Posts made in Maggio, 2018

CRISI  POLITICA  E  ISTITUZIONALE

Posted by on Mag 31, 2018 in La nostra Società | Commenti disabilitati su CRISI  POLITICA  E  ISTITUZIONALE

CRISI  POLITICA  E  ISTITUZIONALE

Si è chiuso all’imbrunire di una domenica di maggio, nelle austere sale del Quirinale, il Libro dei sogni con le mirabolanti promesse elettorali. E’ stata scritta la parola fine a ottantaquattro giorni di lunghe trattative che hanno evidenziato, con il “casus belli” del ministro dell’Economia, le contraddizioni di un illusorio  “contratto di governo” farcito di euroscetticismo.  Taglio delle tasse, assistenzialismo, crescita in deficit in barba ai vincoli e ai trattati europei: un mix pericoloso per il precario quadro economico-finanziario del Paese. Contrarre debito pubblico, sforando il tetto del 3%  del rapporto deficit/Pil, significa firmare una nuova cambiale da far pagare alle future generazioni, significa sfidare i mercati per la sostenibilità finanziaria dei nostri conti e la credibilità internazionale della nostra governance politica. Spread alle stelle, capitali in fuga con rovinose ricadute sull’ economia che smette di crescere, sulla produttività e la competitività delle imprese che si arresta, sui livelli occupazionali al ribasso. Famiglie e risparmiatori  in difficoltà. Prima di oltraggiare la Costituzione e il suo fedele garante che, nel rispetto di precise prerogative, l’ha difesa sul piano istituzionale, gli statisti del “rinnovamento”, per fugare i timori crescenti di rischi economici e finanziari, avrebbero dovuto indicare le risorse per sterilizzare l’aumento dell’Iva, per fronteggiare le minore entrate dalla flat tax, per sostenere il reddito di cittadinanza e la riforma della Legge Fornero. Un fabbisogno di bilancio di oltre 100 miliardi di euro. Qualcuno avrebbe dovuto rassicurare i partner europei, nella consapevolezza che gli interessi nazionali non si difendono con le crociate contro l’Europa, contro i “cattivi eurotecnocrati” di Bruxelles, contro le agenzie di rating che ci ricordano il gigantesco debito pubblico del 132% del Pil! Si rimane isolati nella richiesta di revisione dei Trattati per “un’Europa diversa, più forte ma più equa”. Non scarichiamo sugli altri i nostri mali causati da anni di allegra finanza, di latitanza politica, di improvvisazione programmatica o, ancor peggio, di mancanza di ogni progettualità politica ed economica. Per uscire dalla gabbia del patto di stabilità europeo e del fiscal compact con il pareggio di bilancio blindato nella Costituzione non servono scomposte spallate ma negoziati da condurre con responsabilità e lucido pragmatismo. Al “nazionalismo da talk show” e ai “sovranismi anarcoidi” si risponde con la presenza nei luoghi dove si decide e non con minacce e proclami al popolo! L’instabilità economica e politica potrebbe avere costi devastanti per la comunità nazionale. Un salto nel...

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FESTA  DELL’ EUROPA  

Posted by on Mag 16, 2018 in Sull'Europa | Commenti disabilitati su FESTA  DELL’ EUROPA  

