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CURA DIMAGRANTE DEI TRIBUNALI : GIUSTIZIA NEL CAOS!

Posted by on Mar 8, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

Il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo ospite del L. C. Gallarate Seprio- La nuova “geografia giudiziaria” fra razionalizzazione e spending review – “La Riforma della Giustizia: luci e ombre” è stato il tema dibattuto nel corso del meeting organizzato dal Gallarate Seprio, giovedi 10 ottobre, alle Querce di Casorate Sempione. Relatore d’eccezione il Presidente del Tribunale di Busto Arsizio Antonino Mazzeo, alla vigilia del prestigioso incarico che, dal 22 ottobre, è andato a ricoprire a Venezia, quale Presidente della Corte d’Appello. Con la partecipazione di numerosi soci e tanti ospiti, alla serata condotta dal cerimoniere Piero Rossi sono intervenuti il Sindaco di Gallarate, Edoardo Guenzani, il Dirigente Superiore della Polizia di Stato a.r. Luigi Minchella, il Comandante della Compagnia dei Carabinieri di Gallarate, Capitano Michele Lastella, il Presidente dell’Ordine degli Avvocati di Busto Arsizio Walter Picco Bellazzi. Presentato dall’Addetto stampa distrettuale, l’illustre relatore, al quale il Presidente del Gallarate Seprio Enzo Cattorini ha rivolto il saluto del Club, ha fotografato con chiarezza la situazione del “Pianeta Giustizia”. Un Pianeta in forte fibrillazione mediatica a causa di pericolosi intrecci politici a livello istituzionale, ma anche per le incertezze della Riforma entrata in vigore lo scorso 13 settembre che ha ridisegnato la “geografia giudiziaria” nel nostro Paese. “Un processo irreversibile ed epocale”, secondo il Ministro Cancellieri, ma che lascia dietro di sé un’ondata di polemiche e un forte malumore nella classe forense. Una Riforma che prova ad affrontare il tema della Giustizia, con i suoi ritardi e le sue inefficienze, da un versante finora trascurato dal Legislatore, quello organizzativo, in attesa di un intervento organico sui problemi strutturali, perché la Giustizia, come ha ricordato il Presidente Napolitano, “è una priorità che non può più attendere”. Il Paese ha bisogno di una Giustizia rapida ed efficiente, in un giusto equilibrio fra rispetto della legalità e garanzia processuale. Cosa è cambiato con la Riforma? Tagli a Tribunali e Uffici con la chiusura del 47% delle strutture giudiziarie in tutta Italia, e il conseguente trasferimento di 7300 dipendenti e 2700 Magistrati. In un clima di spending review , il risparmio stimato sarà pari a 95 milioni di euro all’anno. Nell’aridità delle cifre, questo il significato della Riforma: soppressi 30 Tribunali (in Lombardia quelli di Vigevano, Voghera e Crema), 30 Procure, 220 sezioni distaccate, chiusura di 667 Uffici del Giudice di Pace. . E l’impatto di questa Riforma, come ha evidenziato il Presidente Mazzeo nel suo brillante intervento, è particolarmente forte sul Tribunale di Busto Arsizio, il cui circondario comprende 38 comuni. Da settembre ha inglobato la giurisdizione di Legnano e quella di Rho con la sua area Expo, diventando uno dei primi dieci Tribunali d’Italia. In totale, un’ottantina di Comuni per quasi un milione di abitanti, con l’aggiunta di Malpensa e il suo indotto. Il carico di lavoro al Tribunale di Busto Arsizio negli ultimi anni è notevolmente aumentato: traffico internazionale di droga a Malpensa, immigrazione extra-comunitaria, reati a contenuto economico-finanziario, procedure concorsuali legate alla crisi economica, reati contro la persona. Ciò nonostante, il Tribunale bustocco è tra i primi per i tempi di emissione delle sentenze, a beneficio della sicurezza percepita dai cittadini che passa anche attraverso la celerità delle risposte che la Giustizia riesce a dare. Ora, con questi accorpamenti, ha osservato Antonino Mazzeo, la situazione diventa particolarmente critica: si rischia il collasso. Spazi inadeguati, fascicoli in… viaggio, ufficiali giudiziari in agitazione, parcheggi in tilt, avvocati sul piede di guerra. E, dulcis in fundo, un organico ridotto: 22 magistrati sui 38 previsti, 63 amministrativi sui 123 necessari. Il Lionismo di opinione, grazie al Gallarate Seprio, ha messo in …...

