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EURO, FRA DELUSIONE E SPERANZA…

Posted by on Apr 7, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

EURO, FRA DELUSIONE E SPERANZA…

L’intervento dell’economista Carlo Secchi, Rettore emerito della Bocconi, all’intermeeting del Gallarate Seprio – La partecipazione di oltre cento soci in rappresentanza di dodici club “Lasciare l’euro? Un’idea stravagante!” In questa battuta è racchiusa la “lectio magistralis” tenuta da Carlo Secchi, Rettore emerito della Bocconi, docente di Politica economica e monetaria, all’intermeeting del Gallarate Seprio, Presidente Enzo Cattorini, organizzato giovedi 27 febbraio alle Querce di Casorate Sempione in collaborazione con il Busto Arsizio Bramantesco, Castellanza Malpensa, Lonate Pozzolo Brughiera, Solbiate Arno Valle Arno e Varese Prealpi. Grande partecipazione di ospiti e di lions: oltre cento soci in rappresentanza di dodici Club del Distretto. Numerosi gli officer fra i quali il PDG Colombo, il Presidente di zona Franchin e nove Presidenti di Club. Un intermeeting vissuto con autentico spirito lionistico: “essere parte attiva della comunità”. Di grande attualità il tema della serata, “Euro: delusione o speranza?”, introdotto da Antonio Laurenzano, opinionista economico della Prealpina di Varese, che nel commentare la politica economica e monetaria dell’Ue ha evidenziato i controversi aspetti della crisi finanziaria con il black out fra debiti sovrani e sistema bancario. Aspetti approfonditi con grande rigore scientifico dall’illustre relatore che ha ripercorso le tappe più significative della integrazione economica e politica dell’Europa, dagli Anni Cinquanta con la CECA al Trattato di Maastricht, fino al varo della moneta unica. Una ricostruzione storica supportata da profonde considerazioni: “Alla base del sistema monetario c’è una moneta senza un’Unione politica, senza una banca centrale, di tipo federale, in grado di intervenire come prestatore di ultima istanza per salvaguardare la solvibilità dei titoli di Stato. Un’ Unione monetaria con una moneta comune ma con sovranità multiple e debiti sovrani incontrollati.” Una situazione che nel tempo è esplosa per non aver l’Europa definito una strategia imperniata su una reale integrazione economica. Chiaro sul punto il giudizio di Carlo Secchi: ”Fino al 2008, anno d’inizio della crisi generata dal crack della Lehman Brothers, per l’Eurozona sono stati anni positivi senza però che venissero realizzate quelle riforme strutturali interne per prevenire le speculazioni dei mercati e le turbolenze finanziarie legate all’indebitamento di alcuni Paesi”. E, in una economia sempre più globalizzata, l’Europa ha pagato a caro prezzo la mancanza di coordinamento delle politiche di bilancio. “La recessione economica con la caduta dei consumi e dei livelli occupazionali, è stato osservato, è la conseguenza della politica di austerità adottata dall’Ue per scongiurare un rovinoso default della moneta unica.” Un mix di rigore fiscale e finanziario che ha arrestato la crescita e lo sviluppo. L’Europa è vista come il feroce guardiano dei conti pubblici, il fautore di tasse e balzelli, la bandiera dei disagi sociali. “Si continua a scaricare sull’Europa colpe e inefficienze che sono invece della politica nazionale.” E in questo clima cresce un sentimento antieuropeo alimentato da un inquietante populismo. ”Ma indietro non si torna!”, ha affermato Secchi. L’uscita dall’euro e un ritorno alla sovranità monetaria genererebbe un profondo sconvolgimento economico. Per l’Italia sarebbe un ritorno ai mali del passato: esplosione dei costi energetici, svalutazioni competitive, inflazione a doppia cifra, illusione di maggiore export. “Una zattera alla deriva nel Mediterraneo!”La scialuppa di salvataggio? Più Europa, ma più...

