IL NUOVO LOOK DELL’EURO
Gli Euro si rifanno il look. A quasi 25 anni dalla storica prima emissione del 2002, le banconote delfuturo, superando la originaria scelta “ecumenica” di ponti e architetture generiche, riproporrannopersonaggi nazionali presenti nel patrimonio culturale di tutti gli europei nell’intento di incarnarel’autentico spirito europeo con la sua eredità di valori comuni, fondata su libertà, cultura e scienza.Rappresentare cioè l’unità ideale dei popoli aldilà delle differenze nazionali. Oltre alla “culturaeuropea”, l’altro tema individuato da una giuria internazionale della Bce tra le oltre 1200 proposteesaminate è quello di “Natura: fiume e uccelli”: da una parte il genio di singole persone che hapermesso di rendere il Vecchio Continente la culla del sapere, dall’altra la natura, delicata einsieme selvaggia, che porta con sé una libertà senza confini.I dieci design finalisti per le nuove banconote, divisi fra i due macro-tema selezionati, sono statipresentati a Francoforte, nella sede della Banca centrale europea, alla presenza della PresidenteCristine Legarde: “Le banconote in euro sono più di un mezzo di pagamento, sono una delleespressioni più tangibili dell’Europa. Attraverso design che uniscono bellezza e significato,rafforzeranno la nostra identità condivisa.”Sono sei i grandi nomi della cultura selezionati come rappresentanti dell’immensa storia culturaleeuropea: Maria Callas, soprano greco-statunitense, il compositore tedesco Ludwig van Beethoven,la scienziata premio Nobel polacco-francese Marie Curie, lo scrittore spagnolo Miguel deCervantes, il genio italiano Leonardo da Vinci e l’austriaca Bertha von Suttner, premio Nobel per lapace. La seconda proposta, legata alla natura, segue invece un filo conduttore completamentediverso. Ogni banconota racconta una fase del corso di un fiume europeo, dalla sorgente al mare,accompagnata da una specie di uccello rappresentativa dei diversi ecosistemi. Sul retro trovanoinvece spazio alcune delle principali istituzioni dell’Unione europea, dal Parlamento allaCommissione, dalla Bce alla Corte di Giustizia, fino al Consiglio europeo e alla Corte dei Conti.Spetterà ai cittadini dell’Unione europea, recandosi sul sito della Banca centrale europea(https://surveys.ecb.europa.eu/10b/neweuro/), votare il restyling che preferiscono: cultura europeao natura? “Tutti i cittadini europei sono ora invitati a fare sentire la propria voce”, ha dichiaratoCristine Legarde. Il sondaggio online resterà aperto fino al 21 settembre 2026, mentre una societàindipendente realizzerà una consultazione parallela su un campione rappresentativo dellapopolazione dell’area euro. I risultati delle due rilevazioni, insieme alle valutazioni tecniche e alparere della giuria, saranno valutati dal Consiglio direttivo della Bce per la scelta finale, attesaentro la fine dell’anno. La nuova serie di banconote non rappresenta soltanto un cambiamentografico, la Bce abbandona infatti la filosofia adottata venticinque anni fa, quando le banconotefurono disegnate dall’artista austriaco Robert Kalina con ponti, finestre e portali immaginari perevitare di privilegiare monumenti o simboli di uno Stato membro rispetto a un altro. Le futurebanconote, invece, attraverso grandi uomini o angoli di natura racconteranno una storia vera,luoghi di cultura, spazi di reale condivisione. Oltre al diverso aspetto grafico, la nuova serie punteràsu standard più elevati di sicurezza per contrastare la falsificazione oltre a favorire una miglioreaccessibilità per le persone con disabilità visive. L’immissione in circolazione delle nuovebanconote in euro è prevista negli anni successivi, le precedenti serie in euro manterranno ilproprio valore legale e continueranno a circolare insieme alla nuova serie.Per l’Eurosistema un salto in avanti, “un’azione a lungo termine volta a garantire che il contanteresti un mezzo di pagamento sicuro, efficiente e vicino ai cittadini, preservando la loro libertà discegliere come pagare”. Senza perdere di vista, ovviamente, lo scopo principale: la stabilità...
