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APPELLO DEI LIONS  “PER UN’EUROPA UNITA!”

Posted by on Feb 11, 2015 in Mondo Lions | 0 comments

       Appello “Per un’Europa unita!” del Distretto Lions 108 Ib1 (Varese, Como, Sondrio, Lecco, Monza, Altomilanese), lanciato nel corso della recente sessione di lavoro in Valsassina con l’intervento del Governatore Danilo F. Guerini Rocco. Un appello maturato in un contesto politico-economico europeo di grandi contrasti istituzionali causati da una crisi valutaria dentro la quale si è colta l’assenza di quello “spirito europeo” che superasse gli egoismi e gli  interessi nazionali come si prometteva al changeover, quando si caricava la moneta unica del compito di portare l’Unione verso la progressiva integrazione comunitaria. Forse si è pagata l’ambizione di imporre una “moneta senza sovrano”, senza uno Stato, nell’illusione che, attraverso il danaro uguale per tutti e una Banca centrale europea svincolata dai governi nazionali, partisse il volano che conduceva in fondo al traguardo degli “Stati Uniti d’Europa”, com’era nel sogno dei padri fondatori.   A dieci anni dall’adozione della moneta unica, lo tsunami finanziario ha mostrato la grande miopia del Trattato di Maastricht, fondato su una valuta unica ma con sovranità molteplici, senza  un Governo dell’economia europea espressione di una governance politica unitaria. Questo il testo dell’appello dei Lions. “Nel Distretto 108 Ib1 è attivo da un decennio il Comitato “L’Europa e il cittadino europeo” che, attraverso interventi sulla stampa, convegni e conferenze nei Club e nelle Scuole del Distretto, intende promuovere un’ autentica coscienza  europea per l’affermazione di una comune cittadinanza, intesa come identità e condivisione di valori storici, culturali e spirituali. Parlare  d’Europa significa infatti parlare del nostro futuro, del futuro di un’ Europa dei popoli, un’Europa unita così come la sognarono i suoi Padri fondatori: Adenauer, Schuman e De Gasperi. Quasi un’utopia dopo le divisioni e i lutti della seconda Guerra mondiale. Ma l’integrazione politica del Vecchio Continente è minacciata dagli antagonismi nazionali sulle misure anticrisi dei Paesi finiti sotto gli attacchi speculativi dei mercati, collegati ai debiti sovrani. In questo quadro di crescenti tensioni valutarie, l’Europa ha palesato la sua debolezza strutturale con una moneta unica, l’euro, senza uno Stato, senza un Governo, senza una Banca Centrale di ultima istanza, senza cioè una “governance economica e politica” unitaria! Una situazione di grande precarietà istituzionale sullo sfondo di un  antieuropeismo che legge la storia con la lente annebbiata dello Stato-nazione. Il Distretto 108 Ib1, nella consapevolezza che lionismo ed europeismo, nella comune visione della fratellanza e della solidarietà, perseguono  un unico progetto di pace e di promozione umana, sollecita il Multidistretto 108 Italy a prendere ogni adeguata iniziativa nelle opportune sedi istituzionali tesa al superamento degli egoismi e degli interessi nazionali, per accelerare il processo di integrazione politica dell’Europa in una rinnovata visione dell’originario spirito europeo. I Lions, portatori di “cittadinanza attiva”, auspicano per i popoli europei una comune “casa europea”, costruita sui valori della millenaria civiltà dell’Europa, fattore di stabilità e di progresso nel mondo. E’ tempo di vivere non più come cittadini di diverse nazioni, ma come europei di diverse regioni! “ Il documento sarà oggetto di formale esame da parte della struttura centrale dell’Associazione per essere poi consegnato alle più alte cariche istituzionali dello Stato con l’auspicio che si possa davvero scrivere una nuova pagina di storia, perché, come ha dichiarato il Governatore Guerini Rocco “ l’Europa non si costruisce con miseri accordi intergovernativi ma con una reale integrazione, capace di coniugare il rigore e la crescita, in un quadro di equilibri politici rispettoso della pluralità delle voci nazionali.” Ma il futuro dell’Europa non si potrà scrivere con l’inchiostro dei...