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IMMIGRAZIONE E LEGALITA’

Posted by on Mar 2, 2015 in La nostra Società | 0 comments

IMMIGRAZIONE  E  LEGALITA’

Immigrazione : croce e delizia nel dibattito politico europeo. Le mutate condizioni socio- economiche dell’ Unione impongono con urgenza la verifica dei  « bisogni » a lungo termine della comunità, valutando in che misura possano essere soddisfatte dalle risorse esistenti e definendo una politica di ammissione per i cittadini dei paesi terzi finalizzata alla copertura di posti di lavoro vacanti. Attraverso la regolamentazione dei flussi migratori in entrata verrebbe rafforzata la lotta al lavoro nero ma soprattutto si lancerebbe un segnale forte al triste fenomeno della clandestinità e ai tanti mercanti di morte che alimentano questo mercato. « E’ ora di prendere coscienza –ha dichiarato il Commissario europeo per la giustizia e gli affari interni, il portoghese Antonio Vitorino- che le politiche d’immigrazione a tasso zero degli ultimi venticinque anni non hanno funzionato e non sono più adatte alla situazione economica e demografica nella quale si trova oggi l’Unione Europea. » La realtà, del resto, è sotto gli occhi di tutti. Dalla direzione di Europol, il  centro di coordinamento delle polizie europee, arrivano notizie allarmanti : sono mezzo milione i clandestini che entrano annualmente nel territorio dell’Unione. E inoltre, le misure di regolarizzazione adottate in Europa dagli anni Settanta hanno di fatto riconosciuto il diritto di soggiorno a un milione e ottocentomila persone. L’opzione zero, dunque, non ha funzionato ! Questa ondata migratoria in risalita ha peraltro permesso all’UE di presentarsi all’alba del nuovo millennio con una popolazione di 377,6 milioni di abitanti rispetto ai 376,4 di fine anno ’99. E l’ incremento, secondo l’analisi condotta dall’Ufficio statistico europeo, è da attribuire per circa il 70 per cento ai flussi migratori che si sono rivelati decisivi per determinare un saldo positivo in Stati come Italia, Germania, Svezia e Grecia che altrimenti avrebbero registrato un decremento demografico. Ma come impostare una comune politica per il controllo della immigrazione ? Il commissario europeo Vittorino ha avanzato una proposta operativa che, se approvata dalla Commissione, permetterà ai potenziali immigrandi per motivi economici di rivolgersi direttamente  alle autorità del Paese d’origine  per avere ogni informazione riguardo alle condizioni di vita (lavoro, salario, abitazione, procedure amministrative,ecc.) che troveranno negli Stati comunitari. Per l’Unione vuol dire interagire preventivamente con i Paesi delle aree geografiche interessate all’emigrazione comunicando la « quota d’ingresso » rapportata alle obiettive disponibilità del mercato del lavoro interno. All’immigrato verrebbe così garantito il diritto al lavoro ma anche il diritto alla  integrazione sociale, evitando la emarginazione nei ghetti delle città che allontana sempre più ogni forma di civile aggregazione. La sfida per l’UE consiste quindi nello sviluppare una politica d’ immigrazione aperta e flessibile in linea con i valori e i principi fissati recentemente nella Carta europea dei diritti : rispetto dei diritti umani, della dignità umana, della multicultura  ma anche rispetto, da parte di ogni cittadino membro della comunità, delle leggi e dei regolamenti comunitari. Questa politica di apertura verso l’immigrazione dovrà necessariamente accompagnarsi a una rigorosa  neutralizzazione della clandestinità. Occorre  un salto di qualità nella lotta a un fenomeno che ha finora generato un profondo malessere sociale per i tanti inquietanti risvolti a esso collegati : dalla tratta di uomini,donne e bambini alla prostituzione, al traffico di armi e stupefacenti, alla violenza di ogni genere (furti, rapine, aggressioni, ecc.). Sarebbero  auspicabili, su questo fronte, collaborazioni operative fra gli Stati membri dell’UE nel controllo delle frontiere esterne con l’obiettivo di mirare a  forze di polizia che, con azione congiunta, agiscano sul territorio  in maniera più intensa e incisiva per affermare, con unità di intenti, un principio di civiltà : immigrazione nella legalità per una società pluralista, contro ogni forma di razzismo e xenofobia. Il resto è appannaggio della demagogia e della improvvisazione...

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LA FAMIGLIA NELLA SOCIETA’ CONTEMPORANEA

