Posts made in Maggio, 2023

OPERAZIONE REDDITI AL VIA

Posted by on Mag 22, 2023 in Fisco e Soldi | Commenti disabilitati su OPERAZIONE REDDITI AL VIA

OPERAZIONE REDDITI AL VIA

Con il via all’operazione 730 è cominciata la maratona fiscale 2023. Un lungo percorso di passione fra scadenze e versamenti di imposte. Da alcuni giorni è disponibile online nel sito dell’Agenzia delle Entrate la dichiarazione dei redditi precompilata che da nove anni rappresenta una tappa decisiva sul cammino della semplificazione fiscale e della trasparenza nel difficile rapporto con il contribuente. La precompilata è partita nel 2015 con 160 milioni di informazioni trasmesse al Fisco da banche, Inps e altri operatori. I contribuenti che trasmettono il 730 con il fai-da-te son passati dagli iniziali 1,4 milioni a 4 milioni l’anno scorso. Alto indice di gradimento. Il paniere di informazioni pre-caricate dall’Agenzia supera quest’anno 1,3 miliardi su 18 voci, + 8% rispetto al 2022. Oltre un miliardo di dati relativi a spese sanitarie, 99 milioni di premi assicurativi, 73 milioni di certificazioni uniche di lavoratori dipendenti e autonomi, 11 milioni di bonifici per ristrutturazioni, 8,5 milioni di dati relativi agli interessi passivi su mutui e 6,5 milioni relativi a spese scolastiche. New entry 2023 tra le altre, le spese per canoni di locazione e quelle di intermediazione per l’acquisto di immobili adibiti a “prima casa”. Nella precompilata sono riportati anche i dati relativi alle spese di anni precedenti, da ripartire su diverse annualità, derivanti dalla dichiarazione presentata per l’anno precedente (bonus ristrutturazioni edilizie, risparmio energetico, bonus verde, superbonus 110%, bonus facciate). L’accesso alla precompilata e ai dati utilizzati dal Fisco è possibile dall’area riservata dell’Agenzia delle Entrate tramite Spid, Carta nazionale dei servizi (Cns) e Carta d’identità elettronica (Cie). Una volta avuto accesso alla dichiarazione precompilata il contribuente potrà accettare in toto la dichiarazione beneficiando della esenzione dai controlli documentali da parte dell’Agenzia (addio alla conservazione degli scontrini per le spese mediche) o potrà apportare modifiche con correzione dei dati, suscettibili di controlli. C’è tempo fino al 2 ottobre (il 30 settembre è sabato) per l’invio della dichiarazione, ricordando che prima si presenta, prima vengono effettuati gli eventuali rimborsi, a partire dal mese di agosto o settembre.  Dipendenti e pensionati riceveranno i rimborsi emersi dal 730 direttamente dai datori di lavoro e dagli enti pensionistici. Stesse modalità per le trattenute Irpef relative a debiti con il fisco.  Possono utilizzare il modello 730, precompilato o ordinario, i dipendenti, pensionati e collaboratori che, oltre alla retribuzione o pensione, devono dichiarare uno o più dei seguenti redditi: da terreni e/o fabbricati, anche dati in affitto, da lavoro autonomo occasionale (cioè senza partita Iva), redditi di capitale non soggetti alla ritenuta d’imposta, redditi diversi (cessione di terreni edificabili, redditi di fabbricati esteri, attività commerciali occasionali), alcuni redditi assoggettabili a tassazione separata (rimborsi di imposte e/o spese dedotte o detratte in anni precedenti).  Da gennaio 2022 sono state applicate le nuove aliquote Irpef che hanno rimodulato la distribuzione dei redditi nei vari scaglioni. Cambiano quindi le detrazioni per il lavoro dipendente, per la pensione e per il lavoro autonomo. Per i pensionati la “no tax area”, cioè la soglia di reddito sotto la quale non deve essere pagata l’Irpef, è fissata a 8.500 euro. Con l’introduzione inoltre dallo scorso marzo dell’assegno unico universale per i figli erogato dall’Inps a seguito di apposita richiesta, non spetta più la detrazione per figli a carico e si modifica così il prospetto dei “Familiari a carico”. Resta in vigore solo la detrazione pari a 950 euro per ciascun figlio a carico solo se di età pari o superiore a 21 anni.   Tutto ok? Non proprio. Sul tappeto il problema di sempre: la complessità del nostro ordinamento tributario con un labirinto di regole non sempre di facile interpretazione. Basti pensare...

