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LOTTA ALL’EVASIONE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Posted by on Feb 11, 2026 in Fisco e Soldi | Commenti disabilitati su LOTTA ALL’EVASIONE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

LOTTA ALL’EVASIONE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE

Il Paese delle Meraviglie. Un Paese immaginario? No, reale. Lo ha scoperto Alice, pardon, il Direttore dell’Agenzia delle Entrate Vincenzo Carbone a Telefisco, evento de Il Sole 24 Ore, parlando dell’attività di monitoraggio svolta nel 2025 dall’Amministrazione finanziaria con 17 milioni di posizioni passate al setaccio.   “Scovati” 200mila evasori totali, fra imprese e persone fisiche, di cui il 57% (116mila soggetti) per omessa dichiarazione dei redditi e il 43% (86mila soggetti) del tutto sconosciuti al Fisco, con attività in nero, fuori da ogni radar amministrativo. Duecentomila, un numero che pesa come un macigno nella difficile lotta all’evasione fiscale. Contribuenti che non pagano o, meraviglia delle meraviglie, fantasmi per l’anagrafe del Fisco. Il viaggio nel sommerso conferma la persistenza di un’economia che riguarda trasversalmente sia il mondo professionale che quello del lavoro con numeri che mostrano in tutta la gravità il problema degli italiani con il Fisco, un rapporto difficile, in cui permangono ancora troppe sacche di evasione e di elusione che si cerca di contrastare con controlli imperniati su criteri selettivi (incrocio dei dati fra fatture elettroniche, corrispettivi e volume d’affari dichiarati, accesso ai conti bancari), senza automatismi. L’evasione fiscale in Italia ammonta a 83,6 miliardi di euro all’anno, secondo l’analisi della Cgia di Mestre, il 60% non paga le imposte dovute, con le partite Iva (oltre 1,5 milioni) fortemente indiziate. Un fenomeno che s’intende arginare con una nuova strategia, intervenendo prima dell’evasione conclamata. In chiave di prevenzione, per il 2026 il Fisco rilancia la sfida della “compliance”. Posta in arrivo per i contribuenti “distratti”: pronte oltre 2,4 milioni lettere dell’Agenzia delle Entrate finalizzate a regolarizzare incerte posizioni fiscali ed evitare sanzioni. Lettere elaborate sulla base dei continui aggiornamenti delle informazioni che confluiscono nelle 190 banche dati, digitalmente collegate tra loro, che costituiscono il patrimonio informativo del Fisco. Un “invito” al contribuente di rivedere il suo comportamento per verificare se sia o meno corretto con l’obiettivo dichiarato di creargli il minor disagio possibile, ma allo stesso tempo tutelare le entrate che vanno sempre gestite con la massima efficienza. Trasparenza e collaborazione dunque per cancellare reciproche diffidenze, ridurre l’incertezza fiscale e accreditare una nuova immagine del Fisco, meno vessatorio e più aperto all’ascolto e al dialogo. Di fatto, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione del contribuente le informazioni in suo possesso, dandogli così l’opportunità di correggere spontaneamente eventuali errori od omissioni. Un alert per segnalare anomalie che possono così essere definite mediante la presentazione di una dichiarazione integrativa, il versamento di imposte, interessi e sanzioni ridotte. Errori ed omissioni cancellati con il “ravvedimento operoso”. Tali comunicazioni hanno una natura “preliminare”, prima che il Fisco proceda a notificare il formale atto di accertamento con sanzioni intere. E’ stata gettata nel cestino la vecchia logica dell’accertamento basata esclusivamente sul controllo ex post. Un approccio, spesso accompagnato da sanzioni amministrative elevate e, talvolta, anche da quelle penali, che è stato spesso percepito come punitivo dai cittadini, portando a una insofferenza generale verso l’Amministrazione finanziaria. La nuova strategia è fondata sul dialogo e sulla collaborazione preventiva con l’obiettivo di instaurare un rapporto di fiducia con il contribuente, garantendo certezza del diritto e, di conseguenza, una riduzione del contenzioso tributario. Un “patto fiscale” particolarmente innovativo. Rendere collaborativo il rapporto con il contribuente è certamente importante ma occorre mirare a una riduzione della pressione fiscale per sostenere investimenti e crescita economica e arrivare a un sistema semplice e razionale, senza spazi di iniquità. L’ordinamento tributario non può continuare ad essere caratterizzato dalla casualità, dall’incertezza e dall’arbitrio a causa delle ragioni di gettito e degli “scostamenti” di bilancio. Da anni si opera con una frantumazione della legislazione...