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LA CITTADINANZA ATTIVA IN EUROPA 2013, Anno europeo dei cittadini :  il futuro dell’Unione

Posted by on Feb 11, 2015 in SliderHome, Sull'Europa | 0 comments

LA CITTADINANZA ATTIVA IN EUROPA 2013, Anno europeo dei cittadini :  il futuro dell’Unione

A vent’anni dall’istituzione, con il Trattato di Maastricht,  della “cittadinanza europea dell’Unione”  il 2013 è stato ufficialmente proclamato “Anno europeo dei cittadini”, al fine di consolidarne  la conoscenza dei relativi diritti e responsabilità. Piu’ in particolare, l’ “Anno europeo dei cittadini”  è finalizzato a: -rafforzare la consapevolezza dei cittadini dell’Unione in merito al loro diritto di circolare e di soggiornare liberamente all’interno dell’Unione europea e più in generale ai loro diritti garantiti quando si trovano in un altro Stato membro, compreso il diritto di partecipare alla vita democratica; -stimolare un dibattito sulle modalità con le quali i cittadini possono  beneficiare dei diritti e delle politiche dell’Unione allorchè  risiedono in un altro Stato membro in termini di coesione sociale e  reciproca comprensione. La cittadinanza europea, che  integra e non sostituisce quella nazionale, conferisce a tutti i cittadini dei 27 Stati membri dell’Unione una serie di diritti supplementari. Ogni cittadino europeo ha il diritto di votare e candidarsi alle elezioni amministrative ed europee nello Stato membro in cui risiede, gode della tutela consolare delle autorità di un qualsiasi Stato membro, può presentare una petizione al Parlamento europeo, partecipare a un’iniziativa dei cittadini europei. Si stima che nel 2010 erano oltre 12 milioni i cittadini dell’Unione residenti in uno Stato membro diverso  dal proprio e che un numero ancora maggiore potrebbe avvalersi di tale diritto in un prossimo futuro. I cittadini che intendono studiare, lavorare, trascorrere il pensionamento o risiedere in un altro Stato membro hanno bisogno di essere adeguatamente informati sui vari diritti che possono far valere e di poter effettivamente avvalersi di tali diritti nella pratica. Una consapevolezza che però non è ancora ben radicata nell’Unione  come rivela una indagine di Eurobarometro del 2010. L’obiettivo di fondo delle istituzioni europee è di ovviare a questa diffusa scarsa conoscenza da parte dei cittadini dell’Unione del loro  status giuridico attraverso una serie di manifestazioni ed iniziative, tali da permettere ai singoli, alle imprese e alla società in generale di cogliere tutte le opportunità offerte dal mercato unico. In Italia sono previsti quattro importanti appuntamenti, di cui il primo si è già tenuto a Napoli alla presenza del Commissario Lazslo Andor, responsabile per l’occupazione, gli affari sociali e l’integrazione.  Il prossimo 7 maggio, in occasione della Festa dell’Europa, si svolgerà a Trieste un grande evento finale con la partecipazione di numerose autorità comunitarie. L’Anno europeo  è stato inaugurato il 10 gennaio scorso a Dublino in concomitanza con l’inizio della presidenza irlandese del Consiglio europeo. Con un pubblico dibattito sono state tracciate le linee programmatiche dell’Unione del futuro per migliorare la vita quotidiana di quanti risiedono nell’Unione.   “Per costruire un’Europa più forte e a maggiore valenza politica è necessario coinvolgere direttamente i cittadini”, ha dichiarato la Vicepresidente della Commissione europea Viviane Reding. “La cittadinanza dell’Unione, ha aggiunto, è più di un concetto teorico: è una realtà pratica che porta benefici tangibili a ognuno.”  Il processo di integrazione europea ha permesso ai cittadini dei vari Paesi membri di potersi muovere e lavorare liberamente in Europa, di usufruire dei vantaggi del mercato comune, di avere regole comuni in settori importanti come l’agricoltura, l’ambiente, lo sviluppo regionale e la tutela dei consumatori. Ma certamente il processo non è ancora completo e può essere migliorato. Il 2013 sarà dunque finalizzato a garantire il pieno esercizio del diritto di cittadinanza a tutti i cittadini europei, in primis il rafforzamento degli istituti di partecipazione alla promozione della cittadinanza attiva nelle nuove generazioni. E’ ancora profondo il gap tra dichiarazioni d’intenti e possibilità concrete di realizzazione. La crisi delle classi dirigenti tradizionali che riguarda sempre più istituzioni europee e governi nazionali...