Posted by on Feb 13, 2015 in La nostra Società, SliderHome | 0 comments

LA  FAMIGLIA  NELLA  SOCIETA’  CONTEMPORANEA

Analisi sociologiche condotte sulla società contemporanea  in Italia portano tutte alle medesime conclusioni. Un’equazione eloquente : mancanza di valori uguale a malessere sociale ! E i problemi che oggi la società si trova a dover affontare sono in gran parte riconducibili alla caduta di quei valori che nel tempo hanno segnato la storia degli uomini : amore, fratellanza e solidarietà. E una società povera di questi valori, sclerotizzata nei suoi principi morali, è una società inesorabilmente condannata al suicidio. Individualismo, materialismo, consumismo sfrenato e soprattutto la quotidiana sagra dell’effimero rappresentata da  una  TV  spazzatura hanno portato sugli altari falsi dei, falsi miti concorrendo a determinare una distorta visione della realtà. Si è da tempo arrestato ogni processo di crescita culturale, si è inaridito ogni  serio  dibattito  sui grandi temi della politica e dello sviluppo economico. L’edonismo ha soppiantato  i consolidati modelli di vita del passato costruiti attorno a valori  radicati innanzitutto nella coscienza di ogni singolo individuo. Il vuoto ideologico, il nichilismo culturale, l’intolleranza civile e religiosa sono ormai, ed è triste affermarlo, le bandiere di una scocietà allo sbando, sempre più in balia di falsi profeti ! Uno scenario di grande decadimento si presenta dunque dinanzi ai nostri occhi. Uno scenario che fa a pugni con il luccichio di un apparente benessere, con il facile arricchimento, con una vita spericolata, vissuta  senza inibizione alcuna. Ma dietro le luci le ombre. Tante ombre che  nascondono la triste realtà rappresentata dalla polverizzazione  della  cellula  primaria della società : la famiglia,  con la sua naturale vocazione di strumento  di formazione e di crescita civile e spirituale. La famiglia, privata del suo ruolo di formazione delle risorse individuali di base, rappresenta così terreno di potenziale degrado del tessuto sociale e, in prima analisi, fattore negativo della problematica giovanile, con le sue tensioni e i suoi conflitti comportamentali. Perchè è appunto sui giovani che si registra l’impatto negativo di una famiglia invisibile ! Sui meccanismi di devianza minorile scatta infattti l’influsso pesante della famiglia quando essa non è in grado, verso l’esterno, di garantire ai figli affetto, autonomia, perseguimento e raggiungimento di mete umane e professionali, cioè quella serie di elementi fondamentali per la formazione della personalità dei giovani ai quali spesso viene a mancare una precisa identità culturale. E il tragico salto nel buio costituisce per molti il prezzo di una vita sbagliata. Droga, alcol, violenza su donne e bambini, vandalismo gratuito, suicidio diventano così la risposta irrazionale alle difficoltà di affrontare responsabilmente il rapporto con la società in modo significativo, come strumento essenziale per identificare i lineamenti della propria personalità. Questa realtà apparentemente inspiegabile nasconde motivazioni particolarmenmte profonde collegate proprio alla crisi della famiglia. Le nuove generazioni soffrono di una crescente solitudine, perchè vivono confinate in un mondo a parte dove, venuti a mancare gli interlocutori naturali ossia i genitori, prendono il sopravvento nuove figure di riferimento, estranee al circuito relazionale della famiglia : gli amici, quelli del « branco », con i quali si condividono ansie e timidezze, i primi segni cioè di quel disagio che se non interpretato in tempo si trasforma in pericolosa devianza. Ma perché siamo arrivati al tragico epilogo della vecchia famiglia patriarcale in cui i genitori, i figli e i nonni, segno di continuità affettiva e generazionale, costituivano un equilibrato insieme educativo ? La famiglia oggi non è più l’isola felice dei nostri nonni, è sempre più aperta ed esposta alla realtà sociale circostante che la condiziona sempre più, turbandone le capacità e le possibilità di prima socializzazione. Ma il malessere della famiglia nella società contemporanea dipende anche dalla sostanziale modificazione del rapporto tra sfera pubblica e sfera privata che si è prodotta nelle nostre...

