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LA  CITTADINANZA UMANITARIA PER LA PACE   E   UNO   SVILUPPO  SOSTENIBILE La giustizia sociale e la tutela dei diritti umani.

Posted by on Feb 9, 2015 in Mondo Lions, SliderHome | 0 comments

LA   CITTADINANZA  UMANITARIA  PER  LA  PACE    E   UNO   SVILUPPO   SOSTENIBILE          La giustizia sociale e la tutela dei diritti umani.

Venti di guerra soffiano impetuosi in tante parti del mondo. Si ripropone, nella sua drammatica attualità, il problema della pace e di uno sviluppo sostenibile nella consapevolezza che promuovere una società migliore non significa  aumentare  ricchezza, favorire i consumi, offrire nuove tecnologie. Significa invece garantire a tutti i popoli della terra libertà e giustizia sociale, significa assicurare forme di governo democratiche. E’ la sfida lionistica del Terzo Millennio con la “Carta della cittadinanza umanitaria”, ispirata dal PID Ermanno Bocchini.  E’ la nuova mission del lionismo internazionale per la difesa dei diritti umani fondamentali e la promozione di uno sviluppo inteso come libertà per costruire “un futuro nel quale nessun cittadino dovrà stendere più la mano per chiedere per carità ciò che gli spetta di diritto”. Se n’è ampiamente discusso al 56° Forum europeo di Bologna. E’ in atto un processo di globalizzazione che, esaltando le leggi dell’economia e del mercato, ha posto scarsa attenzione ai costi umani, sociali, culturali e ambientali.  Gli effetti perversi di decenni di politiche mondiali influenzate dagli interessi delle multinazionali e dei grandi paesi industrializzati sono sotto gli occhi di tutti:  espansione di un mercato senza regole, inquinamenti atmosferici  e avvelenamenti alimentari, identità storiche e culturali a rischio. E’ giunto il momento di ridefinire le priorità della politica, restituirle il ruolo guida nei processi di crescita della società attraverso una diversa distribuzione delle risorse economiche, mettendo l’economia  al servizio della politica, e non viceversa! La comunità internazionale ha bisogno di governi e istituzioni  determinate a gestire le sfide dell’interdipendenza, a mettere fine a ogni prevaricazione e a ogni minaccia per l’umanità. Istituzioni decise a contrastare nei fatti e non a parole le guerre e le sistematiche violazioni dei diritti umani, sradicare la povertà e garantire a tutti il libero accesso ai diritti sociali di base: il diritto al cibo, all’acqua, alla salute, all’educazione, a un lavoro dignitoso, alla casa. In particolare, all’ONU nel cui statuto, all’articolo 1, è sancito l’obiettivo di “mantenere la pace e la sicurezza internazionale”, viene chiesto più democrazia per tutti, per riaffermare il primato della politica, della giustizia e della libertà. E lontani dalla democrazia, la globalizzazione è totalitarismo e colonialismo! Senza il rilancio del  sistema delle Nazioni Unite, senza un forte investimento per ridargli forza, efficacia e credibilità, le risoluzioni del Palazzo di Vetro resteranno “voci nel deserto” con buona pace degli equilibri politici, del dialogo fra i popoli ma soprattutto dell’equa distribuzione delle fonti di reddito. Sarà possibile costruire una società diversa se si riuscirà a sostituire la cultura della guerra con la cultura della pace, la competizione selvaggia con la cooperazione, l’esclusione con l’accoglienza, l’individualismo con la solidarietà. E’ scandaloso che, nonostante l’enorme crescita della ricchezza mondiale e gli straordinari progressi tecnologici e scientifici, ci siano ancora tante famiglie nel mondo escluse dai  diritti fondamentali. All’alba del Terzo Millennio, secondo i recenti dati della FAO, ci sono nel mondo più di 900 milioni di persone denutrite e di queste 300 milioni sono bambini. Ogni giorno 24  mila abitanti della terra muoiono per fame, un miliardo e duecento milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile, 160 milioni di persone sono senza lavoro, 250 milioni sono i bambini costretti a lavorare spesso in condizioni terribili. Come potrà mai esserci pace in un simile contesto mondiale? Quale futuro ci sarà per le popolazioni del Terzo mondo? La lotta  per la dignità umana deve essere parte di un instancabile impegno comune teso a promuovere uno sviluppo sostenibile e la globalizzazione dei diritti umani, ovvero:  diritti umani per tutti. E questi  obiettivi  si incentrano sulla dignità della persona umana, sull’eguaglianza e sulla...