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9 MAGGIO : GIORNATA  DELL ‘EUROPA

Posted by on Feb 11, 2015 in SliderHome, Sull'Europa | 0 comments

9 MAGGIO : GIORNATA  DELL ‘EUROPA

Parigi 9 Maggio 1950: Robert Schuman legge alla stampa, convocata al Quay d’Orsay, sede del Ministero degli Esteri, la seguente dichiarazione. “La pace mondiale non potrebbe essere salvaguardata senza iniziative all’altezza dei pericoli che ci minacciano. Mettendo insieme talune produzioni base saranno realizzate le prime fondamenta concrete di una Federazione europea”. L’invito di Schuman si concretizzò con la istituzione della CECA, Comunità economica del carbone e dell’acciaio, tra Francia, Germania, Italia e Paesi del Benelux, per gestire insieme quelle materie prime che all’epoca erano il presupposto di ogni potenza militare. La CECA rappresenta la culla nella quale fu deposto il primo seme dell’Europa unita! Dai lutti e dalle distruzioni della seconda guerra mondiale si alzò forte il grido di Schuman, Adenauer e De Gasperi: “Mai più guerre tra noi!”. Vinti e vincitori della Grande Guerra uniti per fissare un comune percorso di pace e di progresso per l’Europa. E’ l’alba dell’Europa di pace. E nel ricordo di quello storico evento, il 9 maggio di ogni anno, nei 27 Stati dell’Unione europea si festeggia la “Giornata dell’Europa”. E’ il compleanno della vecchia Europa. Simbolicamente, quella data rappresenta il primo mattone nella costruzione della “comune casa europea” fondata sui valori della pace e della solidarietà, valori che si realizzano attraverso lo sviluppo economico e sociale del Vecchio Continente. Il futuro dell’Europa dipenderà dall’europeismo illuminato della leadership europea, ma anche dalla nostra ansia di far crescere una coscienza autenticamente europea, dalla capacità di trasmettere questo patrimonio di valori alle future generazioni, nel ricordo del testamento morale di Alcide De Gasperi, “un europeo venuto dal futuro”: “L’Europa è un’eredità destinata ai giovani”. Auguri,...

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EUROPA :  UN   SOGNO   PROIBITO Luci e ombre sul processo di costruzione politica europea

Posted by on Feb 9, 2015 in SliderHome, Sull'Europa | 0 comments

EUROPA :  UN   SOGNO   PROIBITO Luci e ombre sul processo di costruzione politica europea

