Posts made in Aprile, 2018

IL  FISCO … BATTE  CASSA   

Posted by on Apr 16, 2018 in Fisco e Soldi | Commenti disabilitati su IL  FISCO … BATTE  CASSA   

IL  FISCO … BATTE  CASSA   

E’ partita la “stagione dichiarativa 2018”. L’Agenzia delle entrate ha messo a disposizione online la dichiarazione dei redditi precompilata relativa all’anno d’imposta 2017. Nel primo step per i contribuenti sarà possibile consultare via web la propria dichiarazione elaborata dall’Amministrazione finanziaria e controllare le informazioni che l’Agenzia delle entrate ha utilizzato per mettere a punto un modello (730/ 2018 e Redditi PF 2018) in gran parte già pronto per la presentazione. Dal prossimo 2 maggio sarà poi possibile accettare, modificare e inviare il modello 730 (riservato a lavoratori dipendenti, pensionati e titolari di reddito assimilati a quelli di lavoro dipendente) oppure rettificare il modello Redditi PF (redditi d’impresa, lavoro autonomo, redditi diversi) che, invece, potrà essere trasmesso dal 10 maggio. I termini di presentazioni scadono rispettivamente il 23 luglio e il 31 ottobre 2018. Di anno in anno diventa sempre più cospicuo ed esauriente il flusso dei dati a disposizione del Fisco ai fini della precompilata che, dopo un rodaggio iniziale di alcuni anni, sta entrando sempre più da protagonista nel difficile rapporto con il contribuente. A testimoniare il successo di questa operazione sono i numeri forniti dall’Agenzia delle entrate: in tutto, più di 925 milioni sono le informazioni comunicate via web al “cervellone fiscale”per il 2017, con un incremento del 3,5% rispetto ai dati inviati nell’anno precedente. Si spazia dalle certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi agli interessi passivi per mutui, dalle spese universitarie e relativi rimborsi alle spese sanitarie, a quelle per le ristrutturazioni e il recupero del patrimonio edilizio, dai premi assicurativi sulla vita mortis causa e infortuni ai contributi previdenziali e assistenziali, dalle spese veterinarie a quelle funebri. Fra le new entry nel modello precompilato ci sono le rette degli asilo nido e i dati sulle erogazioni liberali a Onlus e associazioni/fondazioni di promozione sociale. Ogni contribuente può accedere direttamente alla propria precompilata tramite il Sistema pubblico per l’identità digitale (Spid), i servizi telematici dell’Agenzia delle entrate (Fisconline), oppure utilizzando il Pin rilasciato dall’INPS o la Carta nazionale dei servizi (Cns). Entro cinque giorni dall’invio telematico, l’Agenzia rilascerà un’apposita ricevuta con la data di presentazione della dichiarazione e il riepilogo dei principali dati contabili.  Qualora dalla dichiarazione emerga un credito o un debito d’imposta, il relativo rimborso o trattenuta sarà operato dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico nella busta paga o nella rata di pensione a partire, rispettivamente, da luglio e agosto/settembre 2018. Tutto ok? Non proprio. Sul tappeto il problema di sempre: la complessità del nostro ordinamento tributario.  Un labirinto di regole non sempre di facile interpretazione che, alla vigilia del nuovo appuntamento, impongono una seria riflessione per una riforma fiscale non più differibile.  Da anni si opera con una frantumazione della legislazione tributaria e  un proliferare della normativa  che è causa non solo di uno scadimento qualitativo della legislazione ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio della certezza del diritto, divenuta una chimera! Il contrasto all’evasione fiscale, che in Italia ha raggiunto livelli patologici con ricadute sull’economia del Paese, va condotto con una normativa chiara, estremamente semplice. Più complicato è un sistema fiscale, più facile sarà nascondere reddito nelle sue pieghe oscure, anche in termini di elusione. Sarebbe ora di voltare pagina e mettere al centro, sul piano legislativo, l’obiettivo di una profonda semplificazione con un taglio netto di balzelli e inutili adempimenti.  Ciò di cui il Paese ha bisogno, soprattutto in un periodo di lenta ripresa economica, è un fisco che oltre a ridurre la pressione fiscale sostenga la crescita per aggredire l’ingombrante debito pubblico. Dal Governo che verrà, dopo le tante promesse elettorali, si attendono ora i...

