LA CITTADINANZA UMANITARIA EUROPEA
La nuova “mission” del lionismo: lo sviluppo inteso come libertà Ridurre il divario fra Nord e Sud del mondo – Promuovere la comprensione fra i popoli Il Lions day 2009 riservato alla “Carta della cittadinanza umanitaria” Entra nel vivo la sfida lanciata dai Lions al Forum europeo di Roma del 2004 con l’approvazione della Carta della cittadinanza umanitaria europea. Nel corso dei recenti incontri operativi tenuti a Roma e a Milano ai quali ha partecipato anche il 108 Ib1, l’ID Ermanno Bocchini ha tracciato le linee guida dell’azione del Multidistretto per dare attuazione alla nuova “mission” del lionismo internazionale. Una “mission” di grande respiro sociale: operare per ridurre il divario tra Nord e Sud del mondo, rendendo i paesi sottosviluppati in grado di provvedere al loro sostentamento. “Sviluppo inteso come libertà”. Assicurare cioè uguali diritti di cittadinanza a tutti gli uomini. Un passaggio storico per il lionismo, un “new deal” : dalla solidarietà umanitaria alla “cittadinanza umanitaria”, per la promozione dei diritti umani fondamentali e della libertà di tutti i popoli della terra. Per i Lions europei una nuova strategia: essere dei buoni “cittadini d’Europa” per diventare “cittadini del mondo”, un mondo senza catene e frontiere, senza guerre e senza fame o carestia. Promuovere cioè la comprensione fra i popoli, secondo uno degli scopi propri del lionismo. I continui flussi migratori dai paesi dell’Est, dall’Oriente e dall’Africa richiedono un impegno responsabile per realizzare, attraverso il dialogo interreligioso e interculturale, una nuova frontiera nel segno della fratellanza per una pacifica convivenza, nella legalità e nel rispetto. L’Europa è divenuto nel tempo un mosaico di culture e lingue diverse, espressione di tante identità nazionali da far coesistere all’interno di quella europea. “Il riconoscimento dell’identità europea deve comportare, è stato affermato all’ultimo Forum di Bucarest dello scorso anno, non solo l’integrazione economica, politica e culturale, ma soprattutto il superamento della riduttiva concezione etnica o civica della cittadinanza, realizzandosi in quella più ampia e ricca di ideali quale la cittadinanza umanitaria.” Ciò favorirà il formarsi di una nuova cultura con la quale pensare a una società più giusta, permettendo all’Europa di recuperare il suo antico ruolo di faro di civiltà capace di illuminare il faticoso processo di pace tra i popoli. E in questo sforzo i Lions, testimoni di un mondo migliore, sono in prima linea per disegnare un nuovo orizzonte di speranza, ricercando ed esaltando nella storia di ogni popolo le comuni radici del Vecchio Continente. “Cittadinanza umanitaria”, ha dichiarato il Direttore internazionale Ermanno Bocchini, ispiratore del progetto, “significa promozione dei diritti umani fondamentali e della libertà di tutti i popoli del mondo, fratelli nella libertà. Nessun cittadino del mondo dovrà più stendere la mano per chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto.” Un appello agli uomini di buona volontà. E in tale ottica, ha ricordato Bocchini, The International Association of Lions Clubs ha proposto all’Unione europea di inserire la cittadinanza umanitaria nella sua Costituzione. E altrettanto ha fatto con un messaggio trasmesso alle Nazioni Unite con l’auspicio che gli Stati membri possano riconoscere e tutelare la dimensione umanitaria del mondo. Obiettivo ambizioso ma esaltante nella consapevolezza che il lionismo può e deve svolgere un’attività di servizio tesa a testimoniare l’impegno civile, sociale e culturale che, in ottant’anni, ha reso universale il messaggio di fratellanza e di solidarietà del suo fondatore: Melvin Jones. Per sensibilizzare l’opinione pubblica, sabato 18 aprile, in occasione dell’annuale appuntamento del Lions day, nei 17 Distretti del Multidistretto 108 Italy, con l’intervento dei rappresentanti dei Distretti e dei Club europei gemellati, sarà celebrata la “Giornata internazionale della cittadinanza umanitaria europea”, un meeting dell’amicizia per celebrare, dopo...