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SOLIDARIETA’ E SUSSIDIARIETA’

Posted by on Apr 7, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

SOLIDARIETA’ E SUSSIDIARIETA’

Convegno di Studi a Varese sulla Cittadinanza umanitaria: la nuova mission del Lionismo – Il ruolo dell’Associazionismo nell’attuale fase socio-economica del Paese – “In un momento di grande crisi delle Istituzioni, dei partiti e della Pubblica Amministrazione in generale, l’Associazionismo ha riscoperto la sua importante funzione: colmare il gap fra Stato e cittadino, dove il cittadino diventa paritetico rispetto alle Istituzioni, può e deve influenzare i processi di crescita collettiva. I Lions, in particolare, possono impegnarsi, con il loro spirito di servizio, per favorire il processo di democrazia partecipativa, diventare interlocutori attivi delle Istituzioni, nell’ambito di una nuova cornice di impegno civico e sociale per un salto culturale del Lionismo”. E’ il passaggio più significativo dell’intervento del DG Norberto Gualteroni, parlando di solidarietà e sussidiarietà, al Convegno di Studi organizzato a Varese, sabato 8 giugno, a Villa Recalcati, sede della Provincia, sul tema “Cittadinanza umanitaria e…l’impegno continua”. Un momento di riflessione sul principio costituzionale della “sussidiarietà orizzontale” per l’attuazione del quale il 108 Ib1 lo scorso anno ha presentato al Consiglio Regionale della Lombardia il Progetto di Legge, sostenuto da 23 Comuni del Distretto, per la “Promozione della cittadinanza umanitaria attiva nel Governo della cosa pubblica”. Lo ha ricordato con legittima soddisfazione Francesca Fiorella Trovato, responsabile del Comitato distrettuale “Cittadinanza umanitaria”, brillante ispiratrice e moderatrice del Convegno varesino. “Seguiremo con attenzione l’iter legislativo per assicurare alla Lombardia, dopo Campania, Calabria, Basilicata e Toscana, l’operatività della sussidiarietà orizzontale”, che -come ha sottolineato Roberto Bolognesi, Vice Prefetto di Varese, nella sua analisi di profondo cultore di diritto amministrativo- “è un principio organizzativo che riguarda, in termini di partecipazione e di condivisione di poteri, i rapporti fra pubblico e il privato che opera per finalità sociali, senza scopo di lucro” e che -al di là di ogni economicità- ha come punto di riferimento la persona.” Un obiettivo ambizioso per l’affermazione della “cittadinanza umanitaria attiva che discende, ha osservato Antonio Laurenzano, responsabile distrettuale del Comitato L’Europa e il cittadino europeo, dalla “cittadinanza europea” sancita il 7 febbraio 1992 dal Trattato sull’Unione di Maastricht: un mix di diritti e doveri integrati successivamente con poteri e responsabilità per il riconoscimento soggettivo del ruolo del cittadino europeo”. Un passaggio storico: la trasformazione degli istituti di democrazia rappresentativa in istituti di democrazia partecipativa per solennizzare il quale la Commissione europea ha proclamato il 2013 “Anno Europeo dei cittadini”. “E il ruolo di soggetto attivo dei cittadini sarà sempre più rilevante se rapportato alla precaria fase socio-culturale del Paese”, ha dichiarato Fabio Rizzi, Consigliere Regionale. “L’Associazionismo deve farsi carico di un fardello sostitutivo della carenza istituzionale, del fallimento del sistema politico, dei ritardi dello Stato nei tempi di risposta ai bisogni della gente. I cittadini, con la loro presenza attiva sul territorio, devono obbligare le Istituzioni a prendere atto di una nuova metodologia per risolvere i problemi della comunità: la sussidiarietà orizzontale”. Altri importanti contributi al Convegno sono venuti dal Col.llo Anzelmo Mocci, del Comando Provinciale della GdF di Varese (“educare alla legalità il cittadino, creare un nuovo stile di vita per una cittadinanza di servizio”), dall’Assessore alla Famiglia e alla Persona del Comune di Varese, Enrico Angelini (“Il principio della sussidiarietà è l’espressione di una vera rivoluzione culturale a condizione che la P.A., nel processo amministrativo, consideri il cittadino allo stesso suo livello”) e da don Marco Casale, Responsabile Caritas Decanale di Varese (“La formazione del cittadino passa attraverso un’azione di prevenzione, salvando in tempo la sua dignità prima che sia...

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CONVEGNO A BUSTO ARSIZIO SUL DISAGIO GIOVANILE E I DIRITTI DEI MINORI : POCHE LUCI, TANTE OMBRE.