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LIONISMO :  E’ ORA  DI  VOLTAR  PAGINA!…

Posted by on Feb 9, 2015 in Mondo Lions, SliderHome | 0 comments

LIONISMO :  E’ ORA  DI  VOLTAR  PAGINA!…

La centralità del nostro ruolo sociale . Ostentazione o testimonianza ? Condotta etica e impegno responsabile per divenire reale forza di cambiamento nella società.   Service e visibilità: un nodo da sciogliere.     Un altro anno lionistico è iniziato. Programmi vecchi e nuovi, supportati da toni enfatici, s’intrecciano con messaggi e dichiarazioni d’intenti di grande respiro. Una corsa verso…”l’eccellenza delle opere” nel segno dei principi etici ereditati da Melvin Jones per l’affermazione degli ideali di solidarietà, amicizia e tolleranza quale risposta alla ingiustizia sociale e alla violenza sempre più radicata nella società contemporanea. Ma, a consuntivo, fra un anno, sarà…vera gloria? Avremo concretamente testimoniato il lionismo contribuendo in modo efficace a costruire un mondo migliore? Saremo riusciti  a trasformare i muri delle incomprensioni e delle divisioni  in ponti di  fratellanza e di pace?… All’inizio del nuovo cammino s’impone forse qualche riflessione per illuminare la strada che ci attende e focalizzare quindi  gli obiettivi di fondo, quelli  legati al nostro essere lions! Significa  interrogarsi sulla “qualità” della nostra attività di servizio, sul nostro impegno a favore dei più deboli e in genere di chi è in credito con la vita. Da tempo è  in corso un dibattito sul futuro della nostra Associazione a quasi novant’anni dalla sua costituzione. Da più parti, pur nella condivisione degli scopi del lionismo, vengono sollevati dubbi e riserve sulla sua azione di penetrazione in una mutata realtà sociale, sulla sua effettiva capacità di “promozione del bene comune”. E qualcuno già parla, con illuminato senso critico, di “scricchiolio del lionismo”, di “lionismo ingessato, corpo estraneo della società, di “lionismo in via di estinzione”!  Tanti i “mali oscuri”(?) del movimento: la carenza di una seria progettualità a ogni livello, la mancanza di coordinamento, la discontinuità d’azione, l’ improvvisazione e polverizzazione di tanti service. Viene invocato un lionismo realmente presente nella società civile in grado di intercettare bisogni e aspettative, un lionismo di proposta, più coinvolgente, più condiviso nei service da realizzare  ma soprattutto un lionismo  “coscienza critica” sul territorio, “interlocutore privilegiato” dell’ente locale nella programmazione dell’attività socio-culturale. In definitiva, un lionismo capace di volare alto, di fare opinione, di incidere sulle scelte e sulle linee programmatiche nella gestione della “res publica”, di suscitare dibattiti su tematiche importanti. Non si può rimanere infatti  silenziosi o ancor peggio latitanti dinanzi ai tanti problemi che drammaticamente stanno tormentando l’umanità intera! La nostra Associazione ha vissuto di recente, al Congresso nazionale di Verona, una  storia  poco edificante  che non oltraggia quanti hanno finora investito impegno e passione a difesa del grande patrimonio ideale ereditato dal nostro Fondatore. Vogliamo dimenticare, e presto, questa squallida vicenda e soprattutto la mistificazione della verità per onorare al meglio la visibilità del messaggio lionistico. Non ci appartengono le lotte di potere di certi mercenari, né le loro indegne gazzarre! Escano dall’Associazione! Noi abbiamo a cuore ben altri interessi: quelli della società alla quale dare un’anima e un’ immagine nel segno della solidarietà. Vogliamo continuare a emozionarci e a riflettere dinanzi alle sofferenze e ai bisogni della gente, alla povertà  di intere popolazioni, alle malattie killer che uccidono  tanti bambini innocenti! Rilanciamo con ritrovato slancio la “cultura del servire” per realizzare progetti vincenti più aderenti allo spirito e alla peculiarità del messaggio lionistico. E per divenire  forza attiva di cambiamento sociale e politico il lionismo deve voltare pagina, abbandonare ogni inutile bardatura, ogni effimera enunciazione retorica! Ma deve  trovare anche il coraggio di recuperare l’elitarietà di un tempo, essere  insofferente alla mediocrità, rigorosamente selettivo nell’acquisizione e formazione dei soci. La visibilità si costruisce con la credibilità e l’efficacia  dei risultati e non con ampollose rivendicazioni!…Solo attraverso un impegno...

