Posts made in Aprile, 2015

OPERARE PER RENDERE LA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA Cause ed effetti della crisi economica – Il ruolo dell’ Europa – La svolta istituzionale

Posted by on Apr 7, 2015 in La nostra Società | 0 comments

OPERARE PER RENDERE LA VITA DEGNA DI ESSERE VISSUTA Cause ed effetti della crisi economica – Il ruolo dell’ Europa – La svolta istituzionale

Intervista a Marcello Veneziani, giornalista e scrittore di successo. “Si è persa la capacità di comprendere le reali condizioni di vita di chi vive da tempo in una situazione di diffusa precarietà. Occorre reagire! Recuperare la nostra identità nazionale, il nostro passato, la nostra cultura riaffermando la centralità della politica per una dimensione nuova della società”. Con questa dichiarazione, Marcello Veneziani, giornalista e scrittore di successo, ha introdotto il suo intervento a Varese, ospite di alcuni Club della Città Giardino. Gli abbiamo rivolto alcune domande. -Nel Suo ultimo libro “DIO, PATRIA E FAMIGLIA”, Lei affronta il tema della deriva etica della società contemporanea, analizzando -fra passione e ragione- la disgregazione dei suoi valori fondamentali, valori non negoziabili. Si potrà davvero superare l’analfabetismo emotivo e scacciare, soprattutto nei giovani, quell’ospite inquietante che il filosofo Umberto Galimberti ha definito “nichilismo”? Non so se si potrà superare e debellare l’analfabetismo emotivo e il nichilismo diffuso, e se dovessi fare una previsione direi che sarà assai difficile. Nondimeno bisogna provare, perchè è giusto, anzi necessario farlo, per rendere la vita degna di essere vissuta, e avendo davanti a sé una duplice prospettiva: nella peggiore delle ipotesi adoperandoci per superare questo degrado avremo reso migliori noi stessi e coloro che sono più strettamente vicini a noi; nella migliore delle ipotesi avremo concorso a rianimare una svolta spirituale e culturale, civile e sociale, prima che politica. -La crisi economica originata nel 2008 negli Stati Uniti con la finanza speculativa si è poi propagata nel Vecchio Continente minando alla base il difficile processo di integrazione politica. Quale futuro attende l’Europa: un’Europa dei popoli, come la disegnarono i suoi Padri fondatori o un’Europa dei mercanti? Continuo a sostenere che la radice della crisi economica in atto non sia di natura economica e se vogliamo davvero affrontarla dobbiamo risalire a quella scelta pre-economica che la sostanzia. Di conseguenza, occorre avere il coraggio, sì rivoluzionario, di rovesciare la tavola dei valori dominanti e dire che l’economia non può dirigere il nostro destino, e l’economia finanziaria in modo particolare. Che l’economia, come la tecnologia, è uno straordinario mezzo ma non può diventare uno scopo. E che se si tratta di scegliere tra l’assetto contabile degli stati e la vita reale dei popoli bisogna optare per i popoli. -In un passaggio di un Suo articolo su Libero Lei scrive “quest’epoca odora troppo di morte e di declino, canta e balla sul ciglio del burrone, avverte di essere a un passo dal paradiso e a due dall’inferno”. E’ possibile alimentare l’ottimismo e non il pessimismo della ragione per un nuovo modello di sviluppo socio-culturale? Ho due convinzioni che servono a bilanciare l’inevitabile pessimismo a cui ci induce la situazione. La prima è che altre epoche hanno vissuto la stessa percezione di essere sull’orlo di una catastrofe o hanno avuto la sventura di vivere dentro la burrasca, di una guerra, di una carestia, della peste o di un’invasione… Non abbiamo il privilegio di vivere alla fine del mondo, il mondo finisce e si rigenera di continuo… La seconda è che confido nella realtà, nella forza delle cose, nell’impulso naturale (e per chi crede soprannaturale) che regola la vita e penso che alla lunga il vuoto sarà riempito, E noi dobbiamo adoperarci per riempirlo al meglio o per evitare che si riempia in senso deteriore. -In un recente intervento, commentando l’immobilismo politico nazionale, ha dichiarato: “Altro che legge di stabilità, in Italia vige la legge di staticità senza stabilità!”. Un’espressione che la dice lunga sull’attuale momento politico del Paese, con fibrillazioni quotidiane nella maggioranza di Governo. Come si esce da questa situazione? Collasso o...