Read MoreLIONS, SIAMO TUTTI AMICI ?
Le … sorprese distrettuali dell’ inchiesta sul Lionismo Si è tanto scritto e si continua a scrivere sulla pecularietà dell’amicizia nell’etica lionistica. Si è consumato un fiume d’inchiostro in quanto l’amicizia, a ragione, è stata sempre ritenuta nel lionismo elemento socializzante capace di produrre quei legami di sincera, disinteressata, reciproca intesa, presupposto per uno scambio di opinioni, di idee tra soci. Un sentimento, un valore sul quale costruire insieme un ideale percorso associativo al servizio dei più bisognosi. Il successo del lionismo nel mondo scaturisce infatti dal gioco di squadra e non da un effimero individualismo. Il saggista Raoul Follereau, al riguardo, ha sorretto il principio: “Se in tanti piccoli posti del mondo, tante piccole persone fanno tante piccole cose nella direzione giusta, il mondo cambierà”. L’amicizia tra i Lions, con il comune impegno e la comune azione, è dunque il collante di ogni Club, è la forza propulsiva che unisce sensibilità diverse per vincere la grande sfida umanitaria di Melvin Jones. Così dovrebbe essere …. Ma dubbi e riserve affiorano leggendo le risposte di alcuni soci di questo Distretto relative all’inchiesta sul lionismo lanciata da Lion e pubblicate sul numero di novembre della rivista. La mancanza di amicizia, se non addirittura l’ipocrisia nei rapporti interpersonali all’interno del Club, fra le cause della fuga di tanti soci. Un j’accuse che non ammette replica. Si denuncia il carrierismo, l’invidia, l’autoreferenzialità, il culto della persona, l’overdose di incarichi e onorificenze sullo sfondo di un lionismo sclerotico nella sua dinamica organizzativa, pletorico nella sua struttura, discontinuo nella sua progettualità. Una fotografia impietosa del lionismo distrettuale. Si chiede meno ritualità: “Assemblea, Congresso? Sagre del nulla!”, parole di un RZ proferite al Governatore in occasione della sua visita a un Club. E inoltre: “La MJF: la prima gratifica, le altre sono una burla!”, secondo il pensiero tranciante di un altro socio espresso nella medesima occasione. Giudizi che, con buona pace dell’azione del GMT e GLT, impongono una profonda riflessione sui “mali oscuri” che si annidano nei club. “Se non si cambia ci si estingue”, ha scritto un Presidente di Club, Lions di lungo corso, officer distrettuale. Occorre un sussulto di coraggio per affermare nella smarrita sobrietà l’orgoglio dell’appartenenza. E’ necessario che ognuno partecipi, in un clima di leale amicizia, all’attività dell’Associazione apportando la propria intelligenza e mettendo al servizio di tutti le proprie idee, piccole o grandi che siano purché condivise. Servire con semplicità, “inter pares”! Rimettiamo … i sogni nel cassetto, accantoniamo retorica e arroganza. Con umiltà e senza inutili isterismi guardiamo in faccia la realtà! Prima di un … default. La fuga dei soci...
