Posts made in Luglio, 2022

LA STRADA IN SALITA DEL PNRR

Posted by on Lug 28, 2022 in La nostra Società | Commenti disabilitati su LA STRADA IN SALITA DEL PNRR

LA STRADA IN SALITA DEL PNRR

Iniziato il conto alla rovescia per l’election day del 25 settembre. Per i partiti una corsa contro il tempo per definire programmi e alleanze inseguendo con la leadership i veti incrociati e le intenzioni di voto dei sondaggi. Sullo sfondo la grande incertezza del momento: la guerra in Ucraina, la crisi energetica, l’emergenza economica. E non sarà facile affrontare la campagna elettorale con le tante risposte da dare, e non soltanto a livello nazionale. E’ scaduto il tempo delle televendite e delle promesse facili, è finita la stagione delle illusioni. Le sfide da affrontare nell’immediato sono molteplici: inflazione, recessione, disuguaglianze, siccità, migrazioni, pandemia. E soprattutto gli impegni del Pnrr. E’ in gioco la credibilità dell’Italia, la sua azione di governo finalizzata a riformare il sistema economico e amministrativo per renderlo stabile e affidabile. E’ particolarmente rischiosa la grande impasse politica generata da una crisi al buio sulla macchina legislativa. Cresce la possibilità di fallire gli obiettivi del Piano nazionale di ripresa e resilienza di fine anno e di perdere non solo i 46 miliardi in arrivo, di cui 24,1 legati agli obiettivi del 30 giugno e 21,9 a quelli del 31 dicembre, ma l’intero Piano da 191,5 miliardi. Una follia politico-finanziaria. Con lo scioglimento delle Camere, sarà infatti difficile approvare in Parlamento nei tempi previsti alcune importanti riforme, in particolare quella della concorrenza, del fisco e della giustizia tributaria. A rischio anche importanti decreti attuativi fra cui quelli relativi al codice degli appalti e al processo civile e penale. Tutti i disegni di legge che non saranno approvati entro la fine dei lavori delle Camere sciolte decadranno e si ricomincerà da zero con il nuovo Parlamento. Una strada in salita per il Pnrr e per la legislatura che uscirà dal voto di settembre, operativa non prima di metà novembre. Dovrà realizzare entro fine dicembre 55 obiettivi, legati in gran parte a deleghe legislative, per accedere alla terza tranche del contributo europeo. Tanti i dossier aperti. Un’impresa ardua se associata all’iter della Legge di bilancio da approvare entro la stessa data per scongiurare l’esercizio provvisorio con i relativi vincoli di spesa. Osservato speciale resta dunque il Pnrr. La rilevante quantità di fondi europei che il nostro Paese ha impegnato rende necessario più che mai il rispetto di condizioni e termini fissati dall’Ue nel varare il Next Genaration EU, un pacchetto di riforme e investimenti per il periodo che va dal 2021 al 2026. Come ha ricordato Draghi nel suo ultimo intervento al Senato, “il Pnrr, approvato a larghissima maggioranza dal Parlamento, ha avviato un percorso di riforme e investimenti grazie a 68,9 mld di sovvenzioni e 122,6 mld di prestiti dell’Ue che non ha precedenti nella nostra storia recente”. Un ambizioso piano finalizzato alla modernizzazione del Paese che attende di essere realizzato, sfidando le insidie della campagna elettorale. Il premier dimissionario ha ribadito l’impegno di accelerare i tempi dei lavori per non compromettere del tutto l’operazione “Italia del futuro”. Un impegno fissato nella recente circolare di Palazzo Chigi, in linea con le direttive del Quirinale: “Il Governo rimane impegnato nell’attuazione legislativa, regolamentare e amministrativa del Piano nazionale di ripresa e resilienza e del Piano nazionale per gli investimenti complementari”. Una dichiarazione che rappresenta la “bussola” che Palazzo Chigi adotta con le dimissioni per definire il perimetro della propria azione durante la crisi. L’attuazione del Pnrr viene cioè ricompresa tra gli “obblighi internazionali e comunitari” con la possibilità quindi per il Governo di poter procedere anche con l’approvazione dei decreti legislativi attuativi di deleghe e con l’adozione di regolamenti governativi o ministeriali. Ma al di là di ogni pur lodevole dichiarazione...