Read MoreFISCO, SI VOLTA PAGINA
Dopo quarant’anni dall’approvazione del Testo Unico delle imposte sui redditi del 1986, il sistematributario si avvia verso un profondo cambiamento. Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficialedel Decreto legislativo n.117 del 19 giugno 2026 approda nel nostro ordinamento il nuovo TUIR,applicabile dal 1° gennaio 2027, in attuazione della legge delega votata nel 2023 con l’intento di“riordinare e coordinare l’impianto vigente semplificando la disciplina fiscale”. Il Testo unico varatodal Governo si inserisce all’interno di un processo di riorganizzazione della materia fiscale, al paridegli altri testi unici già pubblicati tra cui, da ultimo, il Testo unico in materia di imposta sul valoreaggiunto, e l’ultimo in corso di approvazione relativo a “adempimenti e accertamenti”In linea con i principi e i criteri direttivi stabiliti dalla delega fiscale del 2023, il nuovo Testo unico,previa abrogazione delle disposizioni incompatibili ovvero non più attuali, provvede alla puntualeindividuazione delle norme vigenti organizzandole per settori omogenei e al loro coordinamentoapportando le necessarie modifiche, migliorandone la coerenza giuridica, logica e sistematica.Obiettivo è quello di rendere più organica e facilmente consultabile una normativa che, nel corsodegli anni, è stata modificata da numerosi interventi legislativi. Nessuna revisione della disciplinatributaria, ma attraverso un processo di semplificazione la raccolta in un unico corpus delle normeesistenti, adeguandole agli interventi normativi degli ultimi anni.Un Testo unitario, aggiornato e più agevole da consultare. La raccolta delle norme in un unicoimpianto consente di ridurre la frammentazione della disciplina e offre una base più ordinata per ifuturi interventi modificativi previsti nell’ambito della riforma fiscale. Per contribuenti, imprese eprofessionisti il principale effetto è la disponibilità di un riferimento organico per l’applicazione delleregole relative a tassazione delle persone fisiche, tassazione delle società, regimi speciali, rapportiinternazionali, imposizione minima globale. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo (nella foto),deus ex machina della riforma, ha dichiarato: “E’ un intervento strutturale che rafforza la qualitàdella nostra legislazione tributaria, un risultato che, come governo Meloni, rivendichiamo conorgoglio, consapevoli del grande percorso avviato tre anni fa e che porteremo a compimento entrola fine della legislatura.”La struttura del nuovo Testo, composto da 377 articoli, è organizzata sistematizzando i vari regimiesistenti tenuto conto, in primis, del soggetto passivo dell’imposta (persone fisiche e giuridiche) edistinguendo le disposizioni generali da quelle speciali. In particolare, delle quattro parti di cui sicompone, la prima è dedicata alle disposizioni generali che riproducono la struttura e le norme delprevigente Tuir, nella seconda e nella terza parte sono confluite, rispettivamente, le disposizionispeciali già contenute in altri corpi normativi e quelle in materia di fiscalità internazionale. Alledisposizioni finali e transitorie è dedicata l’ultima parte del Testo unico.Si volta pagina, dunque. Da tempo si avvertiva la necessità di un fisco semplificato perfronteggiare un’inflazione legislativa che produce incertezza e confusione. Tante norme (più dicentodiecimila in vigore!) che, a volte in modo contraddittorio, regolano la stessa materia. Unaproliferazione della normativa che è causa non solo di uno scadimento qualitativo dellalegislazione tributaria ma anche della potenziale ignoranza della legge, con grave pregiudizio dellacertezza del diritto, divenuta una chimera! Tanti ostacoli sulla strada della trasparenza fiscale:problemi interpretativi, incertezze operative e scorie burocratiche accompagnano quotidianamentecontribuenti e professionisti. Interventi spot, proroghe estemporanee, a conferma di un sistematributario imperfetto nei suoi meccanismi operativi, nelle sue procedure, nei suoi strumenti dicontrollo. La strada è tracciata: operare in un quadro normativo chiaro e definito significalegittimare all’interno del sistema tributario il necessario rapporto di fiducia e collaborazione tracittadino e fisco, cardine del vituperato “Statuto del contribuente”. Semplicità, certezza ed equitàper l’affermazione del dovere fiscale, principio sancito dall’art. 53 della Costituzione, checostituisce il fondamento sul quale regge l’organizzazione dello Stato moderno. Una sfida di...
Read More



Commenti recenti