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I LIONS? UN ESEMPIO DA SEGUIRE! “UNA SOLLECITAZIONE ALL’ IMPEGNO VALIDA PER TUTTI”

Posted by on Apr 7, 2015 in La nostra Società | 0 comments

I  LIONS?  UN  ESEMPIO  DA  SEGUIRE! “UNA  SOLLECITAZIONE  ALL’ IMPEGNO  VALIDA  PER  TUTTI”

Intervista al Vescovo di Como Mons. Diego Coletti: “La pace non è un sogno, non è un’utopia, è possibile costruirla sulla verità, sulla libertà, sull’amore e sulla equità sociale” – Il ruolo della partecipazione a una cittadinanza attiva e solidale per un nuovo modello di sviluppo – Il rispetto della dignità dell’uomo e non la ricerca del rendimento: “ci vuole il coraggio della giustizia!”. Che ci fa il Vescovo con un palloncino Lions in mano, in piazza Duomo a Como? Se lo sono chiesti in tanti dopo aver visto la foto di Mons. Diego Coletti, Vescovo della Diocesi lariana dal 2007, pubblicata su Vitalions di maggio. Dopo lo stupore nel commentare la foto-notizia, abbiamo voluto approfondire la vicenda, grazie ai buoni servigi di Carlo Bertani, past president del Como Host. Attraverso l’intervista gentilmente concessa, cerchiamo di scoprire il “personaggio”, un vero precursore della Chiesa di Papa Francesco, che affronta il suo magistero in modo estremamente concreto, una guida spirituale che non disdegna di incontrare i giovani nella … birreria più grande della città per essere uno di loro, capirne problemi e aspettative, confrontarsi con il loro linguaggio e il loro mondo. Una persona davvero speciale! –Costruire una vera cultura di pace è una necessità storica avvertita dall’umanità. L’intolleranza etnica e religiosa, in alcune regioni del mondo, sta portando l’uomo alla sua distruzione. Il dialogo interreligioso e interculturale può essere l’antidoto allo scontro di civiltà? È possibile recuperare un rapporto fra popoli e civiltà a prescindere da razza, religione, colore della pelle? La domanda è molto ampia e affronta temi complessi, relativi a problemi rispetto ai quali da decenni è in corso un confronto “multidisciplinare”, che coinvolge il livello religioso, ma anche l’ambito politico internazionale. Un dibattito dinamico che però, purtroppo, non ha ancora portato a risposte adeguate. A mio avviso, a mancare, è soprattutto l’atteggiamento giusto: ovvero la disposizione a lasciarsi convertire e ad aprire il proprio cuore a un radicato senso di fraternità. Queste aperture interessano sicuramente l’aspetto spirituale, ma, vissute e realizzate intensamente – tanto da arrivare a trasformarci in “uomini e donne di buona volontà” – hanno ricadute positive anche su società civile, economia, mondo del lavoro, amministrazione della “cosa pubblica” a tutti i livelli, modo di vivere e confessare ciascuno la propria fede. Se i miei occhi, nell’altro, non vedono un nemico ma un fratello, mi apro al dialogo e al rispetto, sebbene ci differenzino lingua, cultura, religione, colore della pelle. Se l’altro è un fratello, non posso che amarlo e accoglierlo. Illuminanti sono le parole del pontefice emerito Benedetto XVI che lo scorso 1° gennaio ha consegnato alla nostra meditazione il messaggio “Beati gli operatori di pace”, in occasione della Giornata Mondiale della Pace 2013. «La pace – scrive Benedetto XVI – concerne l’integrità della persona umana ed implica il coinvolgimento di tutto l’uomo. Comporta la costruzione di una convivenza fondata sulla verità, sulla libertà, sull’amore e sulla giustizia. Senza la verità sull’uomo, iscritta dal Creatore nel suo cuore, la libertà e l’amore sviliscono, la giustizia perde il fondamento del suo esercizio. La realizzazione della pace dipende soprattutto dal riconoscimento di essere, in Dio, un’unica famiglia umana… La pace è ordine vivificato ed integrato dall’amore e realizzato nella libertà. La pace non è un sogno, non è un’utopia: è possibile!” –La politica, se non è sorretta da una base etica e spirituale, non è più al servizio della gente. L’ha sostenuto il compianto cardinale Carlo Maria Martini nel suo memorabile intervento “La crociata del bene con la forza degli onesti”. La società contemporanea vive momenti di grande declino a causa proprio della deriva etica,...

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