Read MoreA.A.A. Lionismo cercasi
A.A.A. Lionismo cercasi! Dovremo forse affidarci a una inserzione pubblicitaria per ritrovare i valori fondanti della nostra Associazione. Un’operazione di marketing per rilanciare il nostro …. glorioso marchio! Una provocazione? Certo! E’ nel nostro essere lions infatti che va recuperata la cultura del servire che ha ispirato il messaggio di Melvin Jones nella consapevolezza di dover “restaurare” la più grande opera d’arte di sempre: l’Uomo, oggi minacciato nella sua intelligenza, nei suoi sentimenti, nella sua cultura, nei suoi diritti, nella sua libertà. Il declino della società, la sua deriva etica coincide con l’abbandono di quegli elementi caratterizzanti che hanno segnato nel tempo il cammino dei popoli, il loro sviluppo attraverso i drammi e le distruzioni di sanguinosi conflitti. Di grande attualità, per il loro profondo significato, sono le parole che il PIP Giuseppe Grimaldi pronunciò al Congresso nazionale di Caorle:” Occorre dare voce ai valori morali per arginare lo sbandamento della società oggi regolata da odio, edonismo, utilitarismo”. E in un’epoca caratterizzata dalla profonda crisi dei valori, da un crescente nichilismo culturale e da un inquietante disimpegno sociale, la società contemporanea ha bisogno del lionismo. Un lionismo strumento di “mediazione sociale”, di “formazione di coscienze”. Un lionismo capace di fare opinione, di suscitare dibattiti, di essere forza propositiva sul territorio per affermare un ruolo di cerniera fra i bisogni della collettività e il nuovo che avanza. Si tratta in fondo di innescare un meccanismo virtuoso di relazioni umane funzionali al progetto di “promozione del bene civico, culturale e sociale della comunità”. Cestinando anacronistiche bardature e ogni manierismo di facciata, spesso farcito di retorica a buon mercato, la strada da percorrere per un lionismo di qualità al servizio della gente non è certamente quella della autoreferenzialità. Gridare “urbi et orbi” che siamo la più grande Associazione di servizio del mondo non fa che aumentare l’indifferenza nei nostri confronti, ove questa affermazione non sia veicolata attraverso precisi fatti ben riconoscibili dalle comunità alle quali il messaggio è di volta in volta indirizzato. Proviamo a essere, in concreto, supporto alle istituzioni e punto di riferimento delle istanze del cittadino per una dimensione nuova di cittadinanza attiva. Apriamoci cioè alla società civile per far conoscere la peculiarità del nostro messaggio di mediatori socio-culturali e testimoniare nel segno della qualità la nostra appartenenza lionistica. Fin quando i nostri service, la nostra informazione, scritta e on line, i nostri dibattiti resteranno chiusi all’interno dei nostri Club per il lionismo non ci sarà futuro! Per la vanagloria di qualcuno, riempiremo un album di fotografie con misere didascalie che il tempo presto ingiallirà! E se aprendo il sipario c’è poca gente ad assistere allo spettacolo è perché il “copione” è inadeguato ai tempi. E se il “copione” non piace, gli “spettatori” decidono di disertare, cambiano …. teatro alla ricerca di una diversa programmazione e di… attori migliori. Ovvero: lions in…fuga! E a nulla valgono le MJF generosamente concesse se prive di reali meriti! A proposito: non è il numero delle MJF che impoverisce l’onorificenza, ma è la mancanza di una degna “motivazione di servizio” che inquieta. L’incauto accostamento ai valorosi Cavalieri di Vittorio Veneto fatto sulle pagine di questa rivista è segno evidente di una errata interpretazione della realtà lionistica, con grave pregiudizio per ogni …. miracolosa terapia. I “mali”, anche quelli lionistici, non si debellano con le parole. “Intelligenti...
