Posts made in Maggio 20th, 2015

LA CARTA DI MILANO, UN PATTO CONTRO LA FAME E LA POVERTA’

Posted by on Mag 20, 2015 in La nostra Società, SliderHome | 0 comments

LA  CARTA  DI  MILANO, UN PATTO CONTRO LA FAME E LA POVERTA’

Le “idee di Expo 2015” – 20 milioni di firme per l’appello all’ONU                                              Con l’opening di venerdi 1 maggio, l’Expo Milano 2015 ha ufficialmente aperto i battenti al mondo. “E’ iniziato il domani”, ha dichiarato il premier Renzi. E per un domani sostenibile c’è la “Carta di Milano”, presentata alla vigilia di Expo, una sorta di Protocollo di Kyoto dell’alimentazione. Non un accordo intergovernativo ma un documento che comprende una lista di richieste rivolte ai governi per interventi legislativi finalizzati a rendere effettivo il diritto al cibo, come diritto umano fondamentale, e a tutelare le risorse naturali per  assicurare ai popoli della terra un equo sviluppo. Per la prima volta nella sua storia una Esposizione universale promuove un atto di impegno verso i governi sollecitando azioni responsabili. Un lungo percorso iniziato con la giornata “L’Expo delle idee” che il 7 febbraio u.s. ha riunito all’ Hangar  Bicocca di Milano oltre 500 esperti di vari settori, suddivisi in 42 tavoli di lavoro, che hanno iniziato a porre le basi per la stesura della Carta. Un vero e proprio laboratorio di pensiero multidisciplinare sviluppatosi su quattro tematiche: sviluppo sostenibile, antropologia, agricoltura e alimentazione, sociologia urbana. La Carta di Milano è un manifesto collettivo, un atto politico e di sensibilizzazione globale sul ruolo del cibo e della nutrizione per una migliore qualità di vita. S’intende così trasformare i venti milioni di visitatori dell’esposizione universale di Milano in ambasciatori del cibo, il cibo come fonte di nutrizione e identità socio-culturale. Un documento di impegni di cittadinanza globale, perché la sottoscrizione è richiesta a persone di tutto il mondo ed è un’assunzione di responsabilità di fronte alle contraddizioni e ai paradossi del cibo che viene assunta da singoli, dalla società civile e dalle imprese. La Carta è strutturata su quattro target: i cittadini, con le loro azioni quotidiane; le associazioni, che raccolgono e diffondono le esigenze e le necessità della società civile; le imprese, che sono il cuore produttivo della nostra economia; i governi e le istituzioni (anche internazionali) che devono dare gli indirizzi politici. Il documento, che sarà consegnato al Segretario generale dell’ONU Ban Ki-moon  in ottobre, in occasione della sua venuta a Milano, rappresenta un modello globale per la nutrizione: l’eredità di Expo Milano 2015. In particolare, il “protocollo sul sistema alimentare sostenibile” , ideato dalla Fondazione Barilla Center for Food & Nutrition, si pone tre obiettivi principali: 1)-ridurre al 50% entro il 2020 l’attuale spreco alimentare nel mondo pari a oltre 1,3 miliardi di tonnellate di cibo commestibile; 2)-limitare le speculazioni finanziarie e la quota dei terreni destinata alla produzione di biocarburanti a livello globale; 3)-compiere sforzi aggiuntivi per eliminare  fame e malnutrizione da un lato e obesità dall’altro. Negli auspici del Commissario unico di Expo, Giuseppe Sala, “Il successo di Expo non deve essere solo nei numeri ma nel richiamo ad avere un’anima! Vogliamo lasciarci alle spalle un mondo in cui la fame e lo spreco alimentare convivono, in cui l’obesità in un paese contrasta con la denutrizione in un altro”. L’obiettivo di fondo, attraverso la lotta agli sprechi alimentari, è quello di “risolvere le cause strutturali della povertà”, come ha auspicato Papa Francesco, per dire no a un’economia dell’esclusione e della iniquità che uccide e che causa profonde ingiustizie sociali.  “La radice di tutti i mali è l’iniquità, che continua a esistere perché non si perseguono politiche strutturali contro la povertà, ma si adottano rimedi emergenziali, per loro natura transitori. La terra, che è madre per tutti, chiede rispetto e non violenza. Dobbiamo riportarla ai nostri figli migliorata, custodita. Globalizziamo la solidarietà!” Una grande sfida, una sfida da non perdere per risolvere contraddizioni e...