E’ difficile  immaginare il futuro politico-istituzionale dell’Unione. L’Europa non fa più sognare! Il “modello europeo” è da tempo avvolto in una fitta cortina di incertezze e contraddizioni. Un modello che alimenta inquietudini, crea insicurezze, genera paure, crisi di identità nazionali. Si pagano a caro prezzo i tanti compromessi al ribasso di una Costituzione caduta nel dimenticatoio dopo la bocciatura di Francia e Olanda. Una Costituzione a metà strada fra un’Europa federale e un’Europa intergovernativa, senza un vero governo capace di rispondere con politiche adeguate alle attese dei cittadini. Da Lisbona, con la firma del Trattato di riforma dello scorso dicembre, non è arrivato alcun segnale positivo! E se l’Europa non avanza, retrocede! Si sta miseramente sgretolando il tasso di unità che ha tenuto finora in vita le tante diversità dell’ Unione, ma soprattutto si sta dissolvendo l’originario spirito comunitario dei Padri fondatori. “L’Europa della malinconia” l’ha recentemente definita Tommaso Padoa-Schioppa. Ma pur incompiuta, l’Europa è comunque un’opera davvero nuova e grandiosa, ricca di prospettive. Un’opera da completare, che chiede e merita sforzi e sacrifici. “Non una previsione o una sfida, ma un obiettivo e un proposito. Un punto di riferimento professionale, culturale, politico  e civile da adottare senza riserve!” Nel suo confronto fra sogno americano e sogno europeo Jeremy Rifkin esamina i due primattori della globalizzazione e della politica internazionale. Attraverso un’analisi dei loro sistemi economici e modelli di società, egli afferma che gli Stati Uniti sono il vecchio mondo, l’Europa il nuovo. “L’Europa, è questo il messaggio finale di Jeremy Rifkin, è intenta a prepararsi per una nuova era, mentre l’America cerca disperatamente di restare aggrappata a quella vecchia”. E’ comunque profondo il disagio percepito in gran parte dell’Unione. Euroscetticismo e nazional-populismo dominano da tempo la scena europea. L’unione europea non è ancora un’Unione: manca un patto fondante in forza del quale lo stare insieme, il decidere insieme, l’agire insieme siano un autentico collante. E’ sconcertante osservare come le forze europeistiche siano incapaci di reagire. I governi nazionali appaiono divisi e privi di volontà, intenti solo a difendere anacronistiche rendite di posizione nazionali. E sullo sfondo, emerge chiara l’incapacità delle istituzioni europee nell’affrontare i problemi economici, sociali e politici di dimensione europea e globale. Istituzioni comunitarie prive  di legittimazione costituzionale sancita dal voto dei cittadini europei. Per superare con equilibrio e lungimiranza le sfide del Terzo Millennio, per trovare la via del futuro, di un futuro sostenibile e innovativo per l’Europa, non basta l’unità delle monete, dei mercati, delle banche centrali. Deve nascere un’Europa dei cittadini che nutra dei suoi valori e delle sue tradizioni migliori un progetto di futuro forte e avanzato, finalmente in sintonia con Lisbona 2000! L’Europa, dopo aver recuperato alla democrazia dieci Paesi dell’Est, deve riscoprire e valorizzare la propria identità culturale ed economica, fatta di coesione sociale, di qualità e dignità del lavoro, di una visione  dei processi economici che riconosce una funzione insostituibile al mercato ma punta a correggerne e orientarne le dinamiche. Due sono i pilastri di una solida costruzione europea. Prima di tutto l’unità politica: l’Europa unita non può essere soltanto quella dei mercati e dell’euroburocrazia, deve fondarsi su istituzioni dotate di una forte legittimità democratica. E poi quel fitto tessuto di autonomie, di identità territoriali distinte che, come in un mosaico, vanno a comporre una più generale identità europea. L’anima dell’Europa, da riscoprire e valorizzare, è proprio in questa miscela di unità e diversità, in una nozione dell’identità che si basa non sull’appartenenza etnica ma sulla comunanza di bisogni, di interessi, e anche di valori: i valori della solidarietà, della sussidiarietà, del dialogo, dell’integrazione tra etnie, religioni e culture diverse....

