100 ANNI DI LIONISMO, FRA LUCI E … OMBRE
Cento anni di lionismo. Il prossimo 7 giugno si celebra il centenario del Lions Club International, la più grande Associazione di servizio al mondo, fondata nel 1917 a Chicago da un giovane assicuratore texano, Melvin Jones. L’Associazione internazionale dei Lions (Liberty, intelligence our Nation’s safety), che ha come motto “We serve”, è riconosciuta dall’ONU che annualmente dedica al lionismo il Lions Day. Presente in oltre 200 Paesi e in tutte le aree geografiche del mondo, con circa 1.350.000 soci, uomini e donne, LCI opera perseguendo una mission di grande spessore sociale: “servire la comunità, soddisfare i bisogni comunitari, favorire la pace e promuovere la comprensione internazionale”. Stella polare di LCI è il servizio a favore dei non vedenti e di quanti hanno gravi problemi di vista. L’impegno dei lions spazia anche in altri settori: povertà e fame nel mondo, cittadinanza umanitaria attiva, ambiente, problematiche sociali e giovanili in particolare, prevenzione e cura della sordità, malattie infantili, ecc. A livello internazionale, i lions ogni anno donano 650 milioni di euro e 50 milioni di ore lavorative. Nel 2004 il Financial Times ha giudicato il Lions Club International, per la sua azione umanitaria, la migliore organizzazione non governativa a livello mondiale con la quale cooperare. Un centenario con luci, tante luci, ma anche …. tante ombre! Pur nella generale condivisione degli scopi del lionismo, vengono alimentate riserve sulla sua reale penetrazione in una realtà sociale così diversa rispetto alle origini. Si parla di scricchiolio del lionismo, di lionismo ingessato, di lionismo corpo estraneo della società. Un lionismo parolaio, senza anima che ha causato nel Multidistretto 108 Italy una perdita di soci “di circa diecimila negli ultimi anni” (Gabriele Sabotasanti, Rivista Lion-maggio). Nei 25 anni di “militanza lionistica” ho spesso denunciato sulla stampa nazionale e distrettuale i “mali oscuri” del movimento: la carenza di una progettualità a ogni livello, la discontinuità d’azione, la frammentazione della sua attività di servizio, senza sottacere le anacronistiche bardature e un manierismo di facciata, spesso farcito di ridondanza e di retorica! Un lionismo sclerotico nella sua dinamica, pletorico nella sua struttura. Particolarmente sarcastico il pensiero del Past Presidente Internazionale Pino Grimaldi (Rivista Lion-maggio) riguardo al “lavoro quasi titanico dei Governatori eletti: comporre organigrammi da enciclopedia Treccani con migliaia (sic!) di lions ai quali è data una carichetta, centinaia di comitati e sotto comitati, posizioni inesistenti nel resto del mondo”. Soci lions alla ricerca di un improbabile riscatto sociale e di una MJF che, per … un pugno di dollari, non si nega più a nessuno! E’ la sagra della vanità: autoreferenzialità e un miserevole protagonismo. “In alcuni Distretti, osserva con sottile ironia Pino Grimaldi, i Governatori, quando si muovono, hanno corti e scorte che manco il buon Mattarella si sogna di avere. Una sola differenza: non hanno, ancora, la macchina blindata. Le riunioni di zona sembrano assemblee di Confindustria, quelle di circoscrizione quasi congressi dei vecchi partiti, visite ufficiali dei Governatori visite del Papa a Loreto o similari”! Critico sul ruolo dei Governatori il Direttore Internazionale Sabotasanti (Rivista Lion-marzo): “I Governatori devono essere autorevoli e non autoritari”! L’amicizia è uno dei pilastri su cui poggia l’etica lionistica, “ma molti tra noi pare che stentino a comprenderlo, in quanto schiavi in catene della vanità di mostrare, dell’avidità di ottenere, di apparire senza donare, di ottenere quell’illusione di potere….” “Esaminiamo con spirito critico il comportamento delle persone che fomentano un lionismo velenoso e poco rispettoso del nostro codice etico”, scrive nel suo editoriale Sirio Marcianò (Rivista Lion-maggio). Una riflessione di buon senso. Quale lionismo disegnare per il futuro? Come ho già scritto in passato, di fronte al disinteresse...
