Mondo Lions

LIONISMO E ISTITUZIONI : UN RAPPORTO PROFICUO

Posted by on Mar 25, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

Di grande valenza sul piano della partecipazione l’ inchiesta che la rivista LION ha lanciato sul “Lionismo del centenario” per far luce sul futuro della nostra Associazione nella prospettiva di nuove sfide sociali da affrontare. Fare luce cioè su un Lionismo che, impaludato in miseri personalismi e inquietanti strumentalizzazioni, rischia di finire relegato in un anonimato sociale. Per colmare la distanza profonda che ci separa dalla società serve a nulla gonfiare di retorica discorsi inutili, inondare il web con pietose fotografie, difendere ….rendite di posizioni (usurpate)! Cestinando gli spot pubblicitari di qualche “predicatore errante”, il ricordo richiama alla memoria il pensiero di un grande Direttore internazionale, prematuramente scomparso, Giovanni Rigone: “Il Lionismo deve sentire l’urgenza di servire su due fronti: quello della solidarietà e quello della partecipazione civile, individuare cioè le problematiche più complesse e concorrere con un consapevole senso di responsabilità alla loro soluzione.” Dunque, un’ immagine del lionismo meno stereotipata e più partecipe della mutata realtà sociale. Non più un Lionismo di risposta e di soccorso ma un Lionismo di proposta sociale, di mediazione socio-culturale per supportare sul territorio l’azione delle Istituzione nella gestione della cosa pubblica. Aprirsi dunque alla società civile nella prospettiva di assumere un ruolo di Authority nel Terzo settore, un ruolo strategico per promuovere la cittadinanza attiva e realizzare il principio costituzionale della “solidarietà orizzontale” secondo uno degli scopi propri del Lionismo: “Essere parte attiva del benessere civico, culturale, sociale, morale della comunità.” E nelle risposte pervenute alla rivista LION dai vari Distretti del MD 108 Italy viene ribadita una grande voglia di cambiamento legata a un diverso rapporto del Lionismo con il territorio. Circoscrivendo l’indagine al nostro Distretto, dopo aver ospitato lo scorso anno gli interventi dei Sindaci delle città capoluogo dell’Ib1, riteniamo opportuno dare voce alla figura di chi, a livello istituzionale, rappresenta sul territorio il Governo nazionale, il Prefetto, “garanzia di legalità e imparzialità della Pubblica Amministrazione”, per raccoglierne giudizi e opinioni sul ruolo sociale del Lionismo quale strumento di mediazione e di sviluppo socio-culturale della comunità. Il Prefetto ha un ruolo di rappresentanza generale, un ruolo che trova conferma e supporto nella istituzione della “Conferenza permanente” da lui presieduta e composta dai responsabili delle strutture periferiche dello Stato, in base al DPR 287 del 2001. Al Prefetto sono demandati compiti nell’ambito della Protezione civile, del procedimento elettorale, ordine e sicurezza pubblica, rapporto fra Stato e autonomie locali, immigrazione, attività di mediazione sociale e, più in generale, ampie funzioni amministrative. A rappresentare simbolicamente la voce dei Prefetti del Distretto Ib1 è il Prefetto di Monza e Brianza, Giovanna Vilasi, in servizio nel capoluogo brianzolo dal 2 aprile 2012, che ringraziamo per la sua sensibilità e disponibilità. A Monza domenica 19 aprile si svolgerà il Lions Day 2015, il tradizionale incontro dei Lions con la società civile. Particolarmente significativo l’intervento della dottoressa Vilasi: considerazioni e riflessioni sul ruolo sociale del Lionismo, sulla sua forza di mediazione, quale punta di diamante dell’Associazionismo di servizio. Obiettivo di fondo: attraverso il proficuo rapporto con le Istituzioni, mettere in rete la solidarietà per rimuovere egoismi (privati) e ritardi (pubblici) e costruire legami sociali forti e duraturi. E’ questa la strada tracciata per promuovere risposte creative ed efficaci ai bisogni dei più deboli e contribuire alla promozione umana della persona, nella speranza di costruire un mondo migliore e più...

