L’EUROPA E L’INVASIONE RUSSA IN UCRAINA
Riscrivere la storia del nuovo millennio e ridisegnare la carta geografica dell’Europa. E’ chiaro, nella sua drammaticità, l’obiettivo di fondo dell’invasione russa in Ucraina nella folle strategia di Putin. Al di là di ogni fallace giustificazione legata all’allargamento della Nato a Est e alle origini dell’Ucraina, “una Nazione inventata da Lenin”, la Federazione Russa del novello zar di San Pietroburgo agisce da tempo militarmente per alterare gli equilibri territoriali formatisi negli ultimi trent’anni. E’ il risultato di una precisa visione politica basata su un imperialismo che ha il “diritto” di ricostruire l’area continentale che era stata sotto il dominio dell’Unione Sovietica, la “grande Russia” pre-bolscevica. Dopo l’invasione della Georgia del 2008 e l’annessione della Crimea del 2014, l’aggressione all’Ucraina (Nazione indipendente dal 1991 grazie al 91% del voto popolare) si inserisce nella sanguinosa coerenza imperiale, in attesa di nuovi teatri di guerra nelle repubbliche del post 1990. E poco importa se per un malcelato delirio di onnipotenza del suo Presidente, la Russia continua a violare molti principi che reggono l’Onu: il rispetto della sovranità degli Stati, la regola dell’autodeterminazione dei popoli, l’obbligo di risolvere in modo pacifico le controversie e di non interferire con le competenze interne di altri Stati. Violati importanti accordi multilaterali regolarmente sottoscritti, come quelli istitutivi del Consiglio d’Europa e dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). Per il diritto internazionale, la Federazione russa è uno Stato fuori legge. Ma come reagire a uno “Stato canaglia”? Uno Stato che, sconfessando la visione Kantiana della “pace perpetua” diffusa nelle leadership politiche ed economiche europee con la fine della Guerra fredda e la caduta del Muro, ha messo a nudo la realpolitik dell’Ue con i suoi errori per non aver saputo riconoscere il “senso di insicurezza” creatosi a Mosca con la fine dell’Unione Sovietica, per non aver intercettato le frustrazioni dell’ex agente del Kgb, soverchiato dalla potenza cinese e sottovalutato dalla diplomazia occidentale, e il suo desiderio di riscatto geopolitico. Un revanscismo che con il sangue e le distruzioni in Ucraina, con il ricatto energetico ai “Paesi ostili” e la minaccia nucleare segna la sconfitta dell’Unione europea. In primis, della ex cancelliere tedesca Angela Merkel la cui politica di acquiescenza nei confronti di Mosca, avallata a livello comunitario, ha portato per quindici anni a ignorare il quadro strategico dell’Europa con i suoi limiti e le sue debolezze strutturali. Prioritaria la Russia, un “vicino di oltreconfine” da pacificare con la tecnologia e le merci tedesche e con la costruzione di Nord Stream 1 e 2, il gasdotto Russia-Germania di 1234 km sui fondali del Mar Baltico, aggirando e indebolendo Ucraina, Bielorussia e Polonia, in spregio delle richieste americane di irrobustire la spesa militare. Una politica miope che ha colpevolmente ignorato i rigurgiti nazionalistici all’ombra del Cremlino, l’ostinata determinazione di Putin di tornare alla dimensione imperiale rivendicata con fermezza alla Conferenza per la sicurezza di Monaco nel 2007 (riunificazione del “Mondo Russo” smembrato dallo scioglimento dell’URSS). Anni di apparente pacificazione, autocompiacimenti nelle cancellerie europee, ospitalità dorata allo zar (Berlusconi docet), il suo coinvolgimento nel G8, con la discussione di un partenariato. Uno scenario avvolto in un velo di ipocrisia. E ora, la guerra nel cuore dell’Europa! Inaspettata, imprevista, incomprensibile. Sanguinaria. Strage di civili, donne e bambini in fuga, città devastate, obiettivi sensibili colpiti, corridoi umanitari violati, carri armati all’assalto delle istituzioni. Putin sta giocando le sue carte con cinica freddezza. L’Unione europea si è risvegliata dal torpore che l’aveva indebolita, riscoprendo i suoi principi fondanti, la sua vocazione al dialogo, all’accoglienza, alla solidarietà, nel segno della condivisione, figlia della sofferenza e del sangue europeo del Novecento. Compatta,...
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