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LA TRAGICOMMEDIA DI DONALD TRUMP

Posted by on Feb 5, 2026 in Sull'Europa | Commenti disabilitati su LA TRAGICOMMEDIA DI DONALD TRUMP

LA TRAGICOMMEDIA DI DONALD TRUMP

Continua la tragicommedia trumpiana. Annunciata con la solita enfasi da novello Napoleone del XXI secolo, Donald Trump aveva parlato nei giorni scorsi di una tregua di una settimana negli attacchi russi sull’Ucraina concordata con Vladimir Putin, zar di Russia, in considerazione di un’ondata di forte gelo in arrivo. Il tutto tristemente smentito dai fatti: sul fronte, e non solo, si continua a combattere e i droni kamikaze continuano a uccidere. Una nuova mattana da parte di chi, secondo il Wall Street Journal, “ha spinto gli Usa in una fase nella quale un unico grande potere domina il globo e crea un nuovo ordine mondiale”.  Si allunga la lista delle “stramberie”: aperta con la guerra commerciale dei dazi, a seguire le spese per la difesa della Nato, l’intervento contro il nucleare di Teheran e l’ostilità verso gli ayatollah iraniani, l’attacco al regime venezuelano con la cattura di Maduro, le ambizioni di annessione della Groenlandia, le ripetute “scaramucce” contro l’Unione europea con insolenti attacchi ai Paesi del Vecchio Continente. Un anacronistico unilateralismo guerriero che, in un solo anno di amministrazione, ha cambiato il corso della storia, azzerando il faticoso equilibrio postbellico a livello mondiale con le sue reti di difesa alle democrazie faticosamente costruite: dall’Onu alla Nato. Scompare dopo ottant’anni un Occidente più o meno stabile con l’ombrello di protezione della Casa Bianca, a Washington. Per l’Europa sono finiti i tempi della protezione incondizionata, della storica alleanza, delle relazioni internazionali speciali con l’ “amico americano”. Il mondo è cambiato, nuovi scenari geopolitici all’orizzonte che richiedono una diversa azione politica per nuove alleanze per vincere i deliri di onnipotenza del tycoon d’oltreoceano e sconfiggere il suo ingiustificato antagonismo nei confronti della leadership europea. Un rapporto difficile che, al di là di apparenti “capricci”, rivela una strategia ben precisa: sconvolgere gli equilibri esistenti e “allineare” i Paesi. A Washington siede un governo ostile a noi europei. Ma Donald Trump dal suo scriteriato disegno geopolitico non potrà mai cancellare le memorabili pagine di storia con le ondate di emigranti che l’Europa della miseria e delle persecuzioni ma anche della laboriosità e dell’intelligenza ha riversato per decenni sull’altra sponda dell’Atlantico contribuendo alla grande crescita economica degli Usa. I presidenti e i governi passano, i popoli restano e saranno i testimoni della storia. A condizione che restino uniti: se l’Occidente si divide, l’Europa è perduta. Particolarmente significativo a riguardo l’appello lanciato da un gruppo di docenti di storia europei, primo firmatario Eric Bussiere, docente emerito della Sorbonne Universite’: “L’Europa deve rafforzare il proprio modello: la situazione attuale, priva di ogni equilibrio, è senza precedenti. Nessuno dei Paesi che compongono l’Unione europea è oggi in grado di garantire da sola la propria sicurezza e il futuro della propria economia. E’ in gioco la stabilità e il futuro dell’Europa, è imperativo dotarsi dei mezzi per bloccare i processi distruttivi in tempo utile e di manifestare la volontà politica di farlo, sviluppando ogni possibile cooperazione con tutti i partener europei, in primo luogo il Regno Unito.” Sarebbe la risposta migliore all’arroganza di Trump, agli obiettivi dichiarati in campagna elettorale: disfare l’ordine mondiale, rinnegare ogni alleanza, compresa quella transatlantica, demolire l’integrazione europea, affermare una nuova politica di potenza prescindendo dalle regole codificate nel tempo, favorire un processo di progressiva trasformazione autocratica del sistema americano, utilizzare i dazi come randello sull’economia mondiale. Con la rottura dell’ordine mondiale è finita una bella storia e inizia una realtà brutale in cui la geopolitica tra le grandi potenze non è soggetta ad alcun vincolo. Il diritto internazionale basato sulle regole sta svanendo. S’impone un nuovo ordine che punti su un multilateralismo paritario, riducendo alla...

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