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CRISI DI GOVERNO E CRISI ECONOMICA

Posted by on Lug 21, 2022 in La nostra Società | Commenti disabilitati su CRISI DI GOVERNO E CRISI ECONOMICA

CRISI DI GOVERNO E CRISI ECONOMICA

A Bruxelles si guarda alla crisi di governo italiana con “preoccupato stupore”. In un momento particolarmente difficile per le tensioni geopolitiche, per lo shock energetico e per la forte impennata dell’inflazione viene meno la stabilità di governo che andrebbe invece supportata con la coesione e grande senso di responsabilità. E proprio nelle ore in cui il Governo Draghi entra nel tunnel di una pericolosa crisi, la Ue ha tagliato le stime di crescita per l’Italia. Secondo Bruxelles l’andamento della nostra economia, esaurito il trend positivo “di rimbalzo” per l’anno in corso, subirà una brusca frenata nel 2023: il prodotto interno lordo (pil) si fermerà allo 0,9% rispetto all’1,9-2,3% % precedentemente stimato. Previsioni in linea con quelle fatte dal premier Draghi (“un futuro economico pieno di rischi”) nella dichiarazione al termine dell’incontro con i sindacati. Un momento di grande incertezza sul fronte politico per il travaglio interno al M5S post scissione con ricadute sulla tenuta del Governo e sul fronte economico per le prospettive negative legate all’invasione russa in Ucraina. Una incertezza resa ancor più grave dagli eccessivi squilibri macroeconomici che caratterizzano il Belpaese: elevato rapporto tra debito pubblico e Pil, bassa crescita della produttività, debolezza strutturale dei mercati del lavoro e finanziari, fisco e giustizia da riformare. E i venti di crisi del governo pesano non poco sul differenziale tra Btp e Bund tedesco con lo spread che è tornato sopra la soglia critica dei 200 punti base, toccando quota 223. Sui mercati c’è attesa per le decisioni della Bce del 21 luglio che, dopo anni di tassi d’interesse zero, comunicherà il primo rialzo (almeno lo 0,25%). Una misura che, nella forte interazione che esiste tra politiche di bilancio e politiche monetarie, diventa sostenibile solo se c’è crescita economica. Ripercussioni negative anche in Borsa con Piazza Affari in pesante calo rispetto alle altre piazze finanziarie europee, mentre si riaccendono i timori degli investitori per una nuova recessione. Quali i rischi per l’Italia? Con l’aumento dello spread l’Italia è costretta a emettere nuovi titoli di stato per finanziare il debito, con interessi più alti, non potendo più contare sugli interventi della Bce con i generosi acquisti dei titoli made in Italy. E qualche partito della maggioranza, “benefattore” poco responsabile del debito pubblico (circa 300 miliardi quello maturato nel biennio 2020-2021) avanza la richiesta di nuovi “scostamenti di bilancio”: bandierine da sventolare nella campagna elettorale di primavera. Davvero difficile da spiegare a livello europeo il rebus politico italiano, un mix in chiaroscuro. L’Italia è alle prese con squilibri che destano preoccupazioni a livello internazionale. Il Piano di ripresa e resilienza sta affrontando le vulnerabilità del sistema Paese, anche stimolando la competitività e la produttività. “Tuttavia, a parere della Commissione europea, è probabile che l’effetto di potenziamento della crescita degli investimenti e delle riforme richieda tempo per svilupparsi e dipende un modo cruciale da un’attuazione rapida e corretta.” All’Italia, in particolare, si raccomanda di “limitare la crescita della spesa corrente finanziata su base nazionale al di sotto del potenziale di crescita del medio termine”, e cioè al di sotto dello 0,4%. Un chiaro appello per una politica di bilancio prudente in presenza della sospensione del patto di stabilità e dei suoi vincoli per deficit e debito anche nel 2023. Nessuna liberatoria per “spese fuori registro”.Un messaggio di rigore rivolto al Paese che ha più beneficiato dei fondi del Recovery fund, e che ha aumentato le sue spese correnti in modo non sufficientemente limitato. In autunno è previsto un primo esame dei nostri conti pubblici da parte di Bruxelles con la presentazione della manovra finanziaria. Teoricamente si potrebbe aprire una procedura di infrazione...

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