Posted by on Apr 7, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

CONVEGNO A BUSTO ARSIZIO SUL DISAGIO GIOVANILE E I DIRITTI DEI MINORI : POCHE LUCI, TANTE OMBRE.

Analizzati gli effetti e non le cause del drammatico problema sociale. Ignorata la centralità del ruolo sociale della famiglia e della scuola. “Disagio giovanile e i diritti dei minori”: il tema di studio nazionale ha trovato sede di discussione al Convegno distrettuale organizzato a Busto Arsizio presso la Sala Tramogge dei Molini Marzoli. Un Convegno per…pochi intimi, fra cui il Prefetto di Varese Alfonso Pironti, a causa anche delle abbondanti nevicate della notte. Una realtà complessa quella legata alla condizione giovanile, dai riscontri sociali drammatici. Inquietanti i numeri forniti dal Direttore del Centro per la Giustizia minorile della Lombardia , Flavia Croce. Con riferimento al 2001 risultano presentate ben 5856 denunce alla Procura per i minorenni (pari al 14,7% del valore nazionale); 486 (13,2%) sono stati i minori, arrestati o fermati, ospitati nei Centri di prima accoglienza; 76 ( 15,6 %) è risultata la presenza media giornaliera nell’ Istituto penale per i minorenni “Beccaria” di Milano, con numeri di “ingresso da libertà” in aumento rispetto a quelli provenienti dai centri di prima accoglienza. I collocamenti in Comunità di minori in misura cautelare non detentiva sono stati 227 (17%) mentre 2891 (13 %) sono stati i “soggetti” segnalati agli Uffici Servizi sociali. Dall’aridità dei numeri traspare nella sua evidenza l’attività dei Servizi minorili della Giustizia in Lombardia chiamati dalla legge a “tutelare , ha ricordato la relatrice, il percorso di recupero dei ragazzi, coniugando le istanze di giustizia con quelle di crescita”. Un percorso al quale non deve mancare l’azione congiunta dei servizi sociali presenti sul territorio e delle altre istituzioni pubbliche del settore. E’ nella famiglia che nascono i primi problemi per i ragazzi, i primi conflitti esistenziali. Dante Ghezzi, psicologo e psicoterapeuta, ha posto l’accento sugli effetti devastanti che un cattivo rapporto fra la coppia può avere sul bambino: “la consapevolezza del danno al bambino , ha dichiarato Ghezzi, non sempre è avvertita da parte dei genitori.” E il dramma che a volte si consuma fra le mura domestiche coinvolge il più indifeso della famiglia, incidendo in modo notevole sulla sua psiche. “ I bambini, ha aggiunto il relatore, vengono usati come strumento nei contrasti familiari prima e nel doloroso epilogo della separazione dopo”. Parte dunque da lontano il disagio dell’ adolescente, la sua difficoltà a relazionarsi con i coetanei. Cause non sempre collegabili a fattori sociali, economici e culturali dell’ universo in cui egli vive. Sono cause molto profonde che se non interpretate in tempo lo trascinano inesorabilmente sulla pericolosa strada della solitudine. Un tunnel in fondo al quale c’è la devianza! Ma per un minore…a rischio l’altra faccia della medaglia è l’abuso, il maltrattamento, la violenza psicologica, una situazione dietro la quale si nasconde la grande precarietà educativa e affettiva della famiglia di appartenenza. “E’ in forte ritardo la cultura giuridica a favore dei minori”, ha fatto rilevare Sergio Fabrizi, avvocato. Commentando la Convenzione ONU sui diritti dei bambini del 1989, recepita in legge in Italia nel 1991, Fabrizi ha dichiarato: “Dobbiamo considerare il bambino non più oggetto ma soggetto di diritti, dobbiamo imparare ad ascoltare la sua voce, a riservare più attenzione ai suoi problemi di crescita, a rispettare i suoi interessi”. Un segnale importante di civiltà giuridica potrebbe essere l’attuazione su base territoriale dell’articolo 12 della Convenzione che prevede l’Istituto del Difensore civico del minore , un istituto oggi presente in Italia a livello nazionale e che opera con una decina di addetti! “Sarebbe più funzionale , secondo il commento di Fabrizi, avere un Difensore civico che possa concretamente supportare e affiancare le organizzazioni locali di assistenza e di difesa dei bambini”. E dei...