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NUOVE POVERTA’, LA SFIDA DEI LIONS

Posted by on Mag 20, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

NUOVE  POVERTA’, LA SFIDA DEI LIONS

Convegno a Monza nell’ambito del Lions Day – Riflessioni e proposte operative Di “nuove povertà”  si è parlato al Convegno svoltosi nell’ambito del Lions Day al Museo degli Umiliati di Monza. Un fenomeno dai drammatici risvolti sociali.  Sempre più in alto il tasso di insicurezza delle famiglie italiane, un’ansia collettiva generata dalla profonda crisi occupazionale.  Un quadro complesso all’interno del quale c’è l’angoscia del presente, la paura del futuro. E’ la nuova povertà che avanza, quella morale! Una povertà intesa come condizione economica, ma anche come senso di insicurezza, di instabilità. Povertà, solitudine, emarginazione sono i volti della crisi economica che mettono a nudo il malessere del sistema sociale. E la crisi sta dicendo chiaramente che il meccanismo di copertura del welfare classico non è più sostenibile. Nel settore pubblico sono in grosso affanno le politiche sociali. E’ necessaria una diversa strategia: una sinergia fra pubblico e privato sociale, in primis con le Associazioni di volontariato. Unire risorse e mezzi per passare da un welfare pubblico a un welfare di comunità. Questo il tema centrale del Convegno attorno al quale si sono sviluppati gli interventi di Francesco Gallo e di Silvia Meconcelli del Comitato distrettuale “Povertà morali ed economiche” e degli altri relatori attraverso il contributo di “riflessioni ed esperienze di contrasto”. Premesso che la lotta alle nuove povertà non si risolve elargendo contributi e tamponando situazioni di emergenza e che non è più praticabile questo assistenzialismo paternalistico (“welfare redistributivo”), occorre puntare su una “solidarietà dinamica” , non una solidarietà fine a se stessa, ma generatrice di altra solidarietà verso altri bisognosi. Una profonda innovazione sociale, è l’attivazione del “principio di reciprocità”, espressione del “welfare generativo” : “non posso aiutarti senza…il tuo aiuto!” Deve cioè cambiare il modo di aiutare: non più sterili interventi privi di efficacia, ma un articolato sistema solidaristico all’interno di un’adeguata rete di protezione sociale, con azioni mirate e politiche sociali di sostegno. Francesco Gallo, a riguardo, ha ricordato il pensiero di Stefano Zamagni, già Presidente dell’Agenzia per il Terzo settore,  secondo il quale “il welfare generativo è a fruizione sociale, non più individualistica, sollecita la capacità d’azione di ogni persona in difficoltà a favore di altre persone, genera valore umano da condividere”. “ Il contrasto alle povertà è una delle sfide più importanti e impegnative che i Lions stanno affrontando”, ha osservato Silvia Meconcelli, presentando il sito del Comitato distrettuale. “Negli ultimi due anni la nostra attenzione si è particolarmente rivolta alle nuove povertà, quelle che si sono rese più evidenti per effetto delle difficoltà economiche e forse anche delle povertà morali che sperimentiamo in questi anni.” Ma la strada per arrivare a una soluzione del problema non è facile. Lo ha evidenziato con estrema chiarezza Cherubina Bertola, vice sindaco e Assessore alle Politiche sociali del Comune di Monza, con un passato di lungo corso di Assistente sociale. “Il prolungarsi della crisi con le diffuse difficoltà economiche rende difficile la realizzazione del principio di reciprocità che presuppone situazioni personali tranquille e non precarie. Oggi il rischio di una guerra fra poveri è assolutamente concreto!”  Molto realista la relatrice sul concetto di “rete”: una metodologia che implica una precisa e approfondita consapevolezza della propria titolarità e che richiede professionalità e competenza tecnica, e non improvvisazione.” Messaggio finale del Convegno: pubblica amministrazione e mondo del volontariato devono poter condividere un progetto sociale a favore dei nuovi poveri, nel rispetto dei ruoli  e senza confusione, per dare a ogni Uomo i mezzi per diventare soggetto autonomo e protagonista della propria...