Read MoreProposta di service nazionale : “ Conoscere meglio l’Europa”.
“Conoscere meglio l’Europa” è il service nazionale che il Lions Club Padova Piscopia proporrà al prossimo Congresso dei Lions, in programma a Sanremo dal 20 al 22 maggio. L’Europa non fa più sognare. E’ profondo il disagio percepito in gran parte dell’Unione. Euroscetticismo e nazional-populismo dominano da tempo la scena europea e risulta difficile immaginare il futuro politico-istituzionale dell’Ue. Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di divisioni e contraddizioni, acuite dalla crisi finanziaria ed economica. Un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Si pagano a caro prezzo i compromessi al ribasso e i tanti ritardi sull’attuazione delle riforme. Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza un governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini. E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione, ma soprattutto si sta dissolvendo l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori. “L’Europa della malinconia”! Ma pur incompiuta, l’Europa è comunque un’opera davvero nuova e grandiosa, ricca di prospettive. Un’opera da completare, che chiede e merita sforzi e sacrifici. Per superare con equilibrio e lungimiranza le sfide del Terzo Millennio, per trovare la via del futuro, un futuro sostenibile e innovativo per l’Europa, non basta l’unità delle monete e delle banche centrali. Deve nascere un’Europa dei cittadini che nutra dei suoi valori e delle sue tradizioni migliori un progetto di futuro forte e avanzato. Deve cioè formarsi una coscienza europea intesa come identità e condivisione di valori storici, culturali e spirituali per l’affermazione dei principi di libertà, fratellanza e solidarietà. E proprio in questa ottica si pone la proposta di service dei Lions di Padova: diffondere soprattutto fra i giovani il messaggio ideale dei Padri fondatori dell’Europa, nel rispetto di uno dei principi fondanti del Lionismo: “creare e promuovere uno spirito di comprensione fra i popoli”. Rilanciare cioè il faticoso processo di integrazione politica del Vecchio Continente, con il vivo auspicio di poter scrivere, grazie al Lionismo, una nuova pagina di storia, nel ricordo del testamento morale di Alcide De Gasperi: “L’Europa è un’eredità destinata ai giovani”. Lionismo ed Europeismo , nella comune visione della fratellanza e della solidarietà, dovranno costituire l’equazione della pace del Terzo Millennio per la tutela della giustizia sociale e lo sviluppo pacifico di tutti i popoli della terra. “E’ auspicabile, come ha dichiarato il Past Presidente del Consiglio dei Governatori Rocco Tatangelo, che i delegati al Congresso nazionale di Sanremo siano illuminati e lungimiranti”. La mediocrità storico-culturale si tenga cioè lontana dal...