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SEGRETO BANCARIO, ADDIO!  Accordo fiscale fra Svizzera e Italia con scambio d’informazioni finanziarie

Posted by on Feb 9, 2015 in Fisco e Soldi | 0 comments

SEGRETO BANCARIO, ADDIO!   Accordo fiscale fra Svizzera e Italia con scambio d’informazioni finanziarie

 Dopo la decisione a sorpresa della Banca centrale svizzera di sganciare il franco dall’euro con la conseguente tempesta finanziaria, nella vicina Confederazione si registra un’altra  svolta epocale: si avvicina la fine del segreto bancario! Italia e Svizzera, dopo tre anni di difficile negoziato, hanno raggiunto un accordo strategico sulla futura cooperazione nelle questioni fiscali, in grado di fornire uno strumento di contrasto dell’evasione fiscale, impensabile fino a qualche anno fa. E’ pronto per la firma un protocollo d’intesa che prevede lo scambio d’informazioni finanziarie in possesso di banche e intermediari finanziari o fiduciari. Informazioni su singoli contribuenti o specifici gruppi di soggetti che potranno essere richieste direttamente dall’Agenzia dell’Entrata i cui ispettori avranno  piena “visibilità”  sui conti in Svizzera dei contribuenti italiani. Un accordo fiscale di forte impatto che, nelle aspettative di bilancio del nostro Ministero dell’ Economia, rappresenta una spinta importante per il successo della  “voluntary disclosure”, il progetto governativo per l’emersione dei capitali “nascosti” all’estero. Attraverso l’autodenuncia da formalizzare entro settembre, persone fisiche e società “sanano” le violazioni valutarie commesse a tutto il 30 settembre 2014. La regolarizzazione comporterà uno sconto sulle sanzioni amministrative e penali, nonché dei termini di accertamento, e il pagamento delle relative imposte. Il recente apprezzamento del franco svizzero sull’euro potrebbe rendere meno onerosa per il contribuente italiano, sul piano finanziario, la complessa operazione. L’accordo con Berna sarà firmato entro il prossimo 2 marzo, come prescritto dalla disciplina sul rientro dei capitali. La “voluntary disclosure” porterà all’Italia un maggior gettito non solo nell’immediato, perché saranno tassati anche i rendimenti futuri dei capitali “riemersi”. Dei 150-200 miliardi detenuti all’estero dai nostri connazionali, la percentuale “nascosta” nei 26 cantoni elvetici è la più alta con circa l’85%. Il Governo italiano punta molto sul gettito tributario correlato all’ “operazione capitali pulitii” per riequilibrare i dissestati conti pubblici, da tempo sotto osservazione da parte delle autorità comunitarie. Si ipotizza un flusso di entrate di oltre sei miliardi di euro. La previsione della fine del segreto bancario nei forzieri svizzeri dovrebbe dunque incentivare il contribuente del Belpaese con capitali esportati illegalmente in Svizzera a sfruttare questa ultima occasione per mettersi in regola per non incorrere in sanzioni penali per reati fiscali, senza alcun obbligo di dover rimpatriare i capitali in Italia. A differenza di quanto avvenuto con lo “scudo fiscale Tremonti”, non sarà previsto l’anonimato.  Lo scambio di informazioni, secondo i parametri dell’ OCSE, rappresenta per la Svizzera, che ha già raggiunto analoghe intese fiscali con Germania, Inghilterra e Austria, il primo passo verso l’adeguamento agli standard internazionali dei regimi interni di fiscalità privilegiata. Sulla questione è stata fissata una road map che, con la caduta del segreto bancario, prevede dal 2017, la totale fuoriuscita della Svizzera dalla black list dei paradisi fiscali. Una vera rivoluzione nella tranquilla Confederazione elvetica, non più oasi felice per … capitali in libera...

