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IL CORONAVIRUS E IL RUOLO DELL’EUROPA  

Posted by on Mar 5, 2020 in La nostra Società | Commenti disabilitati su IL CORONAVIRUS E IL RUOLO DELL’EUROPA  

IL CORONAVIRUS E IL RUOLO DELL’EUROPA  

Sospendere Schengen e la libera circolazione delle persone, rischi di recessione, tensioni fra stati membri e vertici comunitari: un mix esplosivo generato dal coronavirus, l’epidemia esplosa in Cina e arrivata in Europa “grazie” a un doppio focolaio tra Lombardia e Veneto. Reazioni nazionali scoordinate, trasparenza solo a macchia di leopardo e, in alcuni casi, tanta improvvisazione. Di fronte a un’epidemia globale l’Ue non ha protocolli comuni di prevenzione e sicurezza, né ha standard sanitari vincolanti e validi per tutti.  Con la diffusione del contagio e il moltiplicarsi di casi accertati nel perimetro europeo, si alza con crescente… virulenza la pressione su Bruxelles per una risposta unitaria alla emergenza sanitaria. Aumenta la disinformazione sul ruolo dell’Europa. Se l’Unione europea non ha avuto una voce unica nella gestione del Covid-19 è perché non può averla. La Sanità è una prerogativa degli Stati membri, effetto del Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 che, in materia di sanità pubblica, sancisce un chiaro principio: “l’azione dell’Unione completa le politiche sanitarie nazionali, incoraggiando la cooperazione fra gli Stati membri, nel rispetto della loro organizzazione per la fornitura di servizi sanitari e di assistenza medica.”       Il potere di azione dell’Ue in questo frangente si sviluppa in due ambiti: quello della protezione della salute, un’azione di affiancamento tecnico e finanziario a sostegno della ricerca, della prevenzione e del controllo delle malattie, e quello della protezione civile, nel quale l’Ue ha un potere di coordinamento. In particolare, l’Ue finanzia le misure preventive e di contrasto contro le minacce alla salute nei punti di ingresso (porti, aeroporti e frontiere). Il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), la principale agenzia europea in materia, con il supporto dell’Agenzia europea per i medicinali, svolge funzioni di direzione tecnico-sanitaria in materia di valutazione e gestione dei rischi con allineamento dei criteri diagnostici e dei dati inerenti i casi di contagio. Dallo scoppio dell’epidemia l’Ue ha stanziato fondi per un totale di 232 milioni di euro, in parte destinati all’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), altri destinati alla ricerca sul virus, nonché alla realizzazione di azioni di monitoraggio e diagnosi precoce. Una prima risposta, almeno sul piano economico e geopolitico, alla crisi del coronavirus che ha causato grosse perdite sui mercati finanziari mettendo sotto pressione i sistemi economici e produttivi di molti Paesi, dall’Italia alla Francia, alla Germania, con aggravamento delle condizioni economiche di milioni di famiglie. Resta irrisolto il problema di fondo: la mancanza di una cabina di regia, di una voce politica delle istituzioni europee, di una task force con competenze trasversali capace di trattare l’impatto dell’epidemia in ogni suo aspetto. E’ ora di riscrivere le attribuzioni dell’Ue e agire con una decisione politica condivisa dei governi nazionali in favore di una maggiore responsabilità affidata alle Istituzioni comunitarie in situazioni di emergenza, per non ingenerare confusione e individuare chiaramente le responsabilità. Un coordinamento più esplicito e politicamente più visibile, pur nel rispetto delle prerogative nazionali, ridurrebbe le tentazioni di procedere in ordine sparso nell’affrontare un problema che purtroppo è comune e non conosce confini. L’emergenza sanitaria, come quella climatica, non si ferma alle frontiere. “La sanità globale, ha scritto Sabino Cassese sul Corriere, è un bene troppo importante per lasciarlo nelle sole mani degli Stati, prigionieri di risorgenti sovranismi, e dei servizi sanitari nazionali, necessari ma non sempre sufficienti.” La salute è un diritto umano fondamentale, assicurato a livello...