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CULTURA E IMPEGNO CIVICO PER IL LIONISMO DEL FUTURO

Posted by on Mag 20, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

CULTURA E IMPEGNO CIVICO PER IL LIONISMO DEL FUTURO

Partecipare concretamente al processo di crescita socio-culturale della società per realizzare la nostra mission e far crescere l’Associazione – L’obiettivo della “cittadinanza umanitaria attiva”   Con la celebrazione del Congresso nazionale di Bologna un altro anno lionistico volge al termine. Fra luci e ombre, il lionismo italiano, fortemente impegnato a Expo Milano 2015, è sempre più proiettato verso il 2017, l’anno del centenario. Uno storico appuntamento per confermare l’attualità del messaggio di solidarietà e fratellanza universale di Melvin Jones. Ma, al di là di qualche mediocre rappresentazione personalistica che alcuni ne fanno, quale lionismo ci attende per il futuro? Negli auspici personali, non è quello che, parlando di “cambiamento”, è stato disegnato di recente sulle pagine della rivista nazionale LION. Incomprensibile infatti l’intervento relativo alla mission del lionismo, alla centralità sociale del suo ruolo nella promozione del bene civico. Con buona dose di saccenteria e di provincialismo, qualcuno ritiene che l’Associazione torna a crescere perché “non è più un’Associazione di elite di censo e di cultura”. Abbiamo così appreso che fare opinione, suscitare dibattiti, promuovere sul territorio un lionismo di proposta e di mediazione sociale fra i bisogni della collettività e le pubbliche istituzioni non significa “servire”, non significa “prendere attivo interesse al bene civico, culturale e sociale della comunità”! La “cittadinanza umanitaria attiva”, attuazione del principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale”, per la quale tanto ci stiamo battendo, è da rottamare. Deludente! Questa è una lettura di un lionismo lontano da ogni processo di crescita socio-culturale, un lionismo che non consente di percepire il futuro, privo cioè di una sua identità. Con buona pace dei service d’opinione di rilevanza nazionale!… Non si può infatti languire inoperosi distaccati da ciò che ci circonda senza renderci complici del dissolvimento dei migliori valori storici e culturali, etici e morali, religiosi o più semplicemente spirituali. La nostra presenza nella società non anodina ma critica, e al contempo propositiva, deve assurgere ad elemento di ammonimento, di risveglio, punto di convergenza di chi intende ancora lottare per gli ideali di giustizia, libertà, moralità e  solidarietà. Il declino della società, la sua deriva etica coincide con l’abbandono di quegli elementi caratterizzanti che hanno segnato nel tempo il cammino dei popoli, il loro sviluppo. E in un’epoca caratterizzata dalla profonda crisi dei valori, da un crescente  nichilismo culturale e da un diffuso disimpegno sociale, la società contemporanea ha bisogno dei lions quali opinion leaders del futuro, se non opinion makers, suscitatori di bisogni che la classe politica dovrebbe poi soddisfare. Agire cioè come protagonisti e non come anonime comparse sociali al servizio di altri! Aprirsi alla società civile con le nostre professionalità per far giungere la peculiarità del nostro impegno di operatori socio-culturali, di “leader globali nella comunità”.  La nuova frontiera del lionismo passa per una diversa cultura del servire. “Così facendo, secondo l’illuminato pensiero del compianto Osvaldo De Tullio espresso al Forum europeo del 1978 in Spagna, i Lions si renderebbero effettivamente benemeriti della civiltà e del progresso e contribuirebbero in maniera concreta alla diffusione dei principi e degli scopi del lionismo. Tutto ciò presuppone e richiede non un interesse passivo e inerte, ma un comportamento attivo, con conseguenze sulle realtà sociali in ogni direzione possibile per ottenere che gli scopi del lionismo  ricevano la massima attuazione”. Il PDG De Tullio, Uomo di profonda cultura, sollecitava dunque per il lionismo l’assunzione del ruolo di movimento di opinione, ruolo dal quale sono poi scaturite le configurazioni di movimento di proposta, di pressione, di cittadinanza umanitaria. Una tesi programmatica magnificamente elaborata dal PID Ermanno Bocchini e che rappresenta la bandiera del lionismo italiano. Con il “pessimismo della ragione (in...

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