Read MoreNUOVE POVERTA’, LA SFIDA DEI LIONS
Convegno a Monza nell’ambito del Lions Day – Riflessioni e proposte operative Di “nuove povertà” si è parlato al Convegno svoltosi nell’ambito del Lions Day al Museo degli Umiliati di Monza. Un fenomeno dai drammatici risvolti sociali. Sempre più in alto il tasso di insicurezza delle famiglie italiane, un’ansia collettiva generata dalla profonda crisi occupazionale. Un quadro complesso all’interno del quale c’è l’angoscia del presente, la paura del futuro. E’ la nuova povertà che avanza, quella morale! Una povertà intesa come condizione economica, ma anche come senso di insicurezza, di instabilità. Povertà, solitudine, emarginazione sono i volti della crisi economica che mettono a nudo il malessere del sistema sociale. E la crisi sta dicendo chiaramente che il meccanismo di copertura del welfare classico non è più sostenibile. Nel settore pubblico sono in grosso affanno le politiche sociali. E’ necessaria una diversa strategia: una sinergia fra pubblico e privato sociale, in primis con le Associazioni di volontariato. Unire risorse e mezzi per passare da un welfare pubblico a un welfare di comunità. Questo il tema centrale del Convegno attorno al quale si sono sviluppati gli interventi di Francesco Gallo e di Silvia Meconcelli del Comitato distrettuale “Povertà morali ed economiche” e degli altri relatori attraverso il contributo di “riflessioni ed esperienze di contrasto”. Premesso che la lotta alle nuove povertà non si risolve elargendo contributi e tamponando situazioni di emergenza e che non è più praticabile questo assistenzialismo paternalistico (“welfare redistributivo”), occorre puntare su una “solidarietà dinamica” , non una solidarietà fine a se stessa, ma generatrice di altra solidarietà verso altri bisognosi. Una profonda innovazione sociale, è l’attivazione del “principio di reciprocità”, espressione del “welfare generativo” : “non posso aiutarti senza…il tuo aiuto!” Deve cioè cambiare il modo di aiutare: non più sterili interventi privi di efficacia, ma un articolato sistema solidaristico all’interno di un’adeguata rete di protezione sociale, con azioni mirate e politiche sociali di sostegno. Francesco Gallo, a riguardo, ha ricordato il pensiero di Stefano Zamagni, già Presidente dell’Agenzia per il Terzo settore, secondo il quale “il welfare generativo è a fruizione sociale, non più individualistica, sollecita la capacità d’azione di ogni persona in difficoltà a favore di altre persone, genera valore umano da condividere”. “ Il contrasto alle povertà è una delle sfide più importanti e impegnative che i Lions stanno affrontando”, ha osservato Silvia Meconcelli, presentando il sito del Comitato distrettuale. “Negli ultimi due anni la nostra attenzione si è particolarmente rivolta alle nuove povertà, quelle che si sono rese più evidenti per effetto delle difficoltà economiche e forse anche delle povertà morali che sperimentiamo in questi anni.” Ma la strada per arrivare a una soluzione del problema non è facile. Lo ha evidenziato con estrema chiarezza Cherubina Bertola, vice sindaco e Assessore alle Politiche sociali del Comune di Monza, con un passato di lungo corso di Assistente sociale. “Il prolungarsi della crisi con le diffuse difficoltà economiche rende difficile la realizzazione del principio di reciprocità che presuppone situazioni personali tranquille e non precarie. Oggi il rischio di una guerra fra poveri è assolutamente concreto!” Molto realista la relatrice sul concetto di “rete”: una metodologia che implica una precisa e approfondita consapevolezza della propria titolarità e che richiede professionalità e competenza tecnica, e non improvvisazione.” Messaggio finale del Convegno: pubblica amministrazione e mondo del volontariato devono poter condividere un progetto sociale a favore dei nuovi poveri, nel rispetto dei ruoli e senza confusione, per dare a ogni Uomo i mezzi per diventare soggetto autonomo e protagonista della propria...