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MONETA ELETTRONICA, CROCE E DELIZIA

Posted by on Mar 2, 2020 in Fisco e Soldi | Commenti disabilitati su MONETA ELETTRONICA, CROCE E DELIZIA

MONETA ELETTRONICA, CROCE E DELIZIA

Pagamenti in contanti al via? No, stop. Il Governo nei giorni scorsi ha presentato alla Camera l’emendamento al decreto Milleproroghe che fa salve le spese effettuate in contanti dal 1° gennaio fino al 31 marzo 2020, in deroga al precedente obbligo di pagamento con mezzi tracciabili (assegni bancari o postali, carte di credito o bancomat). Tutto rinviato al 1° aprile. La moratoria di tre mesi per i bonus fiscali non tracciati è stata voluta dal Ministro dell’Economia Gualtieri per venire incontro alle richieste della Consulta dei Caf preoccupata dell’entrata in vigore delle nuove norme senza la necessaria informazione e preparazione di contribuenti e strutture. Tanta confusione, poche certezze. Anche se in ritardo, rispettate così le disposizioni dello Statuto dei diritti dei contribuenti che concede 60 giorni di tutela per adeguarsi ai nuovi adempimenti fiscali. L’obbligo della moneta elettronica per poter beneficiare delle detrazioni fiscali è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2020. Dal 1° gennaio scorso è scattato l’obbligo di uso di carte o bancomat per quasi tutte le spese detraibili dall’Irpef al 19%: interessi passivi mutui prima casa, spese scolastiche, funebri, assicurazioni rischio morte o invalidità, assistenza personale, sport bonus, trasporti pubblici, spese mediche e specialistiche effettuate privatamente, ecc. Nessun vincolo per le spese sostenute per l’acquisto di medicinali e dispostivi medici, prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche e da strutture private accreditate al SSN. Si tratta di una misura particolarmente importante per le casse dello Stato. Dall’obbligo di tracciabilità, infatti, la Legge di Bilancio ha previsto un maggior gettito pari a circa 860 milioni per il 2021 e 496 milioni per il 2022.     Una volta approvato l’emendamento governativo ed entrata in vigore la legge di conversione del decreto, dal prossimo 1 aprile, per poter beneficiare delle detrazioni fiscali, bisognerà dunque pagare le spese detraibili soltanto con strumenti elettronici. La tracciabilità dei flussi finanziari, secondo quanto illustrato nella relazione tecnica al collegato fiscale, “è finalizzata al contrasto del riciclaggio dei proventi illeciti e del finanziamento occulto al terrorismo nonché alla lotta all’evasione”. Un obiettivo quest’ultimo che sarà ulteriormente rafforzato dal 1° luglio con la “lotteria degli scontrini” e con i limiti progressivi di spesa tramite denaro liquido, attualmente fissato a 3mila euro. Le nuove soglie, oltre le quali si applica il divieto al trasferimento del contante fra soggetti diversi, sono 2mila euro dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, mille euro dal 1° gennaio 2022. L’Italia sarà così fra i 12 Paesi dell’Ue che prevedono limiti di legge: molto restrittivi in Francia, Portogallo e Grecia, del tutto assenti in Germania. Decollata l’operazione “guerra al sommerso”, resta sul tappeto la domanda di fondo: lotteria degli scontrini e moneta elettronica batteranno l’evasione fiscale nel Belpaese? Oltre 211 miliardi di euro nascosti al fisco, il 12% del Pil nazionale. L’Iva rappresenta un buco di circa 34 miliardi di euro, pari al 25% dell’evasione comunitaria. Una lotta impari che, al di là di ogni fantasioso “spauracchio”, richiede l’attivazione di strumenti di contrasto più efficaci: l’incrocio delle banche dati. Ma questa è tutta un’altra storia. ...

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