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L’EUROPA  CHE  NON  C’E

Posted by on Feb 9, 2015 in Sull'Europa | 0 comments

Dalla crisi economica a quella sociale – L’incognita del voto di maggio per il rinnovo del Parlamento europeo – Il crescente euroscetticismo: cause ed effetti  Consegnato alla storia il 2013: l’annus horribilis del blackout fra debiti sovrani e sistema bancario. L’anno della crisi economica e delle turbolenze finanziarie generate dalla  speculazione dei mercati in quei Paesi dell’Eurozona in forte ritardo sulle riforme strutturali. Una crisi che ha messo a nudo le criticità del sistema monetario europeo privo di una politica economica, fiscale e di bilancio ancora di competenza degli Stati membri che non vogliono cedere a un’autorità sovranazionale la loro sovranità. Alla base, una moneta unica orfana di un’Unione politica con un’azione di governo autonoma rispetto ai singoli Stati. E provvidenziale è stato lo scudo anti-spread offerto dalla Banca centrale europea che, forzando un po’ i dogmi dell’ortodossia germanica, ha di fatto allontanato il rischio di un rovinoso default monetario. Ma particolarmente “aggressive”  sono risultate le politiche di austerità seguite dall’Ue durante la crisi: un mix di rigore fiscale e finanziario, ispirato dalla Merkel, che ha causato una recessione economica con caduta della produzione e dei livelli occupazionali. Ferma la crescita, la crisi dell’eurozona ha superato i confini dell’ economia diventando sociale e avviandosi a diventare istituzionale. Sono anni che lo spirito europeo è andato affievolendosi nelle coscienze dei cittadini e nell’azione dei governanti. Una deriva che ora sta facendo un inquietante salto di qualità: da stato d’animo diffuso si sostanzia in “movimenti” anti-europei  e anti-mercato unico. Cresce l’euroscetticismo e con esso la voglia di fuga da un’Europa che non fa più sognare. La crisi economico-finanziaria che ancora attanaglia i Paesi dell’Eurozona sta colpendo duramente l’immagine e sta indebolendo la fiducia collettiva nelle istituzioni comunitarie. A pochi mesi dal voto di maggio per il rinnovo del Parlamento di Strasburgo, nelle capitali europee è allarme rosso. Molti partiti antieuropeisti, secondo i sondaggi, potrebbero trionfare e fare arrivare in Alsazia  l’onda lunga di una protesta che affonda le sue radici nella irresponsabile politica europeista delle singole istituzioni nazionali che, con le ambiguità di quelle comunitarie, hanno contribuito a vanificare per i popoli del Vecchio Continente il sogno di una comune casa europea costruita sulla solidarietà e sulla sussidiarietà. Crollati questi pilastri, l’Europa è vista come il feroce guardiano dei conti pubblici nazionali, il fautore di tasse e balzelli. Ed è per questo che il salvataggio dell’euro e dell’intero sistema economico-monetario europeo deve passare attraverso scelte condivise senza egemoniche fughe in avanti da parte di quei Paesi che sull’euro hanno finora lucrato fortune industriali e commerciali, realizzando grossi profitti. L’Europa paga il conto per non aver definito in tempo una strategia imperniata sulla convergenza e su una reale integrazione nell’interesse generale. I Padri fondatori, all’indomani dei lutti e delle distruzioni della seconda guerra mondiale, l’avevano pensata come un’entità federale sovrannazionale con un governo unico e non come un organismo intergovernativo, composto da Stati diffidenti e litigiosi. E’ l’Europa che non c’è! I Governi nazionali si sono limitati a una governance basata su regole e parametri codificati a Bruxelles, rigidi e insufficienti, senza realizzare quelle riforme strutturali interne che il Trattato di Maastricht imponeva per armonizzare il sistema economico-monetario con una moneta unica. Una latitanza politica che, abbinata alle soluzioni minimaliste adottate dall’Ue sui grandi temi comunitari (migrazione, sviluppo, difesa, politica estera), ha causato diffusi sentimenti antieuropei alimentati da un inquietante populismo. E’ lo scellerato “tanto peggio tanto meglio” con il quale non si costruisce l’Europa del futuro, ma si rischia di evocare i tristi fantasmi del...

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