Read MoreCULTURA E IMPEGNO CIVICO PER IL LIONISMO DEL FUTURO
Partecipare concretamente al processo di crescita socio-culturale della società per realizzare la nostra mission e far crescere l’Associazione – L’obiettivo della “cittadinanza umanitaria attiva” Con la celebrazione del Congresso nazionale di Bologna un altro anno lionistico volge al termine. Fra luci e ombre, il lionismo italiano, fortemente impegnato a Expo Milano 2015, è sempre più proiettato verso il 2017, l’anno del centenario. Uno storico appuntamento per confermare l’attualità del messaggio di solidarietà e fratellanza universale di Melvin Jones. Ma, al di là di qualche mediocre rappresentazione personalistica che alcuni ne fanno, quale lionismo ci attende per il futuro? Negli auspici personali, non è quello che, parlando di “cambiamento”, è stato disegnato di recente sulle pagine della rivista nazionale LION. Incomprensibile infatti l’intervento relativo alla mission del lionismo, alla centralità sociale del suo ruolo nella promozione del bene civico. Con buona dose di saccenteria e di provincialismo, qualcuno ritiene che l’Associazione torna a crescere perché “non è più un’Associazione di elite di censo e di cultura”. Abbiamo così appreso che fare opinione, suscitare dibattiti, promuovere sul territorio un lionismo di proposta e di mediazione sociale fra i bisogni della collettività e le pubbliche istituzioni non significa “servire”, non significa “prendere attivo interesse al bene civico, culturale e sociale della comunità”! La “cittadinanza umanitaria attiva”, attuazione del principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale”, per la quale tanto ci stiamo battendo, è da rottamare. Deludente! Questa è una lettura di un lionismo lontano da ogni processo di crescita socio-culturale, un lionismo che non consente di percepire il futuro, privo cioè di una sua identità. Con buona pace dei service d’opinione di rilevanza nazionale!… Non si può infatti languire inoperosi distaccati da ciò che ci circonda senza renderci complici del dissolvimento dei migliori valori storici e culturali, etici e morali, religiosi o più semplicemente spirituali. La nostra presenza nella società non anodina ma critica, e al contempo propositiva, deve assurgere ad elemento di ammonimento, di risveglio, punto di convergenza di chi intende ancora lottare per gli ideali di giustizia, libertà, moralità e solidarietà. Il declino della società, la sua deriva etica coincide con l’abbandono di quegli elementi caratterizzanti che hanno segnato nel tempo il cammino dei popoli, il loro sviluppo. E in un’epoca caratterizzata dalla profonda crisi dei valori, da un crescente nichilismo culturale e da un diffuso disimpegno sociale, la società contemporanea ha bisogno dei lions quali opinion leaders del futuro, se non opinion makers, suscitatori di bisogni che la classe politica dovrebbe poi soddisfare. Agire cioè come protagonisti e non come anonime comparse sociali al servizio di altri! Aprirsi alla società civile con le nostre professionalità per far giungere la peculiarità del nostro impegno di operatori socio-culturali, di “leader globali nella comunità”. La nuova frontiera del lionismo passa per una diversa cultura del servire. “Così facendo, secondo l’illuminato pensiero del compianto Osvaldo De Tullio espresso al Forum europeo del 1978 in Spagna, i Lions si renderebbero effettivamente benemeriti della civiltà e del progresso e contribuirebbero in maniera concreta alla diffusione dei principi e degli scopi del lionismo. Tutto ciò presuppone e richiede non un interesse passivo e inerte, ma un comportamento attivo, con conseguenze sulle realtà sociali in ogni direzione possibile per ottenere che gli scopi del lionismo ricevano la massima attuazione”. Il PDG De Tullio, Uomo di profonda cultura, sollecitava dunque per il lionismo l’assunzione del ruolo di movimento di opinione, ruolo dal quale sono poi scaturite le configurazioni di movimento di proposta, di pressione, di cittadinanza umanitaria. Una tesi programmatica magnificamente elaborata dal PID Ermanno Bocchini e che rappresenta la bandiera del lionismo italiano. Con il “pessimismo della ragione (in...