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LIONISMO E QUESTIONE MORALE

Posted by on Mar 20, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

Le cronache di questi ultimi tempi hanno riproposto con particolare rilievo un male antico della società italiana, un male che non conosce ambiti di appartenenza, pubblico o privato: la corruzione ovvero, nella sua più ampia accezione, la “questione morale”. Mille tentacoli che rischiano, pericolosamente, di penetrare e …annidarsi anche nella “torre eburnea” del lionismo. Di grande responsabilità appare, in questo frangente, l’azione di chi è chiamato a essere faro e guida del lionismo distrettuale, tutelandone con forza l’immagine. Una leadership, se tale è, non può sottacere infatti la questione morale dell’Associazione in presenza di gravi episodi, come quelli registrati recentemente in un Distretto: velenose lettere sulla struttura lionistica indirizzate alla stampa, procedimenti penali a carico di qualche officer, il Past presidente di un Club finito in carcere per un orrendo fatto di sangue. E questo, per ironia della sorte, alla vigilia del Congresso nazionale di Monza sui ….”Cambiamenti sociali e nuove forme di violenza”! Non si può rimanere indifferenti dinanzi alla desertificazione dei valori morali che sono alla base del nostro essere Lions! Sarebbe una inquietante latitanza. L’etica lionistica, nostro fiore all’occhiello, riguarda il presente e il futuro dell’Associazione, riguarda la dignità di chi è entrato per fede nell’Associazione! Il lionismo, felice intuizione di Melvin Jones, ha bisogno di Uomini veri, Uomini giusti, Uomini illuminati per camminare fra la gente, ha bisogno di Uomini che sappiano testimoniare con onestà d’intenti il messaggio lionistico, anteponendo -in umiltà e modestia- il comune sentimento di appartenenza al proprio io, ai propri interessi, alle proprie idee. Passione, progettualità e soprattutto moralità cristallina: tre condizioni imprescindibili in assenza delle quali diventa inarrestabile la fuga di tanti soci, la disaffezione alla vita del Club. Colpa di un lionismo ingessato, male rappresentato e sempre più strumentalizzato! Un lionismo inesorabilmente “in via di estinzione”, secondo la drastica previsione del Direttore Internazionale Cesarotti. E’ giunto forse il tempo di mettere da parte ogni intervento di facciata per una inversione di rotta a difesa della integrità morale dell’Associazione. Vanno fugate le ombre che si addensano minacciose sul lionismo per far riemergere il nostro patrimonio ideale che ha nella “questione morale” la sua massima espressione. Una scelta prioritaria perché è in gioco la nostra credibilità, la nostra visibilità, il nostro futuro! Occorre uno scatto d’orgoglio per rivendicare con forza il nostro glorioso passato, prendendo -con fermezza- le distanze da chi getta fango su oltre 90 anni di storia spesi in tutto il mondo al servizio dei più bisognosi. Torniamo a essere “coscienza critica” nella società testimoniando con coraggio e coerenza i valori del lionismo. Magari con qualche …. spot in meno ma con qualche service in più a favore di quei progetti che ci possano accreditare, a pieno titolo, ambasciatori di solidarietà e giustizia sociale sul territorio. E’ questa la strada tracciata da Melvin Jones. Non esistono...

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STAMPA LOCALE FRA PRESENTE E FUTURO

