Posts made in Giugno 21st, 2018

LA DEBOLEZZA DELL’ EUROPA    

Posted by on Giu 21, 2018 in Sull'Europa | Commenti disabilitati su LA DEBOLEZZA DELL’ EUROPA    

LA DEBOLEZZA DELL’ EUROPA    

La vicenda dell’Aquarius ha messo a nudo, ancora una volta, la debolezza dell’Europa, la sua latitanza dinanzi a un dramma umanitario che investe i principi fondanti su cui è stata edificata l’idea di Europa unita. E’ stato sollevato il velo delle ipocrisie, scoperchiato il vaso delle doppiezze e ambiguità europee sulla spinosa questione dei migranti. Dal prossimo Consiglio europeo del 28 e 29 giugno a Bruxelles si attendono decisioni chiare per uscire da una pericolosa impasse, ma è forte il rischio del solito compromesso al ribasso! E’ in gioco il futuro dell’Ue. Il mancato accordo sulla revisione del Regolamento di Dublino del 1990  potrebbe infatti far saltare anche gli altri temi in agenda: riforma dell’eurozona, bilancio comune, unione bancaria. Con buona pace dello sbandierato europeismo del presidente francese Macron, un europeismo di facciata con una solidarietà che si ferma al confine di Ventimiglia, fra abusi e goffe accuse all’Italia di “irresponsabilità e cinismo”. Già rimossi i disastri in Libia di Nicolas Sarkozy! In un clima di antieuropeismo ammantato di sovranismo,  l’Europa sembra aver smarrito la bussola della storia, un’Europa che non fa più sognare, un’Europa che alimenta inquietudini, crea insicurezze, paure, crisi di identità nazionali. Nel rifiuto dell’Europa sono confluite irrazionalmente antiche e nuove contraddizioni: rigurgiti di anacronistici nazionalismi, paure xenofobe, voglia di protezionismo economico! Si pagano a caro prezzo gli inquietanti silenzi di Bruxelles che, perdendo ogni contatto con la mutata realtà comunitaria, ha preferito minimizzare i problemi dei cittadini europei, le loro ansie, le crescenti disuguaglianze socio-economiche. E’ giunta l’ora di una responsabile autocritica.  L’Europa deve intraprendere un’azione drastica per recuperare autorevolezza internazionale e, attraverso un diverso coordinamento della politica comunitaria, avvicinarsi ai problemi reali della gente. Far progredire cioè il “visionario progetto” europeo dei suoi Padri fondatori verso un livello minimo di integrazione politica nella consapevolezza che, nonostante limiti e difetti, l’Europa resta una scelta obbligata nell’era della globalizzazione. Un soggetto politico efficiente, vivibile per tutti,  ben inserito in un contesto storico-economico in continua evoluzione. Scongiurando così una disastrosa crisi istituzionale che non conviene a nessuno. Basta vedere il rovescio della medaglia: cosa accadrebbe ad ognuno degli attuali “condomini” dell’Europa senza la comune “casa europea”? Quale sarebbe il loro peso, come andrebbero le loro economie e le loro monete nazionali? Quale sarebbe la coesione sociale del Vecchio Continente? Se ne facciano una ragione i...

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IL  MAL  DI  SPREAD

Posted by on Giu 21, 2018 in Fisco e Soldi | Commenti disabilitati su IL  MAL  DI  SPREAD

IL  MAL  DI  SPREAD

Luna di miele movimentata  per la coppia Di Maio-Salvini. Il “governo del cambiamento” del Presidente Conte, dopo la fiducia in Parlamento, è chiamato ora  a vincere la sfiducia dei mercati. Resta da chiarire la rotta che s’intende seguire sul debito pubblico il cui aumento causerebbe il declassamento del “merito creditizio” del Paese da parte delle agenzie di rating e quindi lo stop della Bce per l’acquisto dei nostri Btp. L’Italia rischierebbe l’uscita dal “livello sicuro” di investimento con effetto domino  sulla tenuta dei conti pubblici.  Con la chiusura del “quantitative easing” da parte della Bce, che compra 30 miliardi di euro al mese di bond governativi, il Paese si troverebbe ad affrontare le speculazioni degli investitori internazionali per recuperare le risorse necessarie a  rifinanziare il debito in scadenza (420 miliardi di euro nel 2019). La spesa corrente dello Stato dal 2013 è stata tagliata di quasi il 3% del Pil e il surplus di bilancio, prima di pagare gli interessi sul debito, resta tra i più alti d’Europa. Negli scambi con il resto del mondo l’Italia lo scorso anno ha registrato un surplus per 47 miliardi di euro. Ma, a causa dell’enorme debito pubblico (132% del Pil), il secondo in Europa, il terzo nel mondo, basta un venticello per  farci improvvisamente cadere nel panico finanziario. In agguato  il “grande fratello”: lo spread, il “termometro della fiducia dei governi”, ossia il differenziale tra il rendimento del Btp decennale, il titolo rappresentativo del debito pubblico italiano, e il Bund decennale tedesco, che per la sua bassa rischiosità è  considerato titolo di riferimento per il mercato. L’Italia, con spese annue che superano il 30% le entrate, ricorre a investitori e banche per coprire il debito pubblico che, se non garantito da una governance politica credibile, può incidere sull’ affidabilità dello Stato, sulla sua solvibilità per scongiurare la quale e attrarre nuovi capitali si è obbligati ad alzare il rendimento, ossia il saggio d’interesse con ulteriore crescita del debito. Una variazione in aumento dell’1% significa 25 miliardi di euro l’anno, pari a una manovra finanziaria, e quindi meno risorse per servizi pubblici, riduzione di tasse e costo del lavoro. Ma significa anche mutui e prestiti più cari per famiglie e imprese,  il che accresce il rischio delle banche, diminuisce la loro propensione al credito. Da qui il crollo dei titoli bancari appesantiti dalla grande quantità di Btp in portafoglio. In un mercato in fibrillazione tanti i  dubbi sulle prospettive economiche del Paese: risparmi e investimenti, e quindi i conti pubblici,  si tutelano con azioni di governo responsabili senza rincorrere sogni...

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