Read MoreIL LIONISMO DEL CENTENARIO FRA LUCI E OMBRE
Viaggio alla …. riscoperta del nostro essere Lions Da tempo è in corso un dibattito sul futuro della nostra Associazione a quasi cento anni dalla sua costituzione. La rivista LION ha lanciato un’ inchiesta sul “Lionismo del centenario”. Un’indagine conoscitiva sulle luci e sulle … ombre della nostra Associazione. Da più parti, pur nella condivisione degli scopi del lionismo, vengono sollevati dubbi e riserve sulla sua penetrazione in una realtà sociale in continua evoluzione. Qualcuno parla di “scricchiolio del Lionismo”, di “Lionismo ingessato, in via di estinzione”. Ma Il Lionismo, in quanto portatore e interprete di valori senza tempo e senza frontiere, è più che mai vivo e attuale! Scopi ed etica lionistica trovano conforto e conferma nella quotidianità. Non è il Lionismo a rischio di “estinzione”, ma è la rappresentazione che alcuni ne fanno a renderlo obsoleto, un misero …. vuoto a perdere! E’ l’azione di certi lions, di certa mediocrità etico-culturale a fare “scricchiolare” il Lionismo. Egocentrismo, saccenteria, opportunismo e ipocrisia: sono questi i “mali oscuri” che si annidano nella nostra Associazione e che hanno cancellato la nostra identità di Lions. Si confonde spesso autorevolezza con autoritarismo, rincorrendo attraverso il Lionismo improbabili riscatti sociali! Una povertà morale e culturale che causa nei Club un diffuso disagio, un inquietante analfabetismo emotivo che non consente di percepire il futuro e …. distrugge il presente! La retention a danno dell’extention. Il Lionismo vive di sincero spirito di servizio, di lealtà, di amicizia. E non di personalismi, di cospirazioni e di misere rappresaglie giustizialiste! Rispetto, dignità e coerenza sono finite nel …. cestino della coscienza! Essere Lions è una scelta di vita che implica un impegno costante. Intelligenza, sobrietà e umiltà d’azione dovrebbero guidare una leadership responsabile per far crescere, in un sereno confronto di idee e opinioni, l’orgoglio dell’appartenenza. Non ci sono concesse ambiguità. Non possiamo languire inoperosi nel nostro individualismo e nel malcelato arrivismo personale ignorando la deriva dei valori in atto. La nostra presenza non anodina ma critica nel contesto sociale deve essere elemento di ammonimento per l’affermazione degli ideali di giustizia, moralità e solidarietà. Ma questa missione implica una fedele testimonianza del Lionismo e dei suoi principi fondanti. La “cultura del servire” che è nel nostro DNA, illuminata dalla nostra etica, deve rappresentare la stella polare per operare nella società per un Lionismo in mezzo alla gente, a sostegno dell’azione pubblica per la promozione socio-culturale della comunità. Facciamo sentire la nostra voce, ma soprattutto diamo voce ai bisogni della gente. E smettiamola di alimentare il nostro ego! Smettiamola di parlarci addosso!… La nostra credibilità si deve coniugare con la qualità della nostra azione, con la visibilità dei service. Service di ampio respiro sociale e non rappresentazioni da avanspettacolo con …. nani e ballerine, burattinai e imbonitori! Di fronte al disinteresse del mercato ad occuparsi di sociale, di fronte alla riduzione di risorse pubbliche il Lionismo, punta di diamante nel variegato mondo dell’associazionismo e del volontariato, dovrà rappresentare l’architrave imprescindibile di un nuovo sistema di relazioni sociali. Lions illuminati per un Lionismo che dovrà bandire improvvisazione, polverizzazione dei service e ogni sterile conflittualità al suo interno. Un Lionismo di proposta sociale in grado di intercettare i bisogni della gente, essere interlocutore privilegiato dell’ente locale nella programmazione dell’attività socio-culturale. E’ alla società civile che dobbiamo aprirci per far giungere la peculiarità della nostra azione, per testimoniare la centralità sociale del nostro ruolo di Lions. Occorre però trovare il coraggio di dire basta alla estemporaneità, al vuoto programmatico, alla desertificazione culturale, alla strumentalizzazione del nostro essere Lions. Occorre emarginare i falsi paladini del Lionismo per recuperare l’elitarietà di un tempo,...