FESTA  DELL’ EUROPA  

Di acqua sotto i ponti della Senna a Parigi ne è passata tanta dal 9 maggio 1950, il giorno della dichiarazione di Robert  Schuman al Quay d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri:  “La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative all’altezza dei pericoli che ci minacciano”. Un progetto di cooperazione, un appello ai paesi europei per un comune percorso di pace e progresso. Dopo i lutti e le distruzioni della guerra, spuntava l’alba di una nuova Europa, era l’inizio del processo d’integrazione europea. E nel ricordo di quello storico evento, il 9 maggio di ogni anno nei paesi membri dell’Ue si festeggia la “Giornata dell’Europa”. Ma nell’attuale contesto comunitario, segnato da un crescente euroscetticismo, è  difficile immaginare il futuro politico-istituzionale dell’Ue.  L’Europa non fa più sognare. Incertezze e contraddizioni avvolgono la governance europea la cui irrilevanza politica è stata messa a nudo dalla grave crisi economica di questi anni. La crisi ha colpito la precaria struttura istituzionale disegnata dal Trattato di Maastricht che ha separato la politica monetaria (affidata a un’istituzione sovranazionale) dalle politiche economiche (riservate alle decisioni  dei Paesi  membri). Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza identità politica e priva di un governo capace di rispondere alle attese dei cittadini. Un’opera incompiuta,   con una moneta unica e una politica monetaria nell’eurozona a cui non corrisponde una unione bancaria, economica  e fiscale. Manca un patto fondante in forza del quale lo stare insieme, il decidere insieme, l’agire insieme siano un autentico collante per poter parlare al mondo intero con una sola voce. L’Ue continua a essere un elefante che si muove lentamente sullo scacchiere internazionale con problemi  anche al suo interno, con alcuni Stati  contrari a ogni  forma di integrazione politica.  E’ un’Europa che ha smarrito l’originario spirito unitario dei Padri fondatori con le sue spinte federaliste soppiantato da pulsioni nazional-populiste. Un sovranismo alimentato dalla sordità dell’establishment al diffuso disagio sociale. I governi dei singoli Paesi intenti solo a difendere rendite di posizione o a inseguire disegni egemonici nel segno di anacronistici egoismi nazionali. Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione. La comune casa europea  ha bisogno urgente di restauri! E’ ora di aprire il cantiere delle riforme attraverso la revisione dei Trattati  per disegnare  una diversa architettura istituzionale dell’Ue, superando  ogni deficit di responsabilità e di efficienza (eliminazione del diritto di veto). Rendere cioè più solida e democratica  “casa Europa”, riconoscendo al Parlamento di Strasburgo, che rappresenta i cittadini europei, il  controllo sull’azione di governo della Commissione. Nei mesi scorsi la Commissione del Presidente Juncker  ha presentato un piano di riforma dell’Eurozona: il varo di un bilancio della zona euro, la trasformazione del fondo salva-Stati Esm  in Fondo monetario Ue da usare sia per salvare gli Stati sia per coprire il fondo salva-banche con relativa gestione a livello comunitario, la nomina di un super-ministro dell’economia e delle finanze  e infine l’integrazione del Fiscal compact nella legislazione dell’ Ue.  Ma è stato un  “ballon d’essai”, una fumosa azione di Bruxelles per rompere i lunghi silenzi operativi. Sul tappeto problemi importanti. In primis il completamento dell’unione bancaria che si basa su una vigilanza unica della Bce, su un meccanismo unico di risoluzione creditizia e su un’assicurazione in solido dei depositi bancari. Punto quest’ultimo sul quale manca l’accordo dei Ventotto per i forti timori della Germania e dei Paesi del Nord di mutualizzare il debito pubblico. Sotto la spinta dell’asse franco-tedesco, entro giugno dovrebbe vedere la luce una  road map congiunta estesa alle tante questioni comunitarie  in agenda. Sarebbe un primo segnale di rilancio del progetto europeo. Se pur...

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AUMENTO IVA? NO, GRAZIE!  

Posted by on Mag 16, 2018 in Fisco e Soldi | Commenti disabilitati su AUMENTO IVA? NO, GRAZIE!  

AUMENTO IVA? NO, GRAZIE!  