Posted by on Mar 8, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

STAMPA LOCALE FRA PRESENTE E FUTURO

Intermeeting a Gallarate con l’intervento dei Direttori della Prealpina e della Provincia – L’informazione al servizio della verità – L’etica della comunicazione Il ruolo e il futuro della stampa locale”: questo il tema dibattuto in occasione dell’intermeeting organizzato al Tennis Club di Gallarate dai Lions Club Gallarate Host, Gallarate Seprio e Lonate Pozzolo Brughiera. Intervistati da Antonio Laurenzano, Addetto stampa distrettuale, in un virtuale “porta a porta” si sono confrontati Giancarlo Angeleri, Direttore della Prealpina, e Giorgio Gandola, Direttore della Provincia, storiche testate con oltre cento anni di vita. Una serata di grande interesse, espressione della centralità sociale del lionismo e della sua mission socio-culturale alla quale hanno partecipato il Governatore Roberto Monguzzi, l’IPDG Lanfranco Roviglio, il VDG Rosario Marretta e numerosi officer distrettuali. Presenti anche personalità civili e militari fra cui il Sindaco di Gallarate, Nicola Mucci, e il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Varese, colonnello Maurizio Delli Santi. Nutrita la rappresentanza della stampa locale, con il Direttore di Rete 55 Matteo Inzaghi e di Living Nicoletta Romano. Nel corso del dibattito sono stati analizzati gli aspetti più controversi del giornalismo: dalla libertà di stampa all’informazione on line, dal rapporto con i lettori a quello con i poteri forti, dall’etica della comunicazione alla contestata legge sulle intercettazioni. Un mix di grosso spessore che ha confermato la vitalità dei giornali di provincia che per la loro storia e il loro forte radicamento sul territorio rappresentano un punto di riferimento nel processo di crescita della comunità. In questa peculiarità è racchiuso il successo del giornale locale, nel suo stretto rapporto con il lettore per il quale rappresenta uno strumento di identificazione, l’incarnazione della propria terra, la terra dei padri, dei ricordi, degli affetti giovanili. Un rapporto che genera una sorta di “vicinanza interattiva” fra chi legge e chi scrive. E se l’informazione on line potrà mettere in pericolo il futuro dei giornali nazionali, per Angeleri e Gandola “la stampa locale, legata al territorio, espressione diretta della vita reale, sarà sempre più la risposta vincente alla globalizzazione e alla uniformità dell’informazione”. In questa profetica visione, i relatori -incalzati dal moderatore Antonio Laurenzano che ha denunciato la gogna mediatica in cui viene spesso a configurarsi il sistema dell’informazione- hanno chiarito all’unisono un concetto di fondo. “Quello del giornalista è un mestiere in cui il problema non è la censura ma l’autocensura: è importante l’onestà nel riportare la notizia”. Il bilanciamento fra il diritto di cronaca e quello di riservatezza, tra l’interesse alla divulgazione e la tutela dei soggetti terzi non può essere cioè demandato al Legislatore ma appartiene all’etica professionale del giornalista. Una responsabile chiave di lettura per la sopravvivenza della carta stampata. Non scomparirà dunque dall’edicola il quotidiano locale, resterà aperta la…finestra sulle nostre città grazie a un giornalismo al servizio della verità capace di accendere gli animi e le coscienze. Nel commento finale di Antonio Laurenzano l’augurio che “il lettore possa ancora trovare nel giornale un messaggio di speranza per un futuro...

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CURA DIMAGRANTE DEI TRIBUNALI : GIUSTIZIA NEL CAOS!