Read MoreSTRAGI DEL SABATO SERA : COME PREVENIRE LUTTI E DOLORI
Convegno organizzato a Varese in collaborazione con il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Varese – L’alcol il killer del weekend – Gli effetti di un drammatico fenomeno sociale. “Le Stragi del sabato sera. Una maggiore educazione stradale a tutela della vita” è stato il tema del Convegno organizzato a Varese, presso la Sala Montanari, sabato 8 ottobre, dal Distretto Lions 108 Ib1 in collaborazione con il L.C. Lonate Pozzolo-Brughiera, il Sindacato autonomo di Polizia e il Comune di Varese. Un tema, nella sua drammaticità, di rilevante interesse sociale. Una cronaca senza fine, un bollettino continuo di morti sulle strade: tanti ragazzi e ragazze che, nel cuore della notte, andando incontro a un assurdo destino, spezzano tragicamente la loro vita lasciando nel dolore profondo i propri genitori, derubati di sogni e speranze. E una vita spezzata in giovane età è un problema sul quale interrogarsi, che riguarda cioè l’intera società. Da angolature diverse lo hanno fatto i relatori nel corso del Convegno, analizzando -dopo il saluto del Sindaco di Varese Fontana- cause ed effetti del drammatico fenomeno sociale. Nell’aridità delle cifre fornite è emersa una realtà impressionante, fatta di lutti e disperazione. E’ stato Giovanni Di Salvio, Dirigente del Compartimento della Polizia stradale della Lombardia, parlando della mortalità stradale in generale, a comunicare i dati più tragici, elaborati su base nazionale: nel periodo 2001-2009 sono stati rilevati in Italia 216.734 incidenti, i feriti oltre 3 milioni di cui il 25% con lesioni permanenti, le vittime 52.341! “E’ scomparsa una città di provincia!…” Non meno significativi i dati riferiti alla Provincia di Varese, a tutto agosto di quest’anno, illustrati da Francesco Coppolino, Segretario provinciale del Sindacato autonomo di polizia: 500 sinistri stradali di cui il 46,5% con solo danni materiali, il 53% con lesioni, due vittime, 16 persone denunciate all’Autorità giudiziaria per guida con tasso alcolemico superiore a quello consentito dello 0,5%. Ben 2247 sono state le visite mediche effettuate dalla Commissione varesina dell’ASL per il rinnovo e la revisione delle patenti in seguito a sospensioni per abuso di alcol. E gli incidenti stradali causati da consumo di alcol sono la prima causa della mortalità giovanile. Lo ha evidenziato nel suo intervento Antonio Laurenzano, responsabile delle relazioni esterne del Distretto, che ha analizzato le motivazioni di fondo dello sballo da alcol del sabato sera per scoprire la molla che spinge il giovane verso un pauroso salto nel buio. Tre tipologie di alcolismo, tutte riconducibili al forte disagio giovanile presente nella odierna società: l’alcolismo come modalità di integrazione nel mondo degli adulti (effetto trasgressione), l’alcolismo come auto-medicazione (medicina per il malessere interiore), l’alcolismo come risposta irrazionale alle difficoltà di affrontare il rapporto con la vita (fuga dalla realtà). Una fragilità psicologica dei ragazzi dietro la quale si nasconde la polverizzazione della cellula primaria della società, la famiglia. “La famiglia privata del suo ruolo di formazione educativa, ha osservato il relatore, costituisce fattore negativo della problematica giovanile e una famiglia divenuta invisibile non aiuta il giovane a capire il valore della vita”. E don Giorgio Spada, Cappellano della Polizia di Stato, ha aggiunto: “Il giovane deve essere recuperato prima che sia tardi attraverso un percorso di responsabilizzazione sociale, fatto di stimoli e interessi”. E nella famiglia, in sinergia con la scuola, “per un’alleanza educativa”, che va condotta un’azione di educazione alla legalità, per far coniugare ai giovani la libertà con il senso del dovere. “A Varese, ha ricordato l’Assessore alla sicurezza del Comune, Carlo Piatti, sviluppiamo da anni, nelle Scuole elementari, un progetto di educazione alla sicurezza stradale che vede mille bambini e le loro insegnanti impegnati in un ciclo...
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