Sulla finanza pubblica aleggia minaccioso l’aumento dell’Iva. Un pacchetto fiscale da incubo: l’aliquota ridotta del 10% passerà all’11,5% nel 2019 e al 13% nel 2020, mentre quella ordinaria del 22% passerà al 24,2% l’anno prossimo, al 24,9% nel 2020 e al 25% nel 2021 (la più elevata in Europa).  Per la ripresa dei consumi, ancorata a una debole crescita economica, potrebbe essere il colpo fatale, con effetto domino sulla produzione e sui livelli occupazionali. Le variazioni dell’Iva peserebbero in media 317 euro sulla spesa delle famiglie, in Lombardia oltre 410 euro. A risentirne in misura maggiore sarebbe la spesa alimentare che nel 2017 ha invertito il trend dopo cinque anni di valori negativi con un balzo del 3,2%. Dopo le spese per l’abitazione, quelle destinate all’alimentazione con i beni di prima necessità rappresentano la principale voce del budget delle famiglie che, in caso di aumenti dell’Iva, rischierebbero uno stop, con pericolose ricadute. E problemi potrebbero esserci anche per le botteghe artigiane e i piccoli commercianti, visto che la stragrande maggioranza dei rispettivi fatturati è attribuibile alla domanda interna. In attesa che il nuovo Governo esca … dall’incubatrice e veda finalmente la luce, si rincorrono le voci sul primo intervento del futuro esecutivo per scongiurare l’aumento dell’Iva. Dopo le bufale elettorali con promesse mirabolanti prive di copertura finanziaria, è giunta l’ora della realpolitik. Il Governo Gentiloni, prima di lasciare Palazzo Chigi, ha approvato il Documento di economia e finanza (Def), un documento che si limita all’aggiornamento delle previsioni macroeconomiche del Paese e del quadro di finanza pubblica tendenziale che ne consegue, rinviando alla Legge di bilancio di fine anno la scelta delle politiche per il quadro programmatico. Smaltita l’ubriacatura della campagna elettorale con i folli impegni di spesa, per il futuro inquilino di Palazzo Chigi scatterà la caccia al tesoro per sterilizzare le clausole di salvaguardia che, attraverso rinnovi successivi, ci trasciniamo dall’estate 2011 per coprire spese pubbliche già impegnate. Ci sarà bisogno di una manovra di bilancio da 18 miliardi, di cui ben 12,4 miliardi per scongiurare nel 2019 il rischio Iva. Ne serviranno altri 19,1 miliardi per il 2020. Un’operazione che, comprimendo ogni politica espansiva, riduce la Legge di bilancio a un documento povero di investimenti e ricco di tagli! C’è da sperare che il “direttorio” dei due  candidati al governo del Paese focalizzi bene tale emergenza finanziaria. I rispettivi programmi elettorali hanno fornito scarse indicazioni su dove trovare risorse adeguate, se non un generico riferimento alla leva del deficit (Pil permettendo), accompagnata dalla spending review e dalla razionalizzazione degli sconti fiscali (“tax expenditures”), con buona pace di ogni crociata contro il fisco pigliatutto! Per i conti pubblici si annuncia un autunno particolarmente caldo. Si prospetta una manovra finanziaria  impegnativa che richiederà un governo autorevole per prepararla e una maggioranza coesa in grado di sostenerla in Parlamento. Un difficile banco di prova con la precisa avvertenza del vice presidente della Commissione Ue Valdis Dombrovskis: “è importantissimo per l’Italia attenersi ai target di bilancio, riduzione di deficit e di debito”. C’è inquietudine in Europa sulla tenuta del nostro debito se il nuovo Governo alzasse il deficit o rendesse più costoso il sistema pensionistico. Si ripresenta puntualmente il copione di primavera che caratterizza gli ultimi anni le politiche economiche del Belpaese: i nostri conti pubblici sotto esame per le relative misure di risanamento, in primis per azzerare il rischio dell’aumento dell’Iva. La risposta potrà venire da un Governo insediato con pieni poteri, espressione di credibilità politica  internazionale e di coerenza con gli impegni comunitari presi. Mercati e spread sono in agguato! Sarebbe un brutto risveglio per imprese, famiglie e...