Read MoreCELEBRATA A ROMA LA “6a GIORNATA NAZIONALE DELLA CITTADINANZA UMANITARIA”
Convegno del 108 L – Gli interventi del PID Bocchini, del Sottosegretario Scotti e del CC Ginnetti. “Cerchiamo una nuova via per ritrovare i principi fondanti della nostra Associazione e superare la crisi d’identità a 90 anni dal messaggio di Melvin Jones: “Non si va lontano se non si fa qualcosa per gli altri”. Nel commento finale del Presidente del Consiglio dei Governatori Achille Ginnetti la sintesi della “6a Giornata nazionale della Cittadinanza umanitaria”, celebrata a Roma, sabato 10 aprile, presso la Sala delle Conferenze di Palazzo Chigi, nel corso del Convegno organizzato dal Distretto 108 L, con l’intervento di autorevoli relatori. “Il Lionismo italiano, ha osservato il DG Giampiero Peddis nella sua nota di presentazione, si pone ancora una volta agli occhi dell’opinione pubblica come laboratorio d’idee e fucina di fermento solidale; con il nostro impegno possiamo contribuire al cambiamento, possiamo tracciare una strada nuova dove far transitare i comportamenti e le sensibilità dei Lions del futuro”. E “la via italiana per il lionismo del domani” l’ha tracciata con rigore e grande maestria il Past Direttore Internazionale Ermanno Bocchini, ispiratore della nuova mission dei Lions del Terzo Millennio: dalla solidarietà alla cittadinanza umanitaria per la difesa dei diritti umani fondamentali e lo sviluppo di tutti i popoli della terra. Sviluppo inteso come libertà, perché -ha rilevato Bocchini- “crediamo in un futuro nel quale nessun cittadino dovrà più stendere la mano per chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto”. E’ la nuova frontiera del lionismo disegnata sulla scia dei grandi apostoli dei diritti umani del passato: da Ghandi a Martin Luther King, da J.F. Kennedy a Mandela, a Papa Woytila. Un new deal di grandi speranze. “E’ la sfida dei nostri tempi per vincere la quale occorre passare dal servizio umanitario al diritto umanitario, passare cioè dalla solidarietà passiva intesa come pura beneficenza alla cittadinanza attiva per affermare la centralità dell’Uomo nella società, con il suo inviolabile diritto alla libertà e dignità personale”. Come lions dobbiamo concorrere a promuovere una nuova “religione civile” che possa unire i popoli del mondo attorno ai valori universali ed eterni della cultura, della scienza, dell’arte e della musica, superando le divisioni ideologiche, etniche e religiose che hanno generato lutti e distruzioni. E’ la strada per realizzare il sogno della “cittadinanza mondiale” del Presidente Internazionale Eberhard Wirfs. “Un sogno che non è utopia, ha concluso Ermanno Bocchini, se -attraverso un ritrovato spirito di comprensione e un dialogo fra i popoli- sorgerà una fratellanza oltre ogni prevaricazione”. Sarà l’alba di una primavera di pace! Progetto ambizioso al quale non potrà mancare il supporto delle istituzioni in ambito internazionale. E a difesa dei diritti fondamentali dell’Uomo, il Governo italiano sta facendo da tempo la sua parte. Lo ha ricordato il Sottosegretario agli Affari esteri Vincenzo Scotti: “abbiamo dato il nostro concreto contributo in sede ONU per la moratoria sulla pena di morte, al G8 dell’Aquila nella battaglia contro la violenza sulle donne, senza dimenticare la costante azione di sensibilizzazione che svolgiamo nel Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite”. Gli ha fatto eco Fiamma Nirenstein , vice Presidente della Commissione Affari esteri della Camera dei Deputati: “bisogna recuperare coraggio per affermare nel mondo la libertà, la democrazia e i diritti umani non disgiunti da un giusto equilibrio economico”. Significative, al termine dell’interessante Convegno, le testimonianze degli Ambasciatori di Zimbabwe, Uganda e Mozambico sul ruolo della cooperazione internazionale nel processo di sviluppo dell’Africa e, in particolare, sulla “efficace azione di promozione sociale” che i Lions svolgono nel Terzo Mondo a difesa dei più bisognosi. Una testimonianza di alto profilo umanitario per sconfiggere gli egoismi economici...