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LA SFIDA DI SPECIAL OLYMPICS   

Posted by on Apr 16, 2018 in La nostra Società | Commenti disabilitati su LA SFIDA DI SPECIAL OLYMPICS   

LA SFIDA DI SPECIAL OLYMPICS   

“Che io possa vincere, ma se non riuscissi che io possa tentare con tutte le mie forze.” E’ il giuramento solenne che il prossimo 27 aprile pronunceranno a Varese i 700 atleti con disabilità intellettive che parteciperanno ai Giochi regionali estivi di Special Olympics 2018 cimentandosi in dodici differenti discipline sportive: basket, golf, nuoto, bowling, tennis, ginnastica, calcetto, bocce, badminton, atletica leggera, pallavolo ed equitazione. Un evento di grande significato: lo sport come mezzo per favorire la crescita personale, l’autonomia e l’inclusione sociale della persona con disabilità intellettiva. Un processo di integrazione dai profondi risvolti umani.  E’ questa la mission di Special Olympics, “programma di allenamento sportivo e competizioni atletiche per le persone, ragazzi e adulti, con disabilità intellettive”, fondato nel 1968 da Eunice Kennedy negli USA e riconosciuto dal Comitato olimpico internazionale (CIO). Una risposta alla solitudine e alla emarginazione di chi è rimasto in credito con la vita per un sorriso non ricevuto da una società  distratta da falsi valori.  Nel mondo sono circa 180 i Paesi che aderiscono a Special Olympics che, grazie al prezioso contributo di oltre un milione di volontari, realizza annualmente più di centomila grandi eventi ai quali prendono parte cinque milioni di atleti. Una corsa ad ostacoli esaltata dalle imprese sportive di atleti speciali che restituiscono all’aridità quotidiana i valori fondamentali della vita. E saranno  questi atleti che animeranno la cerimonia inaugurale dei Giochi al PALA2A di Varese dove arriverà la Torch Run, la staffetta di tedofori che dai Giardini Estensi porterà la torcia olimpica, simbolo di pace e solidarietà universale, fino al palazzetto di Masnago. Una cerimonia spettacolare presentata da Paola Saluzzi e Pier Bergonzi, una “festa carica di gioia con tanta musica e immagini”, curata dall’equipe di Valerio Festi, “per proporre qualcosa che rimarrà nella memoria della città”, come si augura Lella Ambrosetti, organizzatrice e membro del board nazionale di Special Olympics Italia. Per atleti, tecnici, familiari e volontari (una previsione di circa 2500 persone) sarà davvero un’emozione indimenticabile, legittimata dalla presenza di tanti campioni dello sport del passato: Rivera, Anastasi, Basso,  Martinenghi, Ossola, Pozzecco, Bulgheroni, Meneghin, Luini, Croce. Una parata di stelle per far volare in alto la solidarietà, un vento che soffierà forte anche sulle altre città che ospiteranno gli atleti: Gallarate, Tradate, Casorate Sempione e Arsago Seprio. Nelle parole di Giulio Velati, direttore regionale Lombardia di Special Olympics Italia, animatore infaticabile della manifestazione, la lettura autentica dei Giochi: “Lo sport può ridare la dignità a persone che rischiano di restare ai margini e regalarci uno spaccato di profonda umanità che ci fa capire che ogni ostacolo può essere superato per vincere tutti insieme la partita della vita.” Un messaggio chiaro, rivolto a tutte le componenti sociali del territorio “affinchè questi Giochi possano essere un momento  di sensibilizzazione per instaurare rapporti duraturi e proficui con una realtà quasi sempre avvolta nel silenzio e nella malinconia di pochi.” Conto alla rovescia dunque per un evento straordinario che si concluderà a Gallarate, in Piazza Libertà, domenica 29 aprile, con l’esibizione degli artisti  del “Coro Divertimento Vocale”, un organico musicale di circa cento elementi, diretto da Carlo Morandi, fiore all’occhiello della “Città dei due Galli”. Effetti speciali per un’edizione dei giochi che sarà ricordata anche per la sua colonna sonora. L’inno degli Special Olympics di Varese porta la firma del compositore gallaratese Luca Chiaravalli, coautore della canzone vincitrice di Sanremo 2017, “Occidentalis Karma” di Francesco Gabbani. In collaborazione con Andrea Bonomo e Gianluigi Fazio, ha regalato agli organizzatori la canzone FUNtastic, “una canzone dance, facile da cantare, una canzone per i supereroi dei giochi”, nello spirito cioè del pensiero del Presidente...