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I GIOVANI E L’ ALCOL AL VOLANTE

Posted by on Apr 7, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

I GIOVANI E L’ ALCOL AL VOLANTE

Pubblico Convegno a Gallarate organizzato dai Lions con ACAT Valle Olona “La vita va vissuta, non va bevuta!” E’ questo il messaggio che è emerso al termine del pubblico Convegno organizzato, venerdi 26 febbraio, al Centro filosofico Aloisianum di Gallarate dai Lions Club Gallarate Host e Gallarate Seprio su un tema di grande rilevanza sociale: “I giovani e l’alcol al volante”. Un contributo al tema di studio nazionale sui “mutamenti sociali e nuove forme di violenza” attraverso una lettura di un fenomeno dai drammatici risvolti per tante famiglie. Il Convegno, al quale ha dato il patrocinio il Comune di Gallarate, si è avvalso del supporto tecnico di ACAT Valle Olona, Associazione alcolisti in trattamento, un’associazione di volontariato operante sul territorio dal 1992 per migliorare la qualità di vita delle persone e delle famiglie con problemi correlati all’alcol. L’obiettivo di fondo è recuperare i pazienti in trattamento, attraverso una profonda azione di sensibilizzazione, per favorirne un nuovo percorso di vita, con un nuovo stile e nuove abitudini. E la grande partecipazione di pubblico presente in sala, con alcuni rappresentanti dell’Amministrazione comunale, ha confermato, nella crudezza del problema, l’attenzione delle famiglie e degli operatori socio-sanitari verso un problema in continua diffusione. A parlare di alcol e dei suoi devastanti effetti al volante, preceduti dal saluto del Presidente di ACAT Valle Olona Luciana Morosi, sono intervenuti tre esperti che hanno portato al Convegno le loro esperienze professionali. Un viaggio nell’oscuro pianeta dell’alcolismo giovanile per fare luce sui tanti aspetti di un male sociale che, secondo i dati forniti dall’Istituto superiore di sanità, presenta elementi inquietanti: -il primo bicchiere di vino in Italia viene consumato a 11-12 anni, contro la media europea ferma a 14 anni e mezzo; -sono circa 800.000 i giovani di età inferiore a 17 anni che hanno consumato nel 2008 bevande alcoliche, di cui oltre 400.000 in modo problematico, con rischio cioè di dipendenza; -il 7% dei giovani dichiara di ubriacarsi almeno tre volte alla settimana, con forte aumento del consumo di alcol fra le ragazze. Un quadro sociale allarmante, una fotografia impietosa che mette a nudo il profondo disagio giovanile presente nella nostra società. Una situazione estremamente critica anche in Provincia di Varese. Il Colonnello Alfredo Magliozzi, Comandante della Polizia stradale di Varese, parlando delle “stragi del sabato sera”, ha fatto rilevare nel suo intervento la drammatica incidenza dell’uso di sostanze alcoliche negli incidenti stradali : nel 2008 registrati 2616 scontri con feriti, di cui 43 mortali! Con un’ulteriore annotazione: lo stato di ebbrezza non appartiene soltanto alla fascia dei giovanissimi (18-24 anni), ma tende sempre più a “catturare” i guidatori compresi fra i 33 e i 40 anni, per effetto del “rito dell’aperitivo a base di alcol”. Un’analisi confermata da Luigi Seghezzi, medico, responsabile del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Gallarate che, analizzando “l’epidemiologia degli incidenti” , ha posto l’accento sullo status fisico di chi assume alcol: effetti peggiori in soggetto giovane, sottopeso, a stomaco vuoto. Un alcolismo quasi sempre riconducibile a fattori di ordine psicologico, sociale e culturale. Ma si può uscire dal tunnel dell’alcol? Quali i rimedi sul piano della prevenzione? Un messaggio di speranza è venuto da due significative testimonianze di due giovani, ex alcolisti, presentati da Giorgio Cerizza, direttore sanitario del Servizio di riabilitazione alcologica dell’Azienda ospedaliera di Crema. Un racconto dai toni drammatici che ha suscitato nei presenti vive emozioni. Un percorso di vita iniziato con un rapporto conflittuale in famiglia e proseguito, inesorabilmente, con un salto nel buio: l’alcol, come fuga da ogni realtà, prima di riprendere, con successo, il faticoso percorso di recupero e di reintegrazione sociale....