Read MoreLEGGE FINANZIARIA: STRUMENTO POLITICO DI GESTIONE E DI CONTROLLO DELLA SPESA PUBBLICA
I riflessi sulla legislazione tributaria – Il rispetto dei vincoli europei Legge finanziaria (oggi “legge di stabilità”): croce e delizia per gli addetti ai lavori, ma “oggetto misterioso” per molti. Argomento di attualità e di grande interesse per tutti i cittadini per i suoi tanti risvolti di carattere fiscale. Strettamente collegata al bilancio annuale di previsione, costituisce una delle innovazioni più significative della Legge di riforma contabilità dello Stato n. 468 del 5 agosto 1978, modificata con la Legge 208/99. La funzione attribuitale dal legislatore è quella di recuperare uno spazio di manovra al bilancio dello Stato, adeguandone le entrate e le uscite, comprese quelle del comparto pubblico allargato cui si ricollega la finanza statale, agli obiettivi di politica economica propri della previsione annuale e pluriennale. E’ così possibile modificare e integrare disposizioni legislative aventi riflessi sul bilancio statale, non potendo -ai sensi dell’art. 81 della Costituzione- la legge di approvazione del bilancio stabilire nuove entrate e nuove spese, per effetto della sua peculiare caratteristica di essere “legge formale” e non “legge sostanziale”, priva cioè di contenuto normativo. Sotto questo aspetto, la legge finanziaria, quale strumento legislativo contestuale al bilancio di previsione, muta il carattere e il significato del bilancio stesso. Si passa infatti da un documento contabile che raccoglie in sé la legislazione vigente a un bilancio che traduce in cifre, attraverso le modifiche legislative determinate appunto dalla legge finanziaria, una manovra di finanza pubblica. Il bilancio perde, dunque, il carattere esclusivamente “ricettizio” che aveva nell’ordinamento ante-riforma per divenire strumento attivo di manovra dell’entrata e della spesa. E’ quindi una “legge a carattere sostanziale” mediante la quale il Governo opera la sua politica economica a breve termine. Con la legge finanziaria viene cioè a rappresentarsi il momento finale delle scelte e delle rivalutazioni degli indirizzi da imprimere all’economia nazionale e degli obiettivi da perseguire. Con questo importante strumento di politica economica e finanziaria, l’esecutivo individua i settori in cui deve essere indirizzata la spesa pubblica. La legge finanziaria indica, in concreto, come, dove e quando si deve operare per rendere concreta la manovra di bilancio: si entra così in rapporto diretto con il sistema tributario, con la legislazione di spesa esistente, con i programmi e i progetti individuati dal programma economico nazionale. L’obiettivo di fondo resta quello di tenere sotto controllo il deficit pubblico. Forti sono infatti i vincoli europei da rispettare, richiamati dal Patto di stabilità e di crescita che, a seguito dell’adozione della moneta unica nell’area dell’euro, ha stabilito regole comuni di comportamento nella gestione della finanza pubblica. Una cattiva finanza in un Paese trasmette effetti negativi agli altri Paesi (inflazione, aumento dei tassi d’interesse, perdita di valore della moneta rispetto alle altre valute). Particolare rilevanza riveste il legame che la legge finanziaria instaura, in termini di continuità gestionale, fra spesa pubblica e sviluppo economico del Paese. Ad essa viene demandata la “modulazione degli stanziamenti fissati dalla legge pluriennale di spesa”, ossia la quantificazione delle quote destinate a gravare su ciascun esercizio degli anni considerati dal bilancio pluriennale (viene così franato il processo degenerativo dei residui passivi), secondo una scala di priorità che la stessa situazione economica suggerisce come più opportuna. Da ciò discende un effetto di primaria importanza: la restituzione al Parlamento del potere di controllo sulla dinamica e sulla struttura dell’intera attività finanziaria pubblica, con la conseguente assunzione di responsabilità delle scelte economiche e finanziarie contenute nella legge stessa. Di notevole portata, inoltre, il riferimento al “massimo livello del deficit di bilancio” stabilito dalla legge finanziaria in relazione al quale le autorità governative sono autorizzate a ricorrere al mercato finanziario (quello dei capitali), compatibilmente...
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