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ADDIO AL “ PATTO DI STUPIDITA’ ”

Posted by on Mag 8, 2023 in Sull'Europa | Commenti disabilitati su ADDIO AL “ PATTO DI STUPIDITA’ ”

ADDIO AL “ PATTO DI STUPIDITA’ ”

Addio al “Patto di stupidità”. A distanza di oltre vent’anni da quando nel 2002 Romano Prodi, allora Presidente della Commissione europea, definì “stupido” il Patto di stabilità varato nel 1997, Bruxelles propone una riforma delle regole di bilancio dell’Ue. Di fronte a sfide e priorità economiche diverse rispetto al passato, regole più credibili e più efficaci, associando al necessario risanamento delle finanze pubbliche un altrettanto necessario sostegno agli investimenti. Un mix di flessibilità e rigore per poter puntare su una crescita economica fondata sulla stabilità finanziaria. Obiettivo del Patto di stabilità e crescita (Stability and Growth Pact), secondo i principi fissati con il Trattato di Maastricht del 1992, era quello di garantire la disciplina di bilancio degli Stati dell’Ue per evitare disavanzi di bilancio o livelli del debito pubblico eccessivi e contribuire così alla stabilità monetaria. Il Patto divenne …di ferro nel 2012 con la firma del “Fiscal compact”, che prevede il pareggio di bilancio di ciascuno Stato, con l’obbligo per i Paesi con debito superiore al 60% del Pil di ridurre il rapporto di almeno un ventesimo all’anno per non mettere a rischio la tenuta monetaria dell’Ue. Nel marzo 2020 la Commissione Von der Leyen, per limitare l’impatto socio-economico della pandemia, aveva attivato la clausola di salvaguardia del Patto di stabilità, autorizzando i singoli Paesi membri a elargire contributi senza il rischio di sanzioni in caso di sforamento del deficit e del debito pubblico. Maggiore flessibilità della finanza pubblica fino al 2023 per sostenere l’economia durante la crisi. Espansività della spesa secondo i canoni Keynesiani. Per scongiurare nel 2024 il rischio autolesionistico di un ritorno al passato con le ferree misure dell’ortodossia rigorista, e quindi con un Patto realisticamente inapplicabile, la proposta di riforma della Commissione europea prevede una riduzione concordata del debito per i Paesi più indebitati e la possibilità di percorsi di recupero più graduali in caso di riforme. La riforma del Patto punta ad attribuire una forte titolarità nazionale nell’impegno alla riduzione del debito pubblico. Ogni Stato membro sarà chiamato a preparare piani di aggiustamento credibili e conformi a un nuovo quadro comune europeo basati sulla spesa pubblica netta, nei quali dovranno definirsi gli obiettivi di bilancio, le misure per affrontare gli squilibri macroeconomici, le riforme e gli investimenti prioritari. Questi Piani, da negoziare con la Commissione Ue, della durata di quattro anni estendibile a sette anni, dovranno garantire un aggiustamento annuo di bilancio dello 0,5% del Pil, fino a che il deficit non andrà sotto il 3%, oltre ad assicurare un percorso in discesa del debito in modo stabile per almeno dieci anni. Niente regimi di favore per investimenti, inclusi quelli tipici del Pnrr su digitali e green deal, come aveva invece richiesto il Ministro dell’Economia Giorgetti. Le nuove norme mirano a ridurre gli elevati indici di debito pubblico in modo realistico, graduale e sostenuto. “La riforma, ha dichiarato il commissario all’Economia Paolo Gentiloni, intende semplificare la governance economica, sviluppare la responsabilità nazionale, mettendo maggiore enfasi sul medio termine e rafforzando l’applicazione delle norme, all’interno di un quadro comune trasparente.” Attraverso nuove regole, adattabili alle esigenze dei singoli Paesi, si vuole quindi evitare che la riduzione forzata del debito, priva di flessibilità, porti a una contrazione degli investimenti e della crescita. Progetto ambizioso nel solco della rivoluzione del Nex Generation Eu, il mega fondo comunitario per modernizzare e rendere più competitiva l’economia europea finanziato per la prima volta con l’emissione di debito comune. L’approvazione entro la fine dell’anno (il dibattito entrerà nel vivo nell’Eurogruppo e nell’Ecofin di giugno) non sarà semplice, sarà un negoziato in salita: le proposte della Commissione non soddisfano i falchi...

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