Posted by on Mar 8, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

Il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo ospite del L. C. Gallarate Seprio- La nuova “geografia giudiziaria” fra razionalizzazione e spending review – “La Riforma della Giustizia: luci e ombre” è stato il tema dibattuto nel corso del meeting organizzato dal Gallarate Seprio, giovedi 10 ottobre, alle Querce di Casorate Sempione. Relatore d’eccezione il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo, alla vigilia del prestigioso incarico che, dal 22 ottobre, è andato a ricoprire a Venezia, quale Presidente della Corte d’Appello. Con la partecipazione di numerosi soci e tanti ospiti, alla serata condotta dal cerimoniere Piero Rossi sono intervenuti il Sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato a.r. Luigi Minchella, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gallarate, Capitano Michele Lastella, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio Walter Picco Bellazzi. Presentato dall’Addetto stampa distrettuale, l’illustre relatore, al quale il Presidente del Gallarate Seprio Enzo Cattorini ha rivolto il saluto del Club, ha fotografato con chiarezza la situazione del “Pianeta Giustizia”. Un Pianeta in forte fibrillazione mediatica a causa di pericolosi intrecci politici a livello istituzionale, ma anche per le incertezze della Riforma entrata in vigore lo scorso 13 settembre che ha ridisegnato la “geografia giudiziaria” nel nostro Paese. “Un processo irreversibile ed epocale”, secondo il Ministro Cancellieri, ma che lascia dietro di sé un’ondata di polemiche e un forte malumore nella classe forense. Una Riforma che prova ad affrontare il tema della Giustizia, con i suoi ritardi e le sue inefficienze, da un versante finora trascurato dal Legislatore, quello organizzativo, in attesa di un intervento organico sui problemi strutturali, perché la Giustizia, come ha ricordato il Presidente Napolitano, “è una priorità che non può più attendere”. Il Paese ha bisogno di una Giustizia rapida ed efficiente, in un giusto equilibrio fra rispetto della legalità e garanzia processuale. Cosa è cambiato con la Riforma? Tagli a Tribunali e Uffici con la chiusura del 47% delle strutture giudiziarie in tutta Italia, e il conseguente trasferimento di 7300 dipendenti e 2700 Magistrati. In un clima di spending review , il risparmio stimato sarà pari a 95 milioni di euro all’anno. Nell’aridità delle cifre, questo il significato della Riforma: soppressi 30 Tribunali (in Lombardia quelli di Vigevano, Voghera e Crema), 30 Procure, 220 sezioni distaccate, chiusura di 667 Uffici del Giudice di Pace. . E l’impatto di questa Riforma, come ha evidenziato il Presidente Mazzeo nel suo brillante intervento, è particolarmente forte sul Tribunale di Busto Arsizio, il cui circondario comprende 38 comuni. Da settembre ha inglobato la giurisdizione di Legnano e quella di Rho con la sua area Expo, diventando uno dei primi dieci Tribunali d’Italia. In totale, un’ottantina di Comuni per quasi un milione di abitanti, con l’aggiunta di Malpensa e il suo indotto. Il carico di lavoro al Tribunale di Busto Arsizio negli ultimi anni è notevolmente aumentato: traffico internazionale di droga a Malpensa, immigrazione extra-comunitaria, reati a contenuto economico-finanziario, procedure concorsuali legate alla crisi economica, reati contro la persona. Ciò nonostante, il Tribunale bustocco è tra i primi per i tempi di emissione delle sentenze, a beneficio della sicurezza percepita dai cittadini che passa anche attraverso la celerità delle risposte che la Giustizia riesce a dare. Ora, con questi accorpamenti, ha osservato Antonino Mazzeo, la situazione diventa particolarmente critica: si rischia il collasso. Spazi inadeguati, fascicoli in… viaggio, ufficiali giudiziari in agitazione, parcheggi in tilt, avvocati sul piede di guerra. E, dulcis in fundo, un organico ridotto: 22 magistrati sui 38 previsti, 63 amministrativi sui 123 necessari. Il Lionismo di opinione, grazie al Gallarate Seprio, ha messo in …...

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IL  LIONISMO  VARESINO …. IN  EUROPA

Posted by on Feb 11, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

IL  LIONISMO  VARESINO …. IN  EUROPA

Importante riconoscimento ad Antonio Laurenzano del Lions Club Gallarate Seprio Importante affermazione a livello nazionale del lionismo varesino. Il Consiglio dei Governatori del Multidistretto 108 Italy, riunitosi a Roma, ha approvato all’unanimità l’appello “Per un’Europa unita!” proposto da Antonio Laurenzano, socio del Lions Club Gallarate Seprio, addetto stampa distrettuale. “Un appello maturato, dichiara Laurenzano, in un contesto politico-economico europeo di grandi tensioni istituzionali causate da una crisi valutaria dentro la quale si è colta l’assenza dell’originario spirito europeo che superasse gli egoismi e gli interessi nazionali. I Lions, portatori di cittadinanza attiva, auspicano per i popoli europei una comune casa europea, costruita sui valori della millenaria civiltà dell’Europa, fattore di stabilità e di progresso nel mondo. E’ tempo di vivere non più come cittadini di diverse nazioni, ma come europei di diverse regioni”. Ad Antonio Laurenzano, nostro opinionista, è pervenuto un messaggio del Governatore del Distretto 108 Ib1, Danilo F. Guerini Rocco, di cui fa parte il club gallaratese: “Mi complimento vivamente con l’autore dell’appello per la sua ben nota sensibilità di europeista di vecchia data e per il suo costante impegno giornalistico a favore della storica causa europea, condividendo con tutti i Lions del Distretto questo successo che legittima in ambito nazionale il ruolo del 108 Ib1 e lo spirito di servizio dei suoi soci”. Nei prossimi giorni, il Presidente del Consiglio dei Governatori, Naldo Anselmi, provvederà a trasmettere alle istituzioni nazionali e comunitarie l’appello del Lionismo italiano per una sollecita integrazione politica del Vecchio Continente....

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CONVEGNO: LA VITA VA VISSUTA E NON VA…BEVUTA!