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IL PAPA A STRASBURGO

Posted by on Feb 5, 2015 in La nostra Società | 0 comments

IL PAPA A STRASBURGO

Azzerare vincoli e tecnicismi burocratici per sconfiggere ogni egoismo – La centralità dell’Uomo e della sua dignità – Il ruolo sociale del lavoro – La solitudine dei più deboli –                                               “No all’Europa dei consumismi esasperati e dei tecnicismi burocratici!”. E’ il monito  che  Papa Francesco, invocando il coraggio della solidarietà, ha lanciato nella sua recente visita al Parlamento europeo di Strasburgo. Un severo “J’accuse” nei confronti di un’unione di burocrati senza volto, di Governi senz’anima che non esitano a calpestare la dignità dell’uomo e del suo lavoro, a ignorare i più deboli, dai giovani senza lavoro agli anziani, dai poveri agli immigrati. ”L’essere umano rischia di essere ridotto a semplice ingranaggio di un meccanismo che lo tratta alla stregua di un bene di consumo, usa e getta”. Una situazione sociale non più tollerabile e che, pur in presenza di un processo di allargamento dell’Unione, ha alimentato una crescente sfiducia dei cittadini europei verso le istituzioni comunitarie “impegnate a fissare regole percepite come lontane dalla sensibilità dei singoli popoli, se non addirittura dannose.” “L’Europa è malata di solitudine, acuita dalla crisi economica i cui effetti perdurano ancora con conseguenze drammatiche”. Da Strasburgo il Papa ha rivolto ai cittadini europei un “messaggio di speranza e di incoraggiamento”, con l’invito a “tornare alla ferma convinzione dei padri fondatori dell’Ue” che avevano disegnato per il Vecchio Continente un futuro basato sulla capacità di lavorare insieme  per superare egoismi e divisioni e favorire la pace e la comunione fra tutti popoli del continente”. Al centro di questo ambizioso progetto politico vi era “la fiducia nell’Uomo, non in quanto soggetto economico, ma persona dotata di una dignità trascendente”. L’Europa non fa più sognare. Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di incertezze e contraddizioni, un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Un’Europa intergovernativa, spesso litigiosa, senza un governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese e ai bisogni dei cittadini.  E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione.  “L’Europa della malinconia”! E’ profondo il disagio percepito in gran parte dell’Unione. L’ euroscetticismo domina  da tempo la scena europea. E’ latitante una governance economica in grado di garantire, con la stabilità del sistema monetario, la crescita economica e quindi lavoro e occupazione. Alla costruzione della comune casa europea mancano due pilastri fondamentali. Prima di tutto l’unità politica: l’Europa unita non può essere soltanto quella dei mercati e dell’euroburocrazia, deve fondarsi su istituzioni dotate di una forte legittimità democratica. E poi quel fitto tessuto di autonomie, di identità territoriali distinte che, come in un mosaico, vanno a comporre una più generale identità europea. L’anima dell’Europa, da riscoprire e valorizzare, è proprio in questa miscela di unità e diversità, in una nozione dell’identità che si basa non sull’appartenenza etnica ma sulla comunanza di bisogni, di interessi, e anche di valori: i valori della solidarietà, della sussidiarietà, del dialogo, dell’integrazione tra etnie, religioni e culture diverse. E Papa Francesco a Strasburgo ha tracciato la strada per uscire da politiche autodistruttive per spezzare le paure e riannodare il filo della storia: “L’Europa va ricostruita non intorno all’economia ma alla sacralità della persona umana e dei suoi valori inalienabili.” (Nov....

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Posted by on Feb 5, 2015 in Homepage, SliderHome, Uncategorized | 0 comments

“L’ uomo si distrugge con la politica senza princìpi, col piacere senza la coscienza, con la ricchezza senza lavoro, con la conoscenza senza carattere, con gli affari senza morale, con la scienza senza umanità, con la fede senza...

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