un’unione economica e politica per una integrazione molto più profonda e strutturata di quella raggiunta finora, capace di ricucire strappi, divergenze, interessi di parte. E questo, ovviamente, dopo aver risolto il “pasticcio greco”, fra un’Eurozona che pretende il massimo e la Grecia che spera di dare il minimo in cambio degli aiuti di cui ha disperato bisogno per il suo futuro, e quindi per quello della stessa Europa. Ma a Berlino o a Bruxelles ci sono leader capaci di porsi all’avanguardia invece che al traino delle loro democrazie...

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IL  LIONISMO  DEL  CENTENARIO  FRA  LUCI  E  OMBRE

Posted by on Apr 8, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

IL  LIONISMO  DEL  CENTENARIO  FRA  LUCI  E  OMBRE

Viaggio alla …. riscoperta del nostro essere Lions Da tempo è in corso un dibattito sul futuro  della nostra Associazione a quasi cento anni  dalla sua costituzione. La rivista LION ha lanciato un’ inchiesta sul “Lionismo del centenario”. Un’indagine conoscitiva sulle luci e sulle … ombre della nostra Associazione. Da più parti, pur nella condivisione degli scopi del lionismo, vengono sollevati dubbi e riserve sulla sua penetrazione in una realtà sociale in continua evoluzione. Qualcuno parla di “scricchiolio del Lionismo”, di  “Lionismo ingessato, in via di estinzione”. Ma Il Lionismo, in quanto portatore e interprete di valori senza tempo e senza frontiere, è più che mai vivo e attuale! Scopi ed etica lionistica  trovano conforto e conferma nella quotidianità. Non è il Lionismo a rischio di “estinzione”, ma è la rappresentazione che alcuni ne fanno a renderlo obsoleto, un misero …. vuoto a perdere!  E’ l’azione di certi lions, di certa mediocrità etico-culturale a fare “scricchiolare” il Lionismo. Egocentrismo, saccenteria, opportunismo  e ipocrisia: sono questi i  “mali oscuri”  che si annidano nella nostra Associazione e che hanno cancellato la nostra  identità di Lions. Si confonde spesso autorevolezza con autoritarismo, rincorrendo attraverso il Lionismo improbabili riscatti sociali! Una povertà morale e culturale che causa nei Club un diffuso disagio, un inquietante analfabetismo emotivo che non consente di percepire il futuro e …. distrugge il presente! La retention a danno dell’extention. Il Lionismo vive di sincero spirito di servizio, di lealtà, di amicizia. E non di personalismi, di cospirazioni  e di misere rappresaglie giustizialiste! Rispetto, dignità e coerenza sono finite nel …. cestino della coscienza!  Essere Lions è una scelta di vita che implica un impegno costante. Intelligenza, sobrietà  e umiltà  d’azione dovrebbero guidare una leadership responsabile per far crescere, in un sereno confronto di idee e opinioni,  l’orgoglio dell’appartenenza. Non ci sono concesse ambiguità. Non possiamo languire inoperosi nel nostro individualismo e nel malcelato arrivismo personale ignorando la deriva dei valori in atto. La nostra presenza non anodina ma critica nel contesto sociale deve essere elemento di ammonimento per l’affermazione degli ideali di giustizia, moralità e solidarietà. Ma questa missione implica una fedele testimonianza del Lionismo e dei suoi principi fondanti. La “cultura del servire” che è nel nostro DNA, illuminata dalla nostra etica, deve rappresentare la stella polare per operare nella società per un Lionismo in mezzo alla gente, a sostegno dell’azione pubblica per la promozione socio-culturale della comunità.  Facciamo sentire la nostra voce, ma soprattutto diamo voce ai bisogni della gente. E smettiamola di alimentare il nostro ego! Smettiamola di parlarci addosso!… La nostra credibilità si deve  coniugare con la qualità della nostra azione, con la visibilità dei service. Service di ampio respiro sociale e non rappresentazioni da avanspettacolo con …. nani e ballerine, burattinai e imbonitori! Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche il Lionismo, punta di diamante nel variegato mondo dell’associazionismo e del volontariato,  dovrà rappresentare l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali. Lions illuminati  per un Lionismo che dovrà bandire improvvisazione, polverizzazione dei service e ogni sterile conflittualità al suo interno. Un Lionismo di proposta sociale in grado di intercettare i bisogni della gente, essere  interlocutore privilegiato dell’ente locale nella programmazione dell’attività socio-culturale. E’ alla società civile che dobbiamo aprirci per far giungere la peculiarità della nostra azione, per testimoniare la centralità sociale del nostro ruolo di Lions.  Occorre però trovare il coraggio di dire basta alla estemporaneità, al vuoto programmatico, alla desertificazione culturale, alla strumentalizzazione del nostro essere Lions. Occorre emarginare i falsi paladini del Lionismo per  recuperare l’elitarietà di un tempo,...

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