Posted by on Feb 11, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

CONVEGNO: LA VITA VA VISSUTA E NON VA…BEVUTA!

  “La vita come valore: conoscerla, amarla, e apprezzarla sempre! Questa consapevolezza è la vera marcia in più di chi vuole salvare la propria vita ed evitare  lutti e dolori alla propria famiglia”.  In questa dichiarazione, resa fra la commozione generale da Alessio Tavecchio, paraplegico a seguito di un incidente motociclistico a 23 anni,  è racchiuso il film del Convegno “I Giovani e la sicurezza stradale-Le stragi del sabato sera” svoltosi sabato 19 gennaio, presso il Salone Estense del Comune di Varese. Organizzato dai Lions Club Varese Sette Laghi e Lonate Pozzolo Brughiera, in collaborazione con l’Associazione Nazionale della Polizia di Stato e il SAP di Varese e con il patrocinio del Comune di Varese, il Convegno per la rilevanza sociale del tema in discussione, ha registrato una grande partecipazione di pubblico, anche giovanile. Con l’intervento del Governatore del Distretto Lions 108 Ib1, Norberto Gualteroni,  al Convegno hanno portato il loro saluto  il Questore di Varese Danilo Gagliardi, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Alessandro De Angelis, il Direttore Generale dell’ASL di Varese Giovanni Daverio e il Comandante della Polizia locale Antonio Lotito. Per il Comune di Varese è intervenuto l’Assessore alla Polizia locale e sicurezza Carlo Piatti. Nel corso del Convegno, introdotto dall’Addetto stampa distrettuale Antonio Laurenzano e moderato dal Direttore di Rete 55 Matteo Inzaghi, sono state analizzate  -attraverso le otto relazioni in programma- gli aspetti più significativi legati alla stragi del sabato sera. “Una cronaca senza fine, ha commentato Laurenzano. un bollettino continuo di morti  e feriti sulle strade. Tanti ragazzi e ragazze che, nel cuore della notte, andando incontro a un assurdo destino, spezzano tragicamente la loro vita lasciando nella disperazione i propri genitori, derubati di sogni e speranze. E una vita troncata  in giovane età è un problema sul quale interrogarsi.” Nell’aridità dei numeri presentati dalla Commissione europea alla Quarta Giornata della sicurezza stradale, lo scorso luglio a Cipro, emerge una realtà impressionante, fatta di lutti e dolori. Nel 2011, ci sono state in Italia 3860 vittime, 972 delle quali, pari al 25%, con età inferiore ai 30 anni. “In Provincia di Varese, in particolare, pur non registrandosi vittime del sabato sera, nel 2012 sono state ritirate ben 186 patenti per stato di ebbrezza e per guida sotto l’influenza di droga”, ha dichiarato Alfredo Magliozzi, Comandante della Polstrada varesina. Gli incidenti stradali causati da consumo di alcol e di sostanze stupefacenti sono infatti la prima causa della mortalità giovanile. Lo hanno ricordato nei rispettivi interventi Ines Caneponi, Primo Dirigente Medico della Polizia di Stato della Questura di Milano, parlando dell’alcol, “il killer del sabato sera”, e Vincenzo Marino, Direttore del Dipartimento delle Dipendenze ASL di Varese, parlando di “consumo, abuso e dipendenza sostanze stupefacenti”. Il problema di fondo, la sua chiave di lettura, è la prevenzione. E’ su questo terreno che occorre intervenire. Da angolature diverse lo hanno affermato Paolo Soru, Psicologo-Psicoterapeuta, e Don Giorgio Spada, Cappellano della Polizia di Stato. E’ fondamentale ridestare nei giovani i grandi ideali, la passione civile  per renderli protagonisti consapevoli del loro ruolo sociale. Coniugare la libertà con il senso del dovere per poterla vivere non come trasgressione ma come valore di grande significato.  E in questo percorso, la famiglia e la scuola, assumono un ruolo centrale: dovranno “insegnare ai giovani l’arte del vivere”, nel segno di una rinnovata “alleanza educativa”. Non  bastano le croci lungo le strade per fermare in tempo il tragico salto nel buio di tanti ragazzi! Bisogna far capire ai giovani che “la vita va vissuta e non…va bevuta!” e che  alla guida di un’auto, si deve dare  “la precedenza alla vita e non alla morte”!...

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