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L’ETICA LIONISTICA AL SERVIZIO DELL’UOMO

Posted by on Mar 27, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

L’ETICA LIONISTICA AL SERVIZIO DELL’UOMO

La centralità della dignità umana nel processo di crescita della società. Da tempo, si ritiene che il lionismo, nella peculiarità dei principi etici a cui si spira, non tanto sotto il profilo culturale quanto per la continua evoluzione dei costumi debba essere “rivisitato” per rigenerare un tessuto sociale non più idoneo alle necessità di una società profondamente mutata. Per questo s’impone un allargamento dei nostri orizzonti mentali per lo sviluppo di un’attività finalizzata a “comunicare” al mondo lo stato di bisogno economico e ambientale in cui vivono molte comunità. Il che equivale a tutelare la centralità dell’uomo, la sua dignità, promuovendo l’esaltazione della vita umana. Un obiettivo per realizzare il quale occorre una “cultura creativa”, espressione di un’alta genialità d’idee, fatta d’impegno quotidiano per un fattivo sostegno dei diritti fondamentali della persona che permetta di guardare con speranza al futuro e onorare al meglio un’etica, talvolta trascurata… Il rispetto della vita umana c’impone di non ignorare la precaria esistenza di intere popolazioni, come nel Niger, nel Darfur, e in molti altri paesi della terra, che per l’egoismo dei governanti, e l’inquietante assenteismo di “noi tutti”, continuano a soffrire e a morire per la mancanza dei beni primari. Tutto ciò ha generato e genera tuttora devastanti pandemie, sempre più ricorrenti sulla scena mondiale. Ma fino a quando l’uomo non rinuncia all’egoismo e riconosce i diritti inalienabili della persona, in tanti territori, non può che trionfare la miseria, il degrado, con grave pregiudizio dei principi etici che sono alla base del lionismo. Per risolvere tale problema, purtroppo, non ci sono soluzioni miracolose: occorre affrontare le complesse questioni della vita economica, politica e sociale, sia in ambito nazionale che internazionale, coinvolgendo le istituzioni, per cercare di attenuare lo stato di grande malessere, carestia, violenza, in cui vivono milioni di esseri umani. Il che non è di facile attuazione. Si può, in merito, auspicare, per quanto sia possibile, che gli uomini che hanno segnato e segnano la storia del lionismo, s’impegnino nel difficile compito di assicurare e comporre il legame tra i soci, affinché il mondo lionistico “unito e consapevole” possa inviare forti segnali, con service di grande spessore, che consentano di dare speranza a chi soffre. Tale unione di forze nel segno della collaborazione riposizionerebbe l’Associazione su un piano di una reale credibilità e visibilità sociale. Lo sviluppo, però, di un siffatto lionismo richiede solidarietà, spiccata sensibilità socio- culturale, impegno, preparazione da cui possano discendere comportamenti, service mirati per lo sviluppo sociale per casi “Niger, Darfur”, e di tanti altri specifici bisogni umani del nostro tempo. La vita dell’uomo è stata sempre costituta da continui piccoli passi d’interazione con altri soggetti, e non può fermarsi! Aiutare chi soffre e vive un’esistenza precaria è compito anche di “noi lions”, perché facciamo parte di quella umanità che spera che tutti i popoli possano progredire nella giustizia, anche se cosi non è!… Viviamo in una società multietnica che rende concreto un pluralismo culturale, che chiede una grande sfida di rinnovamento, cui l’Associazione non può sottrarsi. E’ necessaria una responsabile presa di coscienza di quanti, come noi, possono riconoscersi e associarsi per idee e fantasia creativa allo scopo di promuovere azioni e relazioni all’insegna del motto “We serve”. Punto di forza del nostro successo. Ma interroghiamoci! La nostra Associazione, con le sue attuali strutture di Distretto e di Multidistretto, è ancora nelle condizioni di assicurare la crescita dei nostri valori, propiziare nuovi modelli di comportamento, come auspicato? Regna sull’argomento un totale scetticismo dovuto al fatto che, nonostante i continui congressi (e quello di Verona, tristemente, lo conferma!), non è ancora emersa una specifica unanimità su un...