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L’ EUROPA  DEI  SOVRANISMI

Posted by on Mag 6, 2018 in Sull'Europa | Commenti disabilitati su L’ EUROPA  DEI  SOVRANISMI

L’ EUROPA  DEI  SOVRANISMI

Forti venti di euroscetticismo soffiano su tutta l’Europa, confermati dal voto tedesco, da quello austriaco e più di recente da quello nell’Ungheria di Orban.  Il sovranismo è divenuto  la stella polare per l’identità politica per la maggior parte degli europei che manifestano un rigetto crescente verso i partiti tradizionali. Un rigetto che affonda le sue radici nello smarrimento del ceto medio, della vecchia classe operaia, nelle  difficoltà occupazionali dei giovani. E’ in questo spazio di precarietà che nascono e crescono i movimenti nazional-populisti che si alimentano delle suggestioni sovraniste, azzerando di fatto quella solidarietà che in Europa aveva accomunato tutte le forze politiche alla fine della seconda guerra mondiale e su cui era stato edificato il sogno di un’ Europa unita, disegnato nello storico Manifesto di Ventotene da Altiero Spinelli. Insicurezza economica e disagio sociale rafforzano la domanda di sovranità, quella che Luigi Einaudi defini’  il “mito funesto”. Spaventati dalle conseguenze di una lunga crisi economica, delusi da una politica poco protettiva e dai partiti tradizionali non più connessi con i bisogni e le aspettative della gente, in mezza Europa si inseguono le sirene del populismo. Un tema caldo che ha fortemente appassionato il Presidente francese Macron intervenuto la scorsa settimana all’Europarlamento di Strasburgo. Chiare e ferme le sue parole: “La risposta all’euroscetticismo non è la democrazia autoritaria del populismo, ma l’autorità della democrazia. Dobbiamo combattere per difendere la sovranità europea condivisa dalle pulsioni nazionaliste e dai sistemi illiberali e rilanciare il progetto europeo.” A un anno dalle elezioni europee, la strada da percorrere è dunque quella della sovranità condivisa e della interdipendenza delle politiche che devono costituire i criteri fondamentali di una governance responsabile per assicurare sviluppo economico, identità e sicurezza. Nessun Paese europeo può garantire, da solo, la effettiva indipendenza delle proprie scelte. Nessun ritorno alle antiche sovranità, agli antichi nazionalismi potrà garantire ai cittadini europei pace, sicurezza, e benessere. Al di là dei demagogici proclami per catturare consensi elettorali,  l’alternativa all’integrazione fra i popoli non sarà il ritorno alla sovranità nazionale, ma la balcanizzazione del Vecchio Continente con il dilagare di piccole patrie regionali incapaci di incidere sulle dinamiche continentali e ancor meno fronteggiare con successo i guasti della  globalizzazione. Sarebbe alto il prezzo da pagare per conquistare una “sovranità tradita” per un populismo che, coltivando una promessa che non potrà essere mantenuta (“le leve del potere sono altrove”), ripudia la democrazia rappresentativa fondata sulla delega, sulla centralità del Parlamento e sulla separazione dei poteri. Non si possono assecondare timori e paure ricorrendo  alle scorciatoie sovraniste.  Un rischio in termini storici ed economici. L’Europa deve valorizzare la propria identità culturale,  rilanciare politiche economiche espansive  e di crescita, recuperare, in un momento di grandi tensioni sullo scacchiere  internazionale, la centralità politica del suo ruolo.  Un salto di qualità per fermare gli egoismi nazionali e fronteggiare la miopia politica di chi, avendo perso ogni memoria storica, dimentica i lutti e le distruzioni dei nazionalismi del XX secolo. uale Per scacciare i fantasmi del sovranismo e diradare la fitta nebbia delle incertezze e delle contraddizioni che avvolge l’Ue, serve ritrovare in fretta l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori  e soprattutto mettere fine ai tanti compromessi al ribasso di un’Europa intergovernativa priva di un governo capace di rispondere alle attese dei cittadini. Serve un’Europa forte e credibile per rispondere alle nuove sfide mondiali con soggetti politici nuovi, per seguire con unità dì azione la via del futuro, nel segno di una reale integrazione...

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