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EUROPA  SENZ’ANIMA      

Posted by on Feb 13, 2015 in SliderHome, Sull'Europa | 0 comments

EUROPA  SENZ’ANIMA      

La sfida al rigore in atto a Bruxelles continua a generare nei Paesi dell’Eurozona contrasti e polemiche. Il patto di stabilità con i suoi vincoli di finanza pubblica condiziona fortemente le “manovre di bilancio” di alcuni Paesi, fra cui Italia e Francia. Dalla Commissione europea arrivano segnali chiari: conti pubblici in ordine per evitare in primavera l’apertura di procedure sanzionatorie. Ancora una volta si privilegia la stabilità sulla crescita nel nome di quei “tecnicismi burocratici”  censurati  da Papa Francesco in occasione della recente visita al Parlamento europeo di Strasburgo. Un monito severo quello del Papa che, invocando il coraggio della solidarietà per i più deboli, ha parlato di una “Europa malata di solitudine, acuita dalla crisi economica i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche”. Per superare con equilibrio e lungimiranza le sfide del Terzo Millennio, per trovare la via di un futuro sostenibile e innovativo non basta l’unità delle monete e delle banche centrali.            Questa Europa non fa più sognare. Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di incertezze e contraddizioni, un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza un governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini.  E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione.  “L’Europa della malinconia”! Il profondo disagio percepito in gran parte dell’Unione alimenta il crescente euroscetticismo. Sotto accusa la latitanza di una governance  in grado di garantire, con la stabilità del sistema monetario, la crescita economica e quindi lavoro e occupazione. Una governace che, riconoscendo al mercato la sua funzione, deve saper correggere in tempo le storture del processo economico e orientarne al meglio le dinamiche di sviluppo. Le turbolenze finanziarie di questi anni hanno messo a nudo le anomalie del sistema europeo: un sistema monetario comune privo di un unico quadro economico, fiscale, di bilancio, e soprattutto politico. Alla costruzione della comune casa europea mancano due pilastri fondamentali. Prima di tutto l’unità politica: l’Europa unita non può essere soltanto quella dei mercati e dell’euroburocrazia, deve fondarsi su istituzioni dotate di una forte legittimità democratica. E poi quel fitto tessuto di autonomie, di identità territoriali  che, come in un mosaico, vanno a comporre una più generale identità europea. L’anima dell’Europa, da riscoprire e valorizzare, è proprio in questa miscela di unità e diversità, in una nozione dell’identità che si basa non sull’appartenenza etnica ma sulla comunanza di bisogni, di interessi, e anche di valori: i valori della solidarietà, della sussidiarietà, del dialogo, dell’integrazione tra etnie, religioni e culture. La vera sfida  è “evitare che il presente uccida il futuro”. E Papa Francesco a Strasburgo ha tracciato la strada per uscire da politiche autodistruttive per spezzare le paure e riannodare il filo della storia: “L’Europa va ricostruita non intorno all’economia ma alla sacralità della persona umana e dei suoi valori inalienabili.” (Dic....

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I GIOVANI E LA SICUREZZA STRADALE: LA VITA VA VISSUTA E NON VA … BEVUTA!

Posted by on Feb 12, 2015 in La nostra Società, SliderHome | 0 comments

I GIOVANI E LA SICUREZZA STRADALE: LA VITA VA VISSUTA E NON VA … BEVUTA!

La vita come valore: conoscerla, amarla, e apprezzarla per salvare il proprio futuro ed evitare  lutti e dolori alla propria famiglia. Questa la motivazione di fondo del service nazionale 2012-2013: “I giovani e la sicurezza stradale”. Una cronaca senza fine, un bollettino continuo di morti  e feriti sulle strade. Tanti ragazzi e ragazze che, nel cuore della notte, andando incontro a un assurdo destino, spezzano tragicamente la loro vita lasciando nella disperazione i propri genitori, derubati di sogni e speranze. E una vita troncata  in giovane età è un problema sul quale interrogarsi. Anche se leggermente in calo rispetto agli anni passati, il numero degli incidenti stradali in Italia supera la media europea con un preoccupante indice di mortalità. E il consumo di alcol e di sostanze stupefacenti, secondo il recente rapporto Aci-Istat, sono la prima causa della mortalità giovanile. Un quadro sociale devastante, una fotografia impietosa che mette a nudo la fragilità psicologica di tanti ragazzi. Attraverso un lavoro interdisciplinare, con i Comuni, le ASL , le Forze dell’ ordine, la Scuola, e con le famiglie, il Lionismo intende promuovere la cultura della legalità e della sicurezza stradale e contribuire a  ridurre il numero di morti e feriti sulle strade,  informando i giovani sull’ importanza di modificare comportamenti e abitudini e orientarli verso una guida sicura. Perché il problema di fondo, la sua chiave di lettura, è la prevenzione. I giovani rappresentano oggi l’anello debole di un sistema segnato da una preoccupante deriva morale. Sono figli di una società priva di freni inibitori in cui l’autorevolezza, intesa come credibilità valoriale, è stata soppiantata dalla trasgressione per rincorrere una vita spericolata, una vita da vivere senza inibizione alcuna. E’ fondamentale ridestare nei giovani i grandi ideali, la passione civile  per renderli protagonisti consapevoli del loro ruolo sociale. Coniugare la libertà con il senso del dovere per poterla vivere non come trasgressione ma come valore di grande significato. E in questo percorso, la famiglia e la scuola, assumono un ruolo centrale: dovranno “insegnare ai giovani l’arte del vivere”, nel segno di una rinnovata “alleanza educativa”.  Prevenzione, dunque, per una vera “cultura della sicurezza”, perchè non bastano le croci lungo le strade per fermare in tempo il tragico salto nel buio di tanti ragazzi! Bisogna far capire ai giovani che “la vita va vissuta e non…va bevuta!” e che  alla guida di un’auto si deve dare  “la precedenza alla vita e non alla morte”! E i Lions sono impegnati per arginare un doloroso fenomeno...

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