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I LIONS CONTRO LA FAME NEL MONDO A FIANCO DEL PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE DELLE NAZIONI UNITE

Posted by on Mar 27, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

I LIONS CONTRO LA FAME NEL MONDO A FIANCO DEL PROGRAMMA ALIMENTARE MONDIALE DELLE NAZIONI UNITE

Intervista alla Coordinatrice nazionale Catherine Dickehage “I Lions contro la fame nel mondo” è stato il service nazionale per il biennio 2008-2010 votato a Caorle, all’ultimo Congresso nazionale. Il service mira a dare un futuro alle gestanti e ai bambini dello Sri Lanka. L’obiettivo, in particolare, è quello di assicurare cibo alle donne gravide e ai bambini dai 6 ai 58 mesi di vita attraverso la costruzione di una fabbrica che creerà posti di lavoro e produrrà “thriposha”, preziosa miscela di frumento, soia e latte per sfamare 120.000 bambini e 55.000 donne nelle zone rurali di Kandy, Nuvara, Polannaruwa e Matale. Un progetto umanitario che si concretizzerà grazie alla partnership tra i Lions italiani e i Lions dello Sri Lanka (13 mila soci, divisi in 6 distretti), in stretta collaborazione con il PAM. Dal suo quartier generale di Roma, il Programma Alimentare Mondiale (PAM), braccio operativo delle Nazioni Unite, invia aiuti alimentari ovunque si verifichi una crisi umanitaria. Alcuni dati possono essere utili per dare le dimensioni del suo intervento globale nel mondo: nel 2007 sono stati circa 86 milioni le persone che hanno beneficiato degli aiuti alimentari del PAM per una distribuzione totale di circa 3.3 milioni di tonnellate di cibo. I bambini assistiti sono stati 53.6 milioni! 2816 le organizzazioni non governative partner del PAM. Numeri impressionanti alla base dei quali c’è l’efficienza organizzativa e una concreta operatività, con costi di gestione del “programma” ridotti all’essenziale: solo il 7% delle somme raccolte! Per saperne di più abbiamo posto alcune domande a Catherine Dickehage, brillante coordinatrice nazionale del Comitato italiano, che da anni ne segue i progetti e le attività di promozione e raccolta fondi. D. In concreto, il PAM cosa fa? R. “Due sono i settori chiave di intervento. Da un lato si occupa di dare una risposta, rapida ed efficace, alle emergenze, sia quelle di origine naturale – dalle inondazioni ai terremoti alla siccita’ come in Myanmar, Pakistan e Kenya per citarne alcuni – sia quelle causate dall’uomo e dunque guerre, di bassa e alta intensita’, che causano emergenze immediate ma anche croniche, come in Darfur, Afghanistan, Repubblica Democratica del Congo. Il secondo settore chiave di intervento e’ lo sviluppo. Il cibo, in questi casi, diventa uno strumento attraverso il quale costruire percorsi di autonomia e autosostentamento : cibo in cambio di lavoro e di frequenza scolastica. Si fornisce cioè assistenza alimentare per avere manodopera per la costruzione o ricostruzione di infrastrutture o per consentire la frequenza scolastica a milioni di bambini altrimenti esclusi da qualsiasi percorso formativo.” D. Quali sono i mezzi di cui il PAM dispone per fronteggiare questo drammatico problema? R. “Negli 80 paesi in cui opera attraverso l’ausilio di circa 9000 funzionari, il PAM gestisce e coordina una poderosissima macchina logistica che consente di raggiungere ogni angolo remoto del pianeta in tempi estremamente rapidi. Ogni catastrofe naturale o ogni conflitto che generi la necessita’ di assistenza alimentare chiama in causa il PAM ovunque si verifichi. In ogni situazione il PAM deve riuscire a raggiungere la popolazione civile in difficolta’. E’ per questo che si avvale non solo di una flotta di navi, aerei e camion ma non esita a mettere in campo zattere, elefanti, muli qualora le aree colpite siano irraggiungibili in altro modo. Portare cibo e’ la missione, farlo arrivare in tempo e’ la priorita’, garantire che sfami chi ha bisogno e’ il dovere!” D. Ma sarà possibile vincere la lotta contro la fame nel mondo? Quasi una sfida epocale! R. “Purtroppo la lotta contro la fame nel mondo e’ lontano dall’essere vinta. Nonostante le Nazioni Unite l’abbiano posta al primo...

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