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UN’ ITALIA  CREDIBILE  IN  EUROPA     

Posted by on Apr 6, 2018 in Sull'Europa | Commenti disabilitati su UN’ ITALIA  CREDIBILE  IN  EUROPA     

UN’ ITALIA  CREDIBILE  IN  EUROPA     

Quale Italia per l’Europa? Accantonata ogni mirabolante promessa elettorale, si torna alla realpolitik. Per il Governo che verrà c’è il problema di sempre: il ruolo dell’Italia nel  processo di integrazione europea. Un’Italia che  dopo il voto del 4 marzo risulta politicamente unificata attorno a suggestioni sovraniste per effetto di una precisa scelta elettorale che è espressione della diffusa insicurezza economica (al Sud) e territoriale (nelle regioni del Nord). Nell’elettorato è prevalso un giudizio negativo sulle politiche comunitarie di austerità e sulle mancate risposte alle pressioni migratorie, a conferma di una percezione largamente negativa dell’Ue.  Dopo il voto tedesco e soprattutto quello austriaco, con esiti non proprio rassicuranti per il futuro dell’Unione registrati anche in Olanda, nella Repubblica Ceca e in Slovenia, il voto italiano è una chiara denuncia contro l’Europa intergovernativa che ha causato gerarchie di potere fra i governi nazionali, cancellando di fatto l’interdipendenza (Europa sovranazionale) sancita con il Trattato di Maastricht del 1992. Una latitanza istituzionale che sul piano economico ha favorito gli interessi dei Paesi forti, Germania e i “falchi” del Nord, paladini della stabilità e del  rigore, e non della crescita. Sul piano legato al fenomeno migratorio, l’assenza dell’Ue sui controlli delle frontiere e dei flussi ha favorito i Paesi meno esposti ai processi migratori, quelli “predominanti” nelle segrete cose di Bruxelles, lasciando altri, Italia in primis, in un … mare di problemi! Il fallimento dunque del progetto originario di un’Europa unita nel segno della solidarietà con il conseguente rafforzamento di spinte sovraniste sulla scia di una generalizzata protesta popolare, un mix di populismo e di nazionalismo. Ma la partita certamente più importante è quella che si gioca sul terreno economico-monetario. E’ qui che, a causa della mancata previsione di meccanismi mutualistici di salvaguardia, le tensioni dei mercati finanziari si sono trasferite sui debiti sovrani e viceversa, con un effetto domino che ha generato instabilità soprattutto in quei Paesi, come l’Italia, in forte ritardo sulle riforme strutturali. I grandi sacrifici imposti al Belpaese dalla corsa alla moneta unica avevano riscattato la nostra immagine di “sorvegliati speciali”, finiti da tempo sul banco degli imputati per le svalutazioni competitive, l’inflazione fuori controllo, i tanti aiuti di Stato in odore clientelare. Ma raggiunto l’obiettivo dell’euro abbiamo perso di vista il debito pubblico, un macigno sui conti pubblici che continua fortemente a pesare in un precario quadro economico reso ancor più fragile dalla grande crisi del 2008. Un macigno che condizionerà la futura governance del Paese  nella stagione di rilancio dell’Unione europea con l’asse franco-tedesco pronto a promuovere l’integrazione  fiscale, finanziaria e politica dell’Eurozona. Un disegno di ampio respiro al quale non potrà mancare il contributo dell’Italia, in un momento particolarmente importante per il futuro dell’Europa, nella consapevolezza che l’alternativa all’integrazione non sarà il ritorno alla piena sovranità nazionale, ma la balcanizzazione del Vecchio continente con il dilagare di piccole patrie regionali incapaci di incidere sulle dinamiche continentali e ancor meno fronteggiare con successo la globalizzazione. Per chi si insedierà a Palazzi Chigi è il momento delle scelte strategiche. L’Italia, nonostante la ripresa in corso, stenta a decollare nell’Eurozona: il più basso tasso di crescita da venti anni, la minore produttività, il terzo debito del mondo. Per avere voce in Europa, per trovare ascolto a Bruxelles, per rinegoziare trattati e vincoli serve un Governo forte con una chiara linea d’azione per non finire dentro la camicia di forza (Grecia docet!) che gli sarà confezionata da chi ne teme il contagio di possibili destabilizzazioni. Un Governo animato di euroscetticismo e non di spirito di collaborazione con le autorità comunitarie rischierebbe di far saltare